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La strage è di stato – la storia è collettiva

LA STRAGE È DI STATO – LA STORIA È COLLETTIVA

A 50 anni dalla strage di Piazza Fontana e dall’assassinio di Giuseppe Pinelli
1969-2019

La strategia della tensione contro le lotte studentesche e operaie

sabato 26 ottobre ore 16.30
Nuovo Teatro delle Commedie – Via Terreni 3, Livorno

Claudia Pinelli
Tiziano Antonelli  –  Federazione anarchica livornese
Massimo Varengo  – Federazione anarchica milanese

Federazione Anarchica Livornese – F.A.I.

Collettivo Anarchico Libertario

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Exarchia è ovunque! foto del presidio a Livorno

Mentre in migliaia sono scesi in piazza ad Atene contro la repressione attuata dal governo greco, a Livorno sabato 14 settembre eravamo in piazza in solidarietà al movimento anarchico e delle occupazioni in grecia dopo gli sgomberi nel quartiere ateniese di Exarchia.

NO PASARAN!

 

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Presidio a Livorno – Exarchia è ovunque!

Solidarietà e Libertà
Exarchia è ovunque!

Presidio
in Piazza Cavour, Livorno
Sabato 14 settembre ore 17

Il 26 agosto ad Atene i blindati della polizia hanno invaso e occupato il quartiere di Exarchia. Una zona in cui la presenza anarchica e dei movimenti di lotta è molto radicata, in cui si trovano molti edifici occupati, luoghi un tempo abbandonati trasformati in abitazioni, mense, ambulatori sanitari autogestiti, ma anche sedi, librerie, attività di solidarietà. Spazi gestiti da chi non ha casa, da chi è escluso da servizi sociali e sanitari a causa delle politiche devastanti dei governi che si sono succeduti.

L’operazione di polizia del 26 agosto ha provocato lo sgombero di 4 spazi occupati e 143 arresti, la maggior parte degli arrestati, per la loro condizione di migranti, ha subito la deportazione in campi di concentramento fuori città. Con questa operazione repressiva, a lungo preparata e accompagnata da una generale restrizione delle libertà, il governo greco vuole attaccare le forme di autorganizzazione della società, il movimento delle occupazioni e il movimento anarchico, per avere mano libera nell’attuazione di nuove politiche antipopolari. Le strade in quell’area continuano ad essere militarizzate e nei giorni successivi ci sono state aggressioni violente e attacchi deliberati della polizia nei confronti di locali e spazi autogestiti al solo scopo di provocare e intimidire le compagne e i compagni, per spaventare la popolazione del quartiere.

Già il 31 agosto migliaia di persone sono scese in piazza nel quartiere di Exarchia contro la militarizzazione dell’area e per difendere le occupazioni, sabato 14 settembre si terrà una grande manifestazione ad Atene.

È importante scendere in piazza in solidarietà con chi oggi in Grecia resiste alla repressione, perché anche in Italia non sono diverse le strategie repressive messe in atto dai governi: restrizione della libertà di manifestare, sgomberi delle occupazioni, repressione nei confronti dei movimenti di lotta, operazioni antianarchiche.

Solidarietà con il movimento anarchico e il movimento delle occupazioni in Grecia!

NO PASARAN!

Collettivo Anarchico Libertario

Federazione Anarchica Livornese – F.A.I.

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Venerdì 6/09: Benefit “Livorno non si piega!”

Venerdì 6/09: Benefit “Livorno non si piega!”

Dalle ore 21 al Refugio

Invitiamo tutti i solidali a partecipare, Venerdì 6 Settembre presso il Teatrofficina Refugio, alla serata benefit organizzata per sostenere le spese processuali degli imputati al processo della prefettura e dei centinaia di procedimenti penali a cui sono sottoposti i militanti del movimento colpevoli di lottare ogni giorno in divesa dei diritti di tutt*.
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A PARTIRE DALLE 21.00 MUSICA LIVE CON
– TOZZI FAN
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“34 anni di condanna totali, oltre 30.000 euro fra risarcimenti e spese processuali, un’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni, una condanna di 6 mesi ad un imputato verso cui il Pm aveva chiesto l’assoluzione” questo è stato il bilancio della sentenza politica di primo grado contro il movimento livornese per i fatti della Prefettura. Lunedì 9 settembre a Firenze si svolgerà l’appello. Solidarietà a tutti gli imputati , ancora una volta ribadiamo che i fatti in questione sono accaduti a causa di un escalation repressiva e violenta voluta dal Questore di allora che in città non si vedeva da anni, partita da un semplice e pacifico presidio di contestazione a Bersani, proseguita con le cariche a freddo in piazza cavuor verso i manifestanti e passanti. “Livorno nn si piega “ era lo slogan di allora e lo ribadiamo anche oggi, rivendicando il diritto di opporsi e di manifestare in piena libertà.

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Repressione in grecia: Comunicato APO

COMUNICATO DELL’A.P.O. (Αναρχική Πολιτική Οργάνωση, Organizzazione Politica Anarchica) CONTRO LA CAMPAGNA REPRESSIVA DELLO STATO

L’attacco di natura repressiva del 26 agosto, consistente nell’invasione da parte di un esercito di occupazione – composto dalle Unità Speciali Antiterrorismo e reparti di Polizia Antisommossa – e nello sgombero di 4 squat, l’arresto di 3 occupanti e la detenzione di 143 rifugiat* e immigrat*, che sono stati trasferiti dalle loro abitazioni, è stata la prima azione di un’operazione di guerra. Un’operazione già annunciata dai funzionari del governo, e che è stata preprarata da parte dei piccoli “Goebbels” dei media, per mezzo di una’individuzione sistematica dei propri obeittivi tra i membri del movimento anarchico e tra coloro che lottano.

Quest’operazione è avvenuta proprio a seguito del voto sulle leggi contro i sindacati, l’abolizione del diritto d’asilo nelle Università, l’inasprimento del razzismo istituzionale contro immigrat* e rifugiat*, i piani repressivi nei confronti degli squat ad Atene e Giannina. Dopo le elezioni del 7 luglio, il nuovo governo, seguendo le orme dell’amministrazione precedente, ha presentato la propria agenda per i prossimi anni e indicato quelli che sono i suoi principali nemici, i nemici di ogni governo: anarchiche ed anarchici; chi è in lotta; migranti e rifugiati; le lavoratrici e i lavoratori. Questa campagna di guerra contro chiunque prosegua la lotta è parte degli sforzi capillari dello stato greco, che hanno lo scopo di assoggettare la resistenza sociale e di classe e di farli sottostare a questa condizione.
Uno sforzo che si è sempre scontrato con il muro delle mobilitazioni dinamiche e di massa, di rivolte e lotte.

Il fallimento dello stato e del sistema capitalista, la continua riproduzione e il suo decadimento sempre più profondo, portano all’accentuazione delle esclusioni e alle innumerevoli violenze contro i poveri, al saccheggio e alla distruzione irreparabile della natura, alla morte delle persone martoriate ai confini, a una sopravvivenza fatta di stenti nelle moderne galee del lavoro.

Sia a livello internazionale che locale, la paura dei gruppi dominanti per lo scontento e la rabbia per queste condizioni, conduce al miglioramento della loro fortificazione legale e repressiva, alla feroce guerra ideologica che arriva per giunta a disumanizzare i loro avversari e coloro che irritano il regime. Dalla Grecia alla Francia, i lacchè autoritari si riferiscono a coloro che vengono presi di mira in quanto “feccia” e “spazzatura”, come preludio all’esercizio della violenza omicida.

Stanno tentando di diffondere il terrore, in quanto si ritrovano contro di loro migliaia di oppositori. Le immagini di poliziotti armati e l’invasione degli squadroni di polizia in Exarcheia e negli squat hanno molti destinatari, tutte e tutti coloro che stanno soffocando sotto questo regime di sfruttamento e sottomissione. Sono questi i gruppi e i soggetti a cui il movimento anarchico si rivolge e da cui trae la sua forza. Ciò che risulta critico al giorno d’oggi è la presenza massiccia e combattiva per le strade, il contrattacco contro le guardie dei pretoriani, la risposta collettiva del popolo in lotta e di chi subisce la repressione. Il risultato della battaglia contro questa campagna repressiva a lungo termine determinerà negli anni a venire l’equilibrio di potere tra lo stato e i padroni da una parte e i plebei dall’altra.

Usando la solidarietà come nostra arma, occorre lanciare il segnale di un contrattacco alla brutalità statale e capitalista, rivitalizzare la resistenza sociale e di classe. Stiamo chiamando i compagni anarchici, le e gli occupanti, chiunque lotti in tutto il mondo per organizzare mobilitazioni e azioni in solidarietà con il movimento anarchico e gli squat in Grecia. La solidarietà internazionalista potrebbe sollevare un’altra barricata ai piani dello stato e del capitale, e rafforzare la resistenza del popolo alla lotta in ogni angolo del mondo.

In quanto A.P.O., partecipiamo, supportiamo e chiamiamo alle mobilitazioni organizzate dalle assemblee degli squat anarchici, squat abitativi per rifugiat* e migrant*, strutture di movimento e dei collettivi politici “¡NO PASARAN!” ad Atene e alle manifestazioni del 31 agosto e del 14 settembre. Sosteniamo il FestivalLibertario degli squat a Salonicco (dal 3 al 6 settembre) e facciamo appello anche alla manifestazione contro la Fiera Internazionale di Salonicco del 7 settembre e alla protesta che si terrà a Patra di sabato 31 agosto, ad Esperos.

CONTRO LA REPRESSIONE DELLO STATO

NESSUNA RESA – NESSUNA TREGUA!

¡NO PASARAN!

CONTRO LA CAMPAGNA REPRESSIVA DELLO STATO

SOLIDARIETÀ AGLI SQUAT E ALLE STRUTTURE DIMOVIMENTO

MOBILITAZIONI DI SOLIDARIETÀ

· SABATO, 31 AGOSTO, MANIFESTAZIONE, ORE 12:00, PIAZZA EXARCHEIA, ATENE

· SABATO, 31 AGOSTO, MANIFESTAZIONE, ORE 12:00, ESPEROS – PIAZZA GEORGE, PATRA

· 3-6 SETTEMBRE, FESTIVAL LIBERTARIO DI SQUAT E COLLETTIVI, SALONICCO

· SABATO, 7 SETTEMBRE, MANIFESTAZIONE, ORE 17:00, KAMARA, SALONICCO

· SABATO, 14 SETTEMBRE, MANIFESTAZIONE, ORE 12:00, PROPYLEA, ATENE

A.P.O. (Αναρχική Πολιτική Οργάνωση, Organizzazione Politica Anarchica) – FEDERAZIONE DI COLLETTIVI

28 agosto 2019

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Solidarietà al “Galeone”!

Solidarietà al “Galeone”!

10, 100, 1000 spazi liberati per fermare l’abbandono e la speculazione

Stamattina (30 luglio 2019) dalle 10.30 un ingente spiegamento di forze dell’ordine accompagnato da vigili del fuoco si è presentato davanti allo spazio occupato anarchico “il galeone” di Pisa per attuare uno sgombero. Un’occupante si è asserragliato sul tetto mentre un’altra compagna è stata portata via in manette e rilasciata in seguito. Sul luogo sono accorsi subito tant* solidal* per monitorare e manifestare la loro rabbia contro questo ultimo atto repressivo.

Undici degli occupanti sono indagati per occupazione, allaccio abusivo di corrente, danneggiamento di cabine dell Enel. Il Pm ha inizialmente chiesto l’obbligo di firma e foglio di via per tutt* ma successivamente la richiesta è stata rigettata. Esprimiamo la nostra piena solidarietà al Galeone ed a chi pratica l autogestione e continua ad aprire e difendere spazi di libertà in ogni luogo.

Collettivo Anarchico Libertario

Federazione Anarchica Livornese

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Programma Effetto Refugio 2019

Programmazione di Effetto Refugio 2019

come ogni anno tra i banchetti di Effetto Refugio ci sarà anche un fornitissimo banchetto anarchico con stampa, libri, spille, magliette, fazzoletti etc..

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A 4 anni dalla strage di Suruç: La loro lotta era la nostra lotta, la loro lotta continuerà nella nostra lotta!

Pubblichiamo di seguito la traduzione del comunicato del DAF – Devrimci Anarşist Faaliyet (Azione Anarchica Rivoluzionaria) sull’attacco della polizia alle manifestazioni per i 4 anni dalla strage di stato di Suruç

La loro lotta era la nostra lotta, la loro lotta continuerà nella nostra lotta!

Nel luglio 2015, 33 rivoluzionari che erano partiti per ricostruire Kobanê, una città che era stata distrutta e saccheggiata dalle bande dell’ISIS, sono stati massacrati dallo Stato assassino e dalle bande dell’ISIS. Per commemorare i rivoluzionari massacrati e per mantenere vive le loro lotte, si sono tenute nel quarto anniversario del Massacro di Suruç delle commemorazioni nella zona di Kadıköy a Istanbul e di Kızılay ad Ankara. Queste manifestazioni erano state convocate da un appello delle Organizzazioni Giovanili, tra cui la Gioventù Anarchica.

Alla stessa ora del massacro di quattro anni fa, sono state tenute commemorazioni alle tombe dei nostri compagni, che erano stati massacrati dallo Stato assassino e dalle bande dell’ISIS. Con la promessa di portare a compimento i sogni dei 33 giovani, e di chiamare i responsabili del massacro a render conto di quanto hanno fatto loro.

Tutti i rivoluzionari e le famiglie di coloro che hanno perso la loro vita nel Massacro di Suruç si sono incontrati alle 18:00 a Kadıköy, in Halitağa Street per il sit-in di protesta per commemorare 33 rivoluzionari. È stato gridato che le persone che sono state massacrate dallo Stato assassino e dalle bande dell’ISIS, vivono ancora nella lotta. Per tutta la durata del sit-in si sono susseguiti gli interventi delle famiglie dei sopravvissuti e delle famiglie dei nostri compagni uccisi.

L’ingiustizia, l’oppressione e la violenza con cui sono stati massacrati non sono finite, ma proseguono anche oggi, e sono continuate ad Istanbul e ad Ankara contro coloro che si sono riuniti per commemorarli.

Dopo il sit-in a Istanbul, mentre la manifestazione si dirigeva in corteo verso la Süreyya Opera House per l’evento commemorativo nel Mehmet Ayvalıtaş Park, la polizia assassina dello Stato assassino ha iniziato ad attaccare in modo incessante. Allo stesso modo ad Ankara, su convocazione delle Organizzazioni Giovanili, inclusa l’anarchica Karala, tutti coloro che erano convenuti in Sakarya Street per un’azione sono stati soggetti agli attacchi della polizia. 8 rivolizonari sono stati arrestati. Con i continui assembramenti nella zona di Kızılay dopo l’attacco, è stato dimostrato ancora una volta che non ci sarà nessun arretramento di fronte allo Stato assassino. I rivoluzionari che non hanno lasciato le strade hanno mostrato che non è possibile porre fine alla lotta per la giustizia per Suruç con gli attacchi della polizia.

KADIKOY È UNA BARRICATA

Quelli che hanno forzato i rivoluzionari ad arretrare con i loro attacchi, arresti, politiche intimidatorie ancora una volta hanno visto che Kadıköy è la barricata dei rivoluzionari. 33 compagni, nostri amici, lottavano nelle strade di Kadıköy dove lo scontro è stato ancora una volta mostrato in piazza. Alla violenza della polizia e di coloro che provano a sopprimere la rabbia dei rivoluzionari è stato risposto riempendo le strade di Kadıköy. Con slogan e barricate contro gli attacchi della polizia, Kadıköy ha ancora una volta mostrato di essere un campo di lotta e di resistenza. Continuando i loro incessanti attacchi la polizia ha fermato 20 rivoluzionari, inclusi 3 nostri compagni della Gioventù Anarchica. Da Kalkedon a Bahariye Street, sono state tirate su barricate in tutte le strade di Kadıköy.

La lotta dei 33 anarchici e socialisti rivoluzionari massacrati a Suruç è la nostra lotta. Non si può porre fine al loro viaggio e ai loro sogni con le bombe, gli attacchi, gli arresti e le intimidazioni.

La loro lotta è la nostra, la nostra lotta continuerà!

Viva la Rivoluzione!

Viva l’Anarchia!

 

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In memoria di Filippo Filippetti – anarchico livornese, antifascista, ucciso dai fascisti

In memoria di Filippo Filippetti
anarchico livornese, antifascista, ucciso dai fascisti

Venerdì 2 agosto 2019

ore 19 Commemorazione presso la lapide

Via Provinciale Pisana 354, Livorno

(andando verso Via Firenze, alla ex-scuola di fronte al circolo ARCI “Tamberi”)

Filippo Filipetti, giovane anarchico, viene ucciso il 2 agosto 1922 dai fascisti mentre si oppone, assieme ad altri antifascisti, ad una spedizione punitiva contro Livorno.

Il 2 Agosto 1922 un gruppo di giovani antifascisti, tra i quali alcuni anarchici, ingaggia uno scontro armato nei pressi di Pontarcione con i camion dei fascisti. Muore nella sparatoria Filippo Filippetti, membro degli Arditi del Popolo, sindacalista dell’USI per il settore edile.

Nell’estate del 1922 si giocano le ultime carte per fermare la reazione antiproletaria: il paese è attraversato da un crescendo di aggressioni compiute dai fascisti nei confronti delle organizzazioni del movimento operaio e dei singoli militanti; si contano decine di morti fra gli antifascisti.

Da mesi l’Unione Anarchica Italiana e il giornale “Umanità Nova” si battono a sostegno del movimento degli Arditi del Popolo, per costituire un fronte unico proletario che organizzi la difesa.

Su iniziativa del Sindacato Ferrovieri Italiano è costituita l’Alleanza del Lavoro, a cui partecipano tutti i sindacati, con l’appoggio dell’Unione Anarchica, del Partito Repubblicano, del Partito Comunista e del Partito Socialista.

L’Alleanza del Lavoro indice uno sciopero generale ad oltranza per fermare le violenze fasciste a partire dalla mezzanotte del 31 luglio.

I fascisti finanziati da agrari e industriali, armati da Carabinieri ed Esercito, protetti dalla monarchia e dalla chiesa, aggrediscono le roccaforti operaie.

In molte città, fra cui Piombino, Ancona, Parma, Civitavecchia, Bari i fascisti vengono respinti anche grazie all’azione degli Arditi del Popolo. Nel momento in cui la resistenza operaia cresce, CGL e PSI, sperando in un ennesimo compromesso, si ritireranno dalla lotta, aprendo la strada alla rappresaglia armata del Governo.

Livorno è uno dei centri dello scontro. Tra il 1° e il 2 Agosto 1922 squadre fasciste provenienti da tutta la Toscana lanciano la caccia agli antifascisti livornesi, facendo irruzione nei quartieri popolari che resistono all’invasione.

Molti furono gli assassinati in quei giorni. Popolani, militanti comunisti, anarchici, repubblicani e socialisti, tra i quali Luigi Gemignani, Gilberto Catarsi, Pietro Gigli, Pilade Gigli, Oreste Romanacci, Bruno Giacomini e Genoveffa Pierozzi.

Negli scontri in periferia viene ucciso il giovane anarchico Filippo Filippetti.

Gli anarchici invitano tutti gli antifascisti a partecipare alla commemorazione.

Federazione Anarchica Livornese

cdcfedanarchicalivornese@virgilio.it

Collettivo Anarchico Libertario

collettivoanarchico@hotmail.it

http://collettivoanarchico.noblogs.org/

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Contro la discarica di Livorno al Limoncino

CONTRO LA DISCARICA DI LIVORNO AL LIMONCINO

Da lunedì 8 luglio è in corso all’incrocio tra via della Valle Benedetta e via del Limoncino un presidio permanente contro la discarica che la società Livrea sta attivando nella ex cava del monte la Poggia.

La discarica si trova in una zona a rischio idrogeologico che ha subito l’impatto dell’alluvione del settembre 2017. Tra i rifiuti destinati alla discarica ci sono anche fanghi di dragaggio, scorie di fonderie, ceneri dell’inceneritore.

Dal 4 luglio alcuni camion hanno iniziato a conferire rifiuti nel sito e solo la presenza del presidio animato da residenti che da circa dieci anni si oppongono al progetto ha fatto in modo che i trasporti di rifiuti si fermassero per qualche giorno e che due camion tornassero indietro.

Questo dimostra che solo l’azione diretta, in questo caso realizzata attraverso il presidio permanente, può fermare questa ulteriore bomba ecologica su Livorno.

L’azione diretta è stata ed è la pratica più efficace per ostacolare le devastazioni del Tav in Val Susa, del Muos in Sicilia, del Tap e di tante altre “opere”, piccole e grandi ma comunque inutili e nocive.

La discarica del Limoncino, se sarà portata a regime, sarà uno degli impianti più pericolosi in una città in cui sono già presenti molte attività industriali a rischio di incidente, e già colpita dallo sfruttamento dei territori e dalle nocività, con gravi danni sulla salute di tutte e tutti.

Per questo sosteniamo la lotta in corso e siamo solidali con chi venerdì 12 luglio è stato aggredito da uno degli esponenti dell’azienda. Di fronte a questi atti è ancor più evidente la necessità dell’impegno diretto, dal basso, e sopratutto della solidarietà.

Federazione Anarchica Livornese – cdcfedanarchicalivornese@vigilio.it

Collettivo Anarchico Libertario – collettivoanarchico@hotmail.it

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