
Ieri si è tenuto un presidio-volantinaggio del Coordinamento Antimilitarista Livornese a Livorno in Piazza S. Jacopo di fronte all’ingresso dell’Accademia Navale, di seguito il testo del volantino
FERMIAMO LA GUERRA ORA!
L’ITALIA È IN GUERRA
La guerra divampa nel Golfo Persico. Il governo italiano è coinvolto fin da prima dello scoppio della guerra.
Militari italiani sono presenti in Irak, a Erbil, in Kuwait, in Qatar. I militari italiani sono presenti là dove l’ENI ha concessioni petrolifere o fonti di approvvigionamento, come il gas del Qatar. L’Italia è insieme agli Stati Uniti e a truppe di altri governi per legare stabilmente la regione del Golfo agli interessi dei vari imperialismi.
Come in tutte le guerre c’è chi muore, tanti, troppi civili, e chi si arricchisce.
LA GUERRA COMINCIA ANCHE DA LIVORNO
Il ministro Crosetto, il commesso viaggiatore dell’industria bellica italiana, si è affrettato a raggiungere Dubai per concordare con vari governi del Golfo la vendita di sistemi di difesa aerea e anti-drone; in particolare una batteria di missili SAMP/T dovrebbe finire in Kuwait o negli Emirati Arabi Uniti.
Ma Crosetto a Dubai ha anche curato un contratto da centinaia di milioni con la Marina indonesiana che coinvolge l’impresa livornese DRASS.
E la WASS Fincantieri, che a Livorno ha la sua principale sede produttiva, fornirà alla Marina reale saudita i siluri leggeri MU90, come concordato dal Governo.
RESPINGERE LA GUERRA È POSSIBILE!
Intanto la gente muore e i pescicani si arricchiscono.
Per chi non lo avesse ancora capito: l’aggressore è uno solo, l’attuale organizzazione sociale basata sul dominio politico e lo sfruttamento economico; l’aggredito è tutta l’umanità.
Solo la fine della guerra e il ritiro di tutte le truppe di occupazione permetterà alle classi sfruttate e oppresse dell’Iran di darsi una nuova organizzazione sociale più giusta e più libera, rovesciando il sanguinario regime degli ayatollah e impedendo il ritorno dell’erede dell’altrettanto sanguinario scià Reza Pahlavi.
Quanto è successo giovedì 12 marzo, così come era avvenuto per i blocchi al porto dello scorso autunno, dimostra che la guerra parte anche da qui e che è possibile fermare la guerra mettendosi in mezzo. Un treno carico di mezzi militari e munizioni partito da Fiorentina di Piombino e diretto a Palmanova è stato rallentato per oltre dodici ore e costretto ad una lunga deviazione dalla mobilitazione antimilitarista nelle stazioni di Livorno Calambrone e Pisa Centrale.
Se ci mettiamo in mezzo, se pratichiamo l’azione diretta e l’autorganizzazione possiamo farcela! Generalizziamo le pratiche antimilitariste, internazionaliste, pacifiste.
Opponiamoci alla potica di guerra del Governo italiano
RITIRO DELLE MISSIONI MILITARI ITALIANE ALL’ESTERO !
CHIUSURA DELLE BASI USA IN ITALIA !