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Primo Maggio anarchico a Piombino e a Carrara

Il Primo Maggio saremo presenti a Piombino e a Carrara. Per un mondo libero dalle guerre, dallo sfruttamento e dall’oppressione. Per la Rivoluzione Sociale, per l’Anarchia!

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Liberiamoci dal fascismo!

Liberiamoci dal fascismo!

La liberazione la possiamo ottenere solo con l’azione diretta, agendo in prima persona. La vittoria dei NO al referendum non ha fermato la manovra autoritaria e guerrafondaia del governo fascista. Le opposizioni parlamentari non hanno voluto approfondire la crisi della maggioranza e hanno mantenuto un immobilismo che ha fatto sostanzialmente il gioco dei fascisti al governo.

Mentre le classi privilegiate fanno profitti grazie alle guerre continue, i costi della crisi continuano ad essere scaricati sui ceti popolari e si traducono in sfruttamento e povertà.

Il governo opprime i ceti popolari e al tempo stesso riduce gli spazi di libertà per l’opposizione di classe. Per questo riparte la criminalizzazione del movimento anarchico e dei settori più avanzati di questa opposizione a cui va la nostra solidarietà. Sono bastati gli insulti del presidente USA Trump al papa e alla Meloni per far sì che l’opposizione parlamentare si stringesse di nuovo al governo in nome della sovranità nazionale. Solidali con i fascisti al governo che impongono repressione, miseria, disoccupazione, guerre.

Il 25 aprile ci ricorda che furono i sostenitori della nazione a trascinare l’Italia in una guerra di aggressione, che portò distruzioni e tragedie, e sempre i sostenitori della nazione furono pronti prima a sottomettersi all’alleato tedesco e poi a fuggire quando le cose volsero al peggio. individuali, Invece furono gli antinazionali a farsi carico della lotta partigiana, degli attentati della dell’insurrezione. guerra per bande, della preparazione Oggi come ieri, le classi sfruttate sapranno ritrovare il proprio protagonismo e sbarreranno la strada al fascismo.

Di fronte alla passività delle opposizioni sempre a caccia di voti, di fronte a una situazione che chiama all’azione diretta, senza mediazioni e senza deleghe, oggi come ieri spetta alle classi sfruttate dimostrare la loro forza, dando vita ad un nuovo 25 aprile.

Federazione Anarchica Livornese cdcfedanarchicalivornese@virgilio.it

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RICORDANDO CLAUDIO STRAMBI

RICORDANDO CLAUDIO STRAMBI

Con profonda tristezza abbiamo appreso la notizia della scomparsa improvvisa di Claudio Strambi. Claudio per noi ha rappresentato molto, è stato un compagno con cui si poteva discutere di tutto in libertà, certi di trovare possibilità di scambio e di confronto aperto. Faceva parte della FAI seguendone convintamente l’attività complessiva. A livello territoriale si era adoperato nel coordinamento degli Anarchici Toscani, che lo aveva visto tra i promotori, mettendo a frutto i legami politici maturati nel periodo in cui aveva vissuto a Firenze. A Pisa, sua città, dove era molto conosciuto, è sempre stato politicamente attivo, rappresentando, insieme ad altri compagni, un punto di riferimento locale per la FAI e garantendo sempre la continuità di presenza dell’organizzazione. Altrettanto forte e significativo anche il suo impegno sindacale nell’USI, come lavoratore e sindacalista del settore sanità.
Il forte attaccamento alla dimensione organizzativa che lo caratterizzava, insieme alle doti umane e comunicative, lo rendeva capace di attraversare in modo politicamente riconoscibile e limpido le varie situazioni di lotta in cui si proiettava, sollecitato da un interesse costante che non era semplice curiosità politica, tantomeno intellettuale, ancor meno sterile presenzialismo. Ad animarlo era la viva convinzione che il metodo e la prospettiva anarchica abbiano la reale possibilità di imprimere radicalità alle lotte. Una convinzione che condividevamo e che ci ha visti a fianco in molte occasioni e mobilitazioni, grazie anche alla vicinanza territoriale, ma non solo. Con lui abbiamo condiviso la ferma fiducia in una nuova società, mai schiacciata dalla miseria dell’esistente e dall’inevitabile disincanto prodotto dall’esperienza, una fiducia sempre palpitante e ravvivata dall’amore per l’umanità. Amava citare questo passaggio di Malatesta: “L’anarchia è l’ideale che potrebbe anche non realizzarsi mai, così come non si raggiunge mai la linea dell’orizzonte, l’anarchismo è il metodo di vita e di lotta e deve essere dagli anarchici praticato oggi e sempre, nei limiti delle possibilità, variabili secondo i tempi e le circostanze”.
Con Claudio c’era un confronto costante su come coordinare le lotte della sanità con quelle della scuola o della casa, su come caratterizzare il nostro antimilitarismo, su come fronteggiare la repressione, su come far crescere l’anarchia. Andava fiero di Umanità Nova, orgoglioso che ci fosse un settimanale, e collaborava con disponibilità e competenza al giornale. E poi c’era la sua passione per la storia della Spagna, lo studio approfondito della figura di Berneri, la sua capacità intellettuale, su cui spesso ironizzava compiaciuto, sottolineando di essere un infermiere che scriveva anche dei libri.
Claudio amava il mare, gli piaceva la musica, amava suo figlio, amava la socialità. Gli piaceva ridere e stare insieme alle compagne e ai compagni. Il suo corpo era una bandiera, inconfondibile, che sventolava ovunque. Rosso nera.

Federazione Anarchica Livornese – F.A.I.

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Ciao Claudio

Ciao Claudio

La sera del 7 aprile ci ha lasciato improvvisamente Claudio Strambi.

Abbiamo perso un amico e un compagno. Ci mancano le parole in questo momento, e poche righe non basterebbero a ripercorrere decenni di militanza anarchica, sindacale di base e anarcosindacalista.

Ringraziamo chi lo ha ricordato in questi giorni, con comunicati e messaggi personali. Ringraziamo le compagne e i compagni di Pisa, della Toscana, e un po’ da tutta Italia che hanno fatto sentire la propria vicinanza.

Era conosciuto come infermiere e come sindacalista sul posto di lavoro a Pisa al Santa Chiara, nella sua città, e a Firenze, dove ha vissuto molti anni, contribuendo alle lotte sindacali anche a Careggi. È stato un anarchico, un comunista libertario, organizzatore politico e sindacale, attivo nelle lotte sociali, dal diritto alla casa alla difesa degli spazi sociali, così come nella lotta antimilitarista, per la sanità pubblica, nella solidarietà internazionalista e in tanti altri campi di intervento. Un impegno sempre in prima fila, che ha spesso incontrato la repressione dello Stato. Si confrontava sempre in modo aperto, si impegnava nella costruzione di percorsi unitari, fuori da logiche minoritarie e al contempo sempre senza perdere la bussola della prospettiva anarchica.

Ha partecipato a numerose esperienze organizzative. Ricordiamo il suo contributo a Comunismo Libertario, la costituzione del Kronstadt Anarchico Toscano e l’omonima rivista che per anni ha avuto sede proprio presso il Circolo di Vicolo del Tidi, nata dal rapporto con le compagne e i compagni di Volterra e di altre località toscane, così come la sua militanza nella Federazione Anarchica Italiana e nell’Unione Sindacale Italiana.

Non si accontentava, portando con le sue analisi originali e acute un contributo stimolante al dibattito e alla riflessione sempre teso a pensare l’anarchismo come una forza politica in grado di intervenire tra le contraddizioni della società. Collaborava alla stampa di movimento e in particolare ad Umanità Nova. Stava conducendo da anni uno studio approfondito sulla figura di Camillo Berneri, da questo lavoro aveva pubblicato i primi tre volumi de “L’inquieta attitudine”.

Quando qualche anno fa è tornato a vivere a Pisa, ha dedicato gran parte delle sue energie al Circolo Anarchico di Vicolo del Tidi. Insofferente alle ritualità, dava al movimento anarchico una dimensione attuale e dinamica. Nella costruzione di gruppi, reti e relazioni solidali libertarie così come nella partecipazione ad assemblee, percorsi di lotta e movimenti, dando sempre all’anarchismo un ruolo propositivo sia sul piano dell’azione pratica sia dell’analisi. Riusciva sempre a valorizzare la capacità dell’anarchismo di essere riferimento sulle questioni più attuali e apparentemente più complesse, fuori da dogmatismi e illusioni autoritarie, proprio perché lontano da ogni idea di “presa del potere”.

Lo ricordiamo anche nei momenti di gioia e condivisione, nelle chiacchierate alle iniziative o in strada di fronte a una birra, per il suo umorismo irriverente, per il suo modo unico di vestire e di camminare, per la musica che lo accompagnava e le canzoni.

Il pensiero e l’azione per cambiare il mondo lo hanno profondamente caratterizzato, di lui resta forte per tutte le compagne e i compagni questa tensione trasformatrice e ideale per l’autoemancipazione sociale, fatta di umanità e rara sensibilità.

Siamo vicini ai familiari, a suo figlio e a tutti i suoi affetti.

Grazie Claudio!

Circolo Anarchico di Vicolo del Tidi, Pisa

Spazio Libertario Pietro Gori – Kronstadt Volterra

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Fermiamo la guerra ora!

Ieri si è tenuto un presidio-volantinaggio del Coordinamento Antimilitarista Livornese a Livorno in Piazza S. Jacopo di fronte all’ingresso dell’Accademia Navale, di seguito il testo del volantino

FERMIAMO LA GUERRA ORA!

L’ITALIA È IN GUERRA
La guerra divampa nel Golfo Persico. Il governo italiano è coinvolto fin da prima dello scoppio della guerra.
Militari italiani sono presenti in Irak, a Erbil, in Kuwait, in Qatar. I militari italiani sono presenti là dove l’ENI ha concessioni petrolifere o fonti di approvvigionamento, come il gas del Qatar. L’Italia è insieme agli Stati Uniti e a truppe di altri governi per legare stabilmente la regione del Golfo agli interessi dei vari imperialismi.
Come in tutte le guerre c’è chi muore, tanti, troppi civili, e chi si arricchisce.

LA GUERRA COMINCIA ANCHE DA LIVORNO
Il ministro Crosetto, il commesso viaggiatore dell’industria bellica italiana, si è affrettato a raggiungere Dubai per concordare con vari governi del Golfo la vendita di sistemi di difesa aerea e anti-drone; in particolare una batteria di missili SAMP/T dovrebbe finire in Kuwait o negli Emirati Arabi Uniti.
Ma Crosetto a Dubai ha anche curato un contratto da centinaia di milioni con la Marina indonesiana che coinvolge l’impresa livornese DRASS.
E la WASS Fincantieri, che a Livorno ha la sua principale sede produttiva, fornirà alla Marina reale saudita i siluri leggeri MU90, come concordato dal Governo.

RESPINGERE LA GUERRA È POSSIBILE!
Intanto la gente muore e i pescicani si arricchiscono.
Per chi non lo avesse ancora capito: l’aggressore è uno solo, l’attuale organizzazione sociale basata sul dominio politico e lo sfruttamento economico; l’aggredito è tutta l’umanità.
Solo la fine della guerra e il ritiro di tutte le truppe di occupazione permetterà alle classi sfruttate e oppresse dell’Iran di darsi una nuova organizzazione sociale più giusta e più libera, rovesciando il sanguinario regime degli ayatollah e impedendo il ritorno dell’erede dell’altrettanto sanguinario scià Reza Pahlavi.

Quanto è successo giovedì 12 marzo, così come era avvenuto per i blocchi al porto dello scorso autunno, dimostra che la guerra parte anche da qui e che è possibile fermare la guerra mettendosi in mezzo. Un treno carico di mezzi militari e munizioni partito da Fiorentina di Piombino e diretto a Palmanova è stato rallentato per oltre dodici ore e costretto ad una lunga deviazione dalla mobilitazione antimilitarista nelle stazioni di Livorno Calambrone e Pisa Centrale.
Se ci mettiamo in mezzo, se pratichiamo l’azione diretta e l’autorganizzazione possiamo farcela! Generalizziamo le pratiche antimilitariste, internazionaliste, pacifiste.
Opponiamoci alla potica di guerra del Governo italiano

RITIRO DELLE MISSIONI MILITARI ITALIANE ALL’ESTERO !
CHIUSURA DELLE BASI USA IN ITALIA !

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ATTACCO ALL’IRAN: CONTRO OGNI GUERRA

CONTRO LA GUERRA
RITIRO DELLE MISSIONI MILITARI ITALIANE ALL’ESTERO
CHIUSURA DELLE BASI USA IN ITALIA

L’attacco degli USA e di Israele all’Iran del 28 febbraio scorso ha aperto ad una nuova fase di guerra estesa dal Golfo Perisco al Mediterraneo. La propaganda ha parlato di bombardamenti per liberare la popolazione dell’Iran dal regime che governa il paese, ma sappiamo bene che non sono mai interventi militari di potenze straniere a poter favorire processi di emancipazione e liberazione. Negli ultimi mesi diverse tendenze rivoluzionarie iraniane, in lotta contro il proprio governo, ci avevano messo in guardia, indicando proprio un intervento militare imperialista tra i più grandi rischi per le aspirazioni di libertà delle classi sfruttate e oppresse in Iran. L’intervento militare di USA e Israele mira a bloccare la crisi rivoluzionaria in Iran, che era esplosa con il movimento insurrezionale del dicembre e gennaio scorsi. La guerra spazza via dalla scena le masse in rivolta, già colpite duramente dalla terrificante repressione degli scorsi mesi, e rafforza invece la Repubblica Islamica che può fare appello all’unità nazionale e alla difesa del paese contro l’aggressione straniera. Anche un eventuale collasso della Repubblica Islamica, nel contesto della guerra rischierebbe di lasciare spazio ad un “cambio di regime” gestito da forze reazionarie, magari supportate da potenze globali e regionali.

Le ripercussioni della reazione iraniana all’attacco statunitense e israeliano svelano un altro scenario, in cui gli USA impongono un disciplinamento degli stati della penisola arabica. Negli ultimi mesi avevamo assistito ad un avvicinamento della Arabia Saudita ai BRICS e ad un’alleanza militare dell’Arabia con il Pakistan (potenza nucleare) in funzione antiisraeliana; mentre il Qatar si era proposto come mediatore tra Israele ed Hamas e l’Oman fra Iran e USA. La guerra impone ora un riallineamento a quei paesi che sembravano muoversi anche in autonomia rispetto alla secolare subordinazione all’imperialismo angloamericano.

Intanto il governo italiano dichiara “non siamo in guerra”. Ma l’Italia è pienamente coinvolta in questa guerra. Oltre al supporto politico assicurato dal governo agli USA e ad Israele, c’è il coinvolgimento negli attacchi delle basi statunitensi in Italia, a partire da Sigonella e dal MUOS, ci sono missioni militari italiane nei paesi del Golfo: solo tra Iraq e Kuwait sono presenti mille soldati italiani, divisi tra la base di Erbil, in Iraq, e Ali-al-Salem in Kuwait. Militari italiani sono già presenti in Libano, a Cipro, in Palestina, in Egitto, oltre che nel Mar Rosso e nel Corno d’Africa. Pertanto i soldati italiani nell’area sono molto più numerosi dei 2500 indicati dalla stampa ufficiale. Il governo ha già inviato aiuti a Cipro, dove la scorsa settimana sono state colpite le basi sovrane inglesi, da cui sono partiti attacchi allo Yemen e voli spia su Gaza. Nel quadro di un intervento europeo l’Italia ha annunciato di voler schierare a Cipro la fregata missilistica Federigo Martinengo, e di voler inviare sistemi anti-droni e sistemi di difesa anti-missilistica SAMP-T.
Il governo è pronto ad intervenire direttamente nel Golfo Persico con l’invio di una o più fregate e ad inviare armi a Qatar, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti, in particolare i sistemi contro droni e missili.

SILURI WASS ALL’ARABIA SAUDITA: LE ARMI PER LA GUERRA ALL’IRAN PARTONO ANCHE DA LIVORNO

Proprio qui, a Livorno, saranno prodotte alcune delle armi usate in questa guerra. La WASS Fincantieri, che ha qui la sua principale sede produttiva, ha appena stretto un accordo da 200 milioni di euro per una fornitura di siluri leggeri MU90 alla Marina Reale Saudita. Questo spiegherebbe secondo varie fonti giornalistiche il tanto discusso viaggio del ministro Crosetto a Dubai. È probabile che il governo Meloni sia venuto a conoscenza in anticipo dell’attacco all’Iran e abbia spedito il ministro Crosetto come commesso viaggiatore dell’industria bellica italiana. In ogni caso è chiaro che uno degli obiettivi del governo è modificare la legge 185/90 sull’esportazione di armi.

Il governo Meloni ha fatto approvare in parlamento una risoluzione che prevede il rafforzamento delle missioni in Medio Oriente, la partecipazione a missioni UE in difesa di paesi dell’UE come Cipro, inoltre conferma l’autorizzazione all’uso delle basi statunitensi. Intanto il presidente Mattarella fa appello al senso di comunità.
Bisogna fermare l’aggressione imperialista, in modo che le classi sfruttate iraniane possano davvero liberarsi dai loro oppressori.

Scendiamo in piazza per il ritiro immediato delle truppe italiane dal Golfo Persico e dal Mar Rosso; per la chiusura delle basi militari italiane e delle potenze globali nel Golfo Persico nel Corno d’Africa e delle basi inglesi a Cipro; per il blocco di ogni missione in partenza da Sigonella verso il Medio Oriente e il blocco dell’attività del MUOS di Niscemi.

CONTRO OGNI GUERRA CONTRO OGNI IMPERIALISMO
SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALISTA

Federazione Anarchica Livornese
7 marzo 2026

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17 marzo in omaggio a Giordano Bruno

Molte persone presenti ieri per l’omaggio a Giordano Bruno che abbiamo organizzato come Circolo “Errico Malatesta”. Grazie a Marco Ghezzani per essere intervenuto e a tutte coloro che hanno animato la discussione. È stata esposta la bandiera storica del Gruppo Antireligioso “Pietro Gori” e alcune prime pagine del periodico anticlericale livornese “Il Corvo” conservato nella biblioteca. La mostra de “Il Corvo” sarà esposta anche nelle prossime settimane presso la biblioteca nel consueto orario di apertura: LUNEDÌ e GIOVEDÌ dalle 16 alle 20

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17 febbraio: Omaggio a Giordano Bruno

17 Febbraio
Circolo Culturale Errico Malatesta
presso la FAI in Via degli Asili 33, Livorno

Omaggio a Giordano Bruno
Filosofo del libero pensiero, messo al rogo dal Tribunale dell’Inquisizione della Chiesa cattolica

ore 18
Tiziano Antonelli – Giordano Bruno e la lotta al dogmatismo
Marco Ghezzani – “Il corvo”, giornale anticlericale del Gruppo Antireligioso Pietro Gori di Livorno

ore 20
aperitivo anticlericale

Nel corso dell’incontro sarà esposta la raccolta originale de “Il corvo” conservata nella biblioteca
E. Malatesta e la bandiera storica del Gruppo Antireligioso Pietro Gori di Livorno

Circolo Culturale “Errico Malatesta”

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Presentazione bollettino HUB sulla militarizzazione

Segnaliamo questa iniziativa che vede il coordinamento Antimilitarista Livornese tra gli organizzatori

Nasce “HUB” un bollettino sulla militarizzazione

Venerdì 13 Febbraio a Livorno – Via San Giovanni 13
ore 18:00
Sala Montecitorio, Palazzo dei Portuali – Livorno

Presentazione del primo numero

Intervengono alcune delle realtà che partecipano al progetto:
Gruppo Autonomo Portuali, Scrivania Autogestita d’Informazione, Coordinamento Antimilitarista Livornese, Movimento No base

HUB è un bollettino di informazione, inchiesta e confronto sulla militarizzazione dei territori, nato dalla discussione tra chi si oppone alle basi militari e chi ogni giorno lavora e lotta in porti, fabbriche e ferrovie per costruire un percorso comune.

“HUB” è la proposta che raccoglie questa spinta: un bollettino digitale e cartaceo, aperiodico, che offre analisi e contributi su come funziona l’hub militare che attraversa i territori.

La militarizzazione avanza ovunque, ma possiamo costruire la conoscenza del sistema di guerra in cui siamo immersə, raccontarlo e soprattutto organizzarci per fermarlo.

Questo primo numero contiene approfondimenti su diversi territori, infrastrutture e snodi della logistica di guerra redatti da movimenti, comitati, lavoratorə portuali e ferrovieri e ha un’ampiezza che va da Livorno a La Spezia, uno dei corridoi centrali della militarizzazione in Italia.

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Solidarietà al Refugio

La Federazione Anarchica Livornese esprime solidarietà e sostegno allx abitantx del palazzo del Refugio e al Teatrofficina Refugio, ancora una volta oggetto degli attacchi provocatori di esponenti della destra cittadina. È ormai chiaro a tuttx che comparsate televisive, messaggi di odio sui social ed esposti di certi personaggi che vorrebbero presentarsi come paladini della cittadinanza, servono solo ad aprire la strada all’applicazione in città dei provvedimenti repressivi del governo che colpiscono innanzitutto i proletari e gli strati popolari, a partire dalla negazione del diritto alla casa.

Federazione Anarchica Livornese

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