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Rivolte e poteri: la crisi degli Stati Uniti – assemblea dibattito online

iniziativa a cura della FAL

Rivolte e poteri: la crisi degli Stati Uniti – assemblea dibattito online

20 gennaio h 21
per partecipare scrivi a cdcfedanarchicalivornese@virgilio.it

La nuova presidenza degli Stati Uniti si apre con il crescente ruolo delle forze armate nel garantire il funzionamento della macchina statale. È un ulteriore segnale dell’aggravarsi della crisi sociale negli USA, che ha visto momenti drammatici con le manifestazioni di protesta contro gli assassinii e le violenze della polizia, brutalmente represse dalla precedente amministrazioni e dalle organizzazioni paramilitari protette da Trump. Le tensioni sociali trovano origine nella crisi economica che si trascina in modo altalenante dal 2008 e senza vie di uscita a breve, tanto che alcuni economisti parlano di stagnazione secolare. Questi fenomeni non potranno non avere ripercussioni sul ruolo dell’imperialismo angloamericano nel mondo e sugli equilibri di forza su scala globale, quindi anche all’interno dei singoli Stati come l’Italia.

La Federazione Anarchica Livornese organizza un’assemblea-dibattito on line su questi temi per il giorno 20 gennaio alle ore 21.

Parteciperà il compagno Lorenzo Coniglione, della redazione di Umanità Nova.

Chi fosse interessato a partecipare può inviare una mail all’indirizzo cdcfedanarchicalivornese@virgilio.it

 

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A Viareggio come a Livorno: istituzioni e padroni protetti dalla magistratura La lotta non va in prescrizione

A Viareggio come a Livorno: istituzioni e padroni protetti dalla magistratura

La lotta non va in prescrizione

La sentenza della Cassazione dell’8 gennaio 2021 sulla strage di Viareggio del 29 giugno 2009 ha garantito l’intoccabilità delle istituzioni, dei funzionari dirigenti e dei manager aziendali. È stato dichiarato prescritto il reato di omicidio colposo plurimo con l’eliminazione dell’aggravante di incidente sul lavoro che aveva finora evitato la prescrizione. Non potranno quindi più essere giudicate per tale reato Trenitalia, Rfi, Gatx Rail Austria, Gatx Rail Germania, Jungenthal Waggon, Mercitalia Rail, le aziende responsabili per la sicurezza della linea ferroviaria e dei vagoni del convoglio di GPL che quella notte a causa della mancanza di controlli e manutenzione deragliò, uccidendo in una disastrosa esplosione 32 persone, bruciate vive nelle proprie case o in strada. In particolare la sentenza della Cassazione ha tutelato Mauro Moretti, ex amministratore delegato di FS e RFI, che dal 2009 ad oggi ha continuato a far carriera nei colossi a controllo statale, guidando anche Leonardo – Finmeccanica. Ma soprattutto la sentenza rischia di permettere che simili stragi accadano di nuovo. L’eliminazione dell’aggravante di incidente sul lavoro infatti, crea un pericoloso precedente per la tutela della sicurezza di tutte e tutti, garantendo in simili casi l’impunità per chi è responsabile della sicurezza.

Già a inizio dicembre il Tribunale di Firenze aveva respinto la causa civile promossa dai familiari delle vittime del Moby Prince, che chiedevano, accusando lo Stato, di vedere riconosciuta la responsabilità della Capitaneria di Porto per non aver garantito la sicurezza della navigazione nella rada del porto di Livorno e per non aver non aver portato i soccorsi al traghetto.

Negli anni la risposta della magistratura alla richiesta di verità e giustizia dei familiari delle vittime di queste stragi è stata la stessa. Un muro al riconoscimento delle responsabilità dei vertici aziendali e istituzionali.

Per questo è importante sostenere la battaglia dei familiari delle vittime e delle associazioni che giorno dopo giorno continuano a far sentire la propria voce, rendendo possibile che nella società si affermi quella verità che è negata nelle aule di tribunale.

Solidarietà ai tutti i familiari delle vittime delle stragi, in particolare della strage del Moby Prince e di Viareggio, i casi che hanno segnato più tragicamente il nostro territorio. Solidarietà a tutti coloro che sul luogo di lavoro subiscono intimidazioni, sanzioni, licenziamenti a causa del proprio impegno in difesa della sicurezza di tutte e tutti.

Collettivo Anarchico Libertario

Federazione Anarchica Livornese

11/01/21

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Arresti a Istanbul: Lo stato è il terrore, noi non abbiamo paura

Arresti a Istanbul. In reazione alle proteste studentesche all’università Boğaziçi la polizia ha tratto in fermo 39 studenti con una violenta operazione repressiva. Tra questi anche due compagni Zeynel Çuhadar e Ridvan Planet, e una compagna, Misra Sapan, della Anarşist Gençlik. Un primo gruppo di 25 studenti arrestati ha avuto oggi la sentenza di convalida dell’arresto, e sono stati rilasciati in attesa del processo, mentre gli altri 14, tra cui anche i nostri compagni, affronteranno domani la sentenza.
Di seguito il comunicato della Anarşist Gençlik che sarà domani 8 gennaio con le altre organizzazioni giovanili e studentesche di fronte al tribunale per manifestare in solidarietà con i compagni arrestati

Lo stato è il terrore, noi non abbiamo paura

Questa mattina [6 gennaio], il Governatore di Istanbul ha annunciato che tutte le manifestazioni a Beşiktaş e Sarıyer sono state proibite. Comunicando la decisione sul suo account twitter, il Governtore ha affermato “Tutti i tipi di incontri, manifestazioni o marce sono proibite in questi distretti, considerando che potrebbero influenzare negativamente gli sforzi per proteggere la società dall’epidemia e per prevenire la diffusione dell’epidemia.”
Diciamo chiaramente quello che evitano di dire. È la paura a creare questi divieti. La paura del collasso dell’AKP cresce giorno per giorno. Come cresce la paura, crescono anche i divieti. Questa paura non è iniziata oggi. Quelli che hanno resistito a Gezi park, a Kobani; Quelli che sono scesi in strada dopo le bombe esplose a Amed, Suruç e Ankara sono diventati la vera paura dello stato. In tutti gli anni precedenti lo stato li ha attaccati e banditi per paura. Il coraggio di quelli che hanno resistito si è trasformato in lotta.
Diciamolo ancora, ogni divieto è un segno di paura. La gioventù era di fronte all’università contro il rettore fiduciario dell’Università Boğaziçi nominato dal presidente [Erdoğan] il 4 gennaio 2021. C’era la rabbia di migliaia di giovani che esigevano giustizia in faccia alla polizia. Questa determinazione e questa rabbia hanno spaventato il rettore fiduciario nominato Melih Bulu e i suoi incaricati. Questi, spaventati, hanno attaccato i giovani. Con bastoni, scudi, proiettili di gomma e cannoni ad acqua. Pensavano che i giovani avrebbero avuto paura e che sarebbero fuggiti terrorizzati. Ma nessuno è fuggito via. I giovani hanno spinto, e hanno spinto ancora, mentre la polizia ha cercato di proteggersi chiudendo assurdamente i cancelli dell’Università Boğaziçi con delle manette.
Quelli che temevano il lunedì non hanno aspettato fino a mercoledì. Noi che siamo stati dichiarati dai media di stato una “organizzazione terroristica” abbiamo ripetutamente detto che è lo stato la vera “organizzazione terroristica”. Lo stato ha attivato il terrore poliziesco lunedì sera, martedì notte e mercoledì mattina. Nel giro di 2 giorni le case di quasi 40 dei nostri amici sono state invase e perquisite dalla polizia, e chi tra loro era ricercato è stato arrestato con violenza e tortura. Le torture e le minacce ai nostri amici che sono stati detenuti per due giorni continuano ancora oggi. Questo è terrore. Irruzioni, arresti e torture continuano con la lista dei ricercati ancora nelle loro mani.
Non abbiamo paura di irruzioni, torture e divieti. Il vostro terrore non ci spaventerà. Cammineremo su di voi con coraggio
Voi ve ne andrete, noi resteremo! Vinceremo!

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Presidio – Rompiamo il silenzio!

Presidio di fine anno
Rompiamo il silenzio!
Giovedì 31 dicembre alle ore 18
Di fronte al Carcere “Le Sughere” di Livorno
Via delle Macchie, 9
Saremo presenti giovedì 31 dicembre davanti al carcere de Le Sughere, la Casa Circondariale di Livorno, per far sentire la nostra vicinanza a tutt* coloro che in questa fase segnata da crisi sanitaria, autoritarismo e impoverimento si trovano privati di libertà dentro una cella.
Tra il 9 e il 15 marzo scorso, con le drastiche restrizioni del cosiddetto “Lockdown”, in oltre 25 strutture carcerarie italiane sono iniziate proteste contro il sovraffollamento e le disumane condizioni igieniche a cui sono quotidianamente costrette le persone recluse. Condizioni già degradanti ma ancora più gravi e pericolose nel contesto di una pandemia. In alcune carceri ci furono vere e proprie rivolte, le parole scritte sugli striscioni erano chiare “indulto”, “amnistia”, “libertà”.
Il governo ha risposto con la violenza, facendo intervenire l’antisommossa, i GOM, l’esercito. Ci sono stati 14 morti, nei carceri di Modena, Bologna e Rieti.
La propaganda di polizia ha parlato di 14 casi di overdose. Già nei giorni successivi, nonostante le restrizioni denunciammo che la responsabilità delle autorità e del governo era chiara dal momento che già si sapeva che alcuni detenuti erano morti durante o dopo il trasferimento in altre carceri.
Negli ultimi tempi la denuncia dei pestaggi e delle omissioni di soccorso da parte di un gruppo di cinque persone detenute ha rotto il silenzio che era calato sulla strage nelle carceri di marzo.
Saremo quindi davanti al carcere di Livorno per far sentire la nostra presenza e affermare ancora Dignità e Libertà!
Collettivo Anarchico Libertario
Ex Caserma Occupata
Federazione Anarchica Livornese

 

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Foto della manifestazione contro gli sfratti a Livorno

Ieri a Livorno circa 200 persone in corteo per la proroga del blocco a sfratti sgomberi e pignoramenti. In questi giorni governo e parlamento hanno deciso di non prorogare. Il blocco finirà il 31 dicembre 2020 in piena emergenza sanitaria.

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Sostieni le compagne e i compagni livornesi sotto processo!

Libertà e solidarietà! Sostieni le compagne e i compagni livornesi sotto processo!
I primi mesi del 2021 saranno segnati da un’intensificazione delle udienze e dall’apertura di nuovi processi per i procedimenti giudiziari che coinvolgono compagn* delle varie realtà di movimento livornesi.
Ad essere posta sotto processo è la quotidiana attività politica e sociale di decine di persone, sono le pratiche di lotta di collettivi, gruppi politici, spazi autogestiti, organizzazioni sindacali. Si parla dell’attività del movimento di lotta per la casa, che in questi anni ha permesso a centinaia di persone di avere un tetto sopra la testa; della lotta alla speculazione per la riappropriazione e l’autogestione degli spazi verdi in città, come nel caso degli Orti Urbani; ma anche della rivendicazione della libertà di manifestazione e di espressione, come nel caso dei fatti del dicembre 2012 in Piazza Cavour e delle cariche di polizia per rimuovere lo striscione di Effetto Refugio nell’estate 2018.
Anche l’attività antifascista è stata posta sotto processo con particolare zelo. Un esempio è il processo per manifestazione non autorizzata nei confronti di quattro compagn* per un semplice volantinaggio contro il fascista Alemanno, quando si presentò a Livorno al Grand Hotel Palazzo nel luglio 2017. Tra gli imputati in questo caso c’è anche un compagno del Collettivo Anarchico Libertario.
Altro processo all’antifascismo è quello che vede 42 persone imputate, dai minorenni agli ultrasettantenni, per la contestazione del febbraio 2018 a Giorgia Meloni, venuta a Livorno a fare propaganda per il suo partitino fascista, Fratelli d’Italia. Pochi giorni prima a Macerata un fascista candidato l’anno precedente per la Lega feriva 6 persone nere sparando dalla sua auto per le strade della città nel tentativo di compiere una strage razzista. Meloni fu tra coloro che negarono ogni matrice razzista e fascista dell’attacco, definendo Luca Traini, lo sparatore, come uno “squilibrato”. In tutto il paese si assisteva a una forte mobilitazione antifascista, i comizi e le iniziative elettorali della Lega e di Fratelli d’Italia per le elezioni legislative venivano contestate in ogni città. Anche a Livorno, il 13 febbraio, la passerella che la Meloni sperava di fare in Piazza Garibaldi fu vivacemente contestata. Quella piazza e il quartiere popolare alle sue spalle, dove molte persone vivono alla giornata, è da anni al centro delle attenzioni dei partiti della destra fascista che, alla disperata ricerca di consensi, giocano la carta del razzismo sostenendo quei commercianti e quei proprietari che vedono nell’espulsione della parte più povera degli abitanti del quartiere, la panacea per i propri affari e speculazioni. In questi anni però le passerelle dei vari politici razzisti su queste strade sono più o meno sempre finite tra le contestazioni.
Anche nel febbraio 2018, nonostante l’arrivo della Meloni fosse stato annunciato dai giornali solo quella stessa mattina, oltre duecento persone si ritrovarono spontaneamente nella piazza e nelle strade circostanti per far capire che personaggi come quelli non erano graditi, specie in un quartiere dalle forti radici antifasciste. Le autorità hanno voluto punire chi è sceso in piazza denunciando 42 persone per adunata sediziosa, resistenza e altri reati minori, nonostante la contestazione, forte e vivace, si sia sempre mantenuta sul piano verbale. Inizialmente il Tribunale di Livorno aveva emesso per tutt* dei decreti penali di condanna, rito che, salvo opposizione, elimina ogni possibilità di difesa e dibattimento dal momento che viene emessa in anticipo alla fase di giudizio una condanna pecuniaria. In questo caso 42 antifascist* erano stat* condannat* a pagare un totale di 200000 euro. Quasi tutte le persone imputate hanno presentato opposizione al decreto, pertanto si deve svolgere un processo la cui prima udienza, inizialmente prevista per lo scorso 11 novembre, è fissata al 3 marzo 2021. Anche quattro compagn* della Federazione Anarchica Livornese e del Collettivo Anarchico Libertario sono imputat*.
Gli antifascisti sotto processo rivendicano la libertà di espressione e di contestazione, di fonte ad una vera e propria provocazione nei confronti della città e del quartiere popolare che è stato teatro dell’episodio. Per molti antifascisti è una provocazione la stessa esistenza di un partito, Fratelli d’Italia, che ha nel simbolo la fiamma che esce dalla tomba di Benito Mussolini, il capo di quella associazione a delinquere che fu il fascismo.
Per sostenere gli imputati e far fronte ai procedimenti repressivi in corso a Livorno, è stato aperto un crowdfounding a questo indirizzo:
La solidarietà è un’arma, usiamola!
Federazione Anarchica Livornese
Collettivo Anarchico Libertario
14/12/2020

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NON E’ TEMPO DI FERMARSI! Manifestazione il 18 dicembre

NON E’ TEMPO DI FERMARSI!
VENERDI’ 18 DICEMBRE ORE 17:30
MANIFESTAZIONE!
APPUNTAMENTO DI FRONTE ALLA PREFETTURA DI LIVORNO
Proprio in queste settimane si sta discutendo delle varie misure di sostegno all’economia per fronteggiare la pesante crisi economica che si è abbattuta nel nostro paese e in generale nel mondo a causa della pandemia da Coronavirus. Un dibattito molto spesso gestito direttamente da quei soggetti che hanno pesanti responsabilità in merito alle politiche economiche degli ultimi vent’anni.
L’attuale Governo sta cercando di fronteggiare la crisi abitativa con la solita elemosina nel più totale silenzio dei media, proponendo una proroga di soli tre mesi al blocco degli sfratti, dei pignoramenti e degli sgomberi.
Se ciò avvenisse, ancora una volta si aggraverebbe la situazione per persone non colpevoli di questa situazione, le quali subirebbero in prima persona una crisi non causata da loro e mal gestita. Tutto questo è frutto delle politiche che hanno prodotto la svendita del patrimonio pubblico, della sanità e della scuola.
Si parla troppo poco di come intervenire per sostenere immediatamente chi questa crisi la sta già pagando sulla propria pelle. Lavoratori e lavoratrici, precar* e disoccupat*. Partite Iva e pensionat*.
Per questo motivo siamo convint* che non si debba far calare il silenzio su alcuni temi importanti ma si debba rilanciare un intervento politico e sindacale affinché, come spesso succede, non siano le fasce più deboli a pagare le conseguenze maggiori della crisi.
A Livorno abbiamo deciso di raccogliere gli appelli nazionali alla mobilitazione e abbiamo deciso di lanciare una manifestazione per venerdì 18 dicembre.
Per far riacquistare dignità alle persone colpite ingiustamente da una crisi che si protrae da troppo tempo, chiediamo con forza la proroga del blocco degli sfratti, dei pignoramenti e degli sgomberi almeno per tutto il 2021.
Una moratoria sul pagamento degli affitti e delle utenze per le famiglie in difficoltà economica.
Un piano di rilancio dell’edilizia residenziale pubblica.
Inoltre, chiediamo un piano di investimenti, assunzioni e stabilizzazioni nel settore pubblico a partire dalla sanità e dalla scuola.
Una nuova forma di sostegno per tutti i lavoratori e lavoratrici che più di chiunque altro hanno scontato sulla loro pelle misure insostenibili.
Una forma di reddito universale di autodeterminazione per tutte le persone da sempre escluse da ogni sostegno economico da parte del governo: disoccupat*, precari*, operatori e operatrici dell’arte e della cultura, donne e libere soggettività in difficoltà o persone vittime di violenza.
I soldi ci sono, non ci facciamo prendere in giro! Alcune multinazionali hanno fatto grandi profitti nel pieno dell’emergenza pandemica, tra queste i colossi degli acquisti online come Amazon, le catene della grande distribuzione, l’industria della comunicazione digitale e dei dispositivi elettronici. Allo stesso modo mentre il sistema sanitario era al collasso il governo ha deciso di aumentare fino a 26 miliardi le spese militari per il 2020, di finanziare nuove missioni di guerra in Africa, di destinare al settore bellico 30 miliardi del Recovery Fund.
Basta spese militari e missioni di guerra: per tutelare la salute di tutt* e per far fronte alla povertà e alla disoccupazione crescente non servono carri armati e cacciabombardieri.
Patrimoniale subito: per i redditi e patrimoni sopra i 500mila euro.
La parola d’ordine per tutto il 2021 è “chi ha di più deve pagare di più”!
ASIA-USB LIVORNO – EX CASERMA OCCUPATA – COLLETTIVO ANARCHICO LIBERTARIO – POTERE AL POPOLO LIVORNO – TEATROFFICINA REFUGIO

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Riforma del fisco, peggioramenti in vista – assemblea online

Riforma del fisco, peggioramenti in vista – assemblea online

Il disegno di legge di bilancio proposto dal governo per il 2021 prevede un fondo per la riduzione del cuneo fiscale e del costo del lavoro. Quale futuro per il salario differito e per quello indiretto?
Da anni il governo, al di là delle forze che lo compongono, è impegnato nella riduzione delle aliquote IRPEF e nell’aumento dell’imposizione indiretta. Questo si traduce in un un aumento delle tasse sui redditi più bassi, sugli incapienti e i senza reddito, che continuano a pagare l’IVA su ogni acquisto.
La patrimoniale di cui si parla farà davvero piangere i ricchi o servirà solo a dare visibilità ai gruppi parlamentari che l’hanno proposta?
Quali garanzie ci sono che un’eventuale riduzione dell’IVA generi una proporzionale riduzione dei prezzi? Finora la mano invisibile del mercato ha frugato solo nelle tasche degli sfruttati.
Dietro le promesse di equità e progressività dell’imposizione, il sistema tributario si conferma funzionale all’accumulazione capitalistica. L’impoverimento della classe operaia e dei ceti popolari non è un fatto accidentale, un effetto collaterale non voluto. Il modo di produzione capitalistico si basa ed ha come conseguenza questo impoverimento.
Solo l’autorganizzazione e l’azione diretta può rallentare questo processo.
Discutiamone insieme martedì 15 dicembre alle ore 21.
Per ricevere il link per il collegamento inviare una mail a cdcfedanarchicalivornese@virgilio.it
Federazione Anarchica Livornese
Collettivo Anarchico Libertario

 

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12 dicembre: Le stragi di Stato continuano

1969 – 2020
51 anni da Piazza Fontana
Le stragi di stato continuano
Questa la prima pagina dell’ultimo numero di Umanità Nova.
Questa settimana troverete il settimanale anarchico in ritardo in edicola per lo sciopero dei lavoratori della logistica. Per una volta una buona notizia!

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Presidio contro la violenza maschile sulle donne e di genere

pubblichiamo la convocazione dell’iniziativa di piazza di NUDM Livorno per la giornata contro la violenza maschile sulle donne e di genere

SABATO 28 NOVEMBRE ore 16-17.30
PRESIDIO in PIAZZA XX settembre
in piazza perché:
• L’emergenza sanitaria ha inasprito la violenza sessuale, espressione di una società patriarcale e sessista
• Se la violenza è presente nelle nostre vite Noi siamo presenti contro la violenza.
• Contro una violenza che agisce quotidianamente e concretamente sui nostri corpi rispondiamo con la presenza fisica dei nostri corpi in piazza.
• Non vogliamo essere né vittime, né una statistica sulle nuove povertà, né soggetti accudenti di una società che ci opprime e ci sfrutta.
• Vogliamo levare la nostra voce contro la violenza di una società sessista e patriarcale, che non va accudita ma smontata dalle fondamenta
Per questo saremo in piazza. Vogliamo esserci insieme, con attenzione estrema alla tutela di tutt*.
Siamo il grido altissimo e feroce
di tutte quelle donne che più non hanno voce!
SABATO 28 NOVEMBRE ore 16 PIAZZA XX SETTEMBRE
Oggi più che mai la violenza attacca le nostre vite e i nostri generi, sia che si tratti della violenza direttamente agita che di quella portata avanti da politiche discriminatorie
– aumento esponenziale della violenza domestica, inasprita dal confinamento nelle case e nelle famiglie
– aumento delle emergenze gestite dai centri antiviolenza
– aumento delle violenze omolesbobitransfobiche
– aumento dello sfruttamento e della violenza economica soprattutto nei confronti delle donne, delle migranti e delle soggettività non conformi: ulteriore precarizzazione, disoccupazione, peso dello smartworking e del lavoro di cura, esposizione al contagio dei lavori di cura, pulizie, igienizzazione etc.
– aumento della fragilità sociale e della dipendenza dal nucleo familiare
– aumento della difficoltà di accesso all’aborto e alla contraccezione gratuita, così come alle terapie ormonali per le persone trans e a tutti i servizi di supporto alla salute sessuale
Oggi più che mai è necessario praticare la solidarietà transfemminista!
SE CI SI FERMA NOI SI FERMA IL MONDO
NonUnaDimeno – Livorno

 

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