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In memoria di Filippo Filippetti – anarchico livornese, antifascista, ucciso dai fascisti

In memoria di Filippo Filippetti
anarchico livornese, antifascista, ucciso dai fascisti

Mercoledì 1 agosto 2018

ore 19 Commemorazione presso la lapide

Via Provinciale Pisana 354, Livorno

(andando verso Via Firenze, alla ex-scuola di fronte al circolo ARCI “Tamberi”)

Filippo Filipetti, giovane anarchico, viene ucciso il 2 agosto 1922 dai fascisti mentre si oppone, assieme ad altri antifascisti, ad una spedizione punitiva contro Livorno.

Il 2 Agosto 1922 un gruppo di giovani antifascisti, tra i quali alcuni anarchici, ingaggia uno scontro armato nei pressi di Pontarcione con i camion dei fascisti. Muore nella sparatoria Filippo Filippetti, membro degli Arditi del Popolo, sindacalista dell’USI per il settore edile.

Nell’estate del 1922 si giocano le ultime carte per fermare la reazione antiproletaria: il paese è attraversato da un crescendo di aggressioni compiute dai fascisti nei confronti delle organizzazioni del movimento operaio e dei singoli militanti; si contano decine di morti fra gli antifascisti.

Da mesi l’Unione Anarchica Italiana e il giornale “Umanità Nova” si battono a sostegno del movimento degli Arditi del Popolo, per costituire un fronte unico proletario che organizzi la difesa.

Su iniziativa del Sindacato Ferrovieri Italiano è costituita l’Alleanza del Lavoro, a cui partecipano tutti i sindacati, con l’appoggio dell’Unione Anarchica, del Partito Repubblicano, del Partito Comunista e del Partito Socialista.

L’Alleanza del Lavoro indice uno sciopero generale ad oltranza per fermare le violenze fasciste a partire dalla mezzanotte del 31 luglio.

I fascisti finanziati da agrari e industriali, armati da Carabinieri ed Esercito, protetti dalla monarchia e dalla chiesa, aggrediscono le roccaforti operaie.

In molte città, fra cui Piombino, Ancona, Parma, Civitavecchia, Bari i fascisti vengono respinti anche grazie all’azione degli Arditi del Popolo. Nel momento in cui la resistenza operaia cresce, CGL e PSI, sperando in un ennesimo compromesso, si ritireranno dalla lotta, aprendo la strada alla rappresaglia armata del Governo.

Livorno è uno dei centri dello scontro. Tra il 1° e il 2 Agosto 1922 squadre fasciste provenienti da tutta la Toscana lanciano la caccia agli antifascisti livornesi, facendo irruzione nei quartieri popolari che resistono all’invasione.

Molti furono gli assassinati in quei giorni. Popolani, militanti comunisti, anarchici, repubblicani e socialisti, tra i quali Luigi Gemignani, Gilberto Catarsi, Pietro Gigli, Pilade Gigli, Oreste Romanacci, Bruno Giacomini e Genoveffa Pierozzi.

Negli scontri in periferia viene ucciso il giovane anarchico Filippo Filippetti.

Gli anarchici invitano tutti gli antifascisti a partecipare alla commemorazione.

Federazione Anarchica Livornese

cdcfedanarchicalivornese@virgilio.it

Collettivo Anarchico Libertario

collettivoanarchico@hotmail.it

http://collettivoanarchico.noblogs.org/

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Foto del 6 luglio: sciopero generale e manifestazione per il reintegro dei portuali licenziati da ALP

Alcune foto dal corteo di venerdì 6 luglio in occasione dello sciopero generale per il reintegro dei portuali licenziati da ALP

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Reintegro immediato per i portuali licenziati

REINTEGRO IMMEDIATO!

Livorno, 6 luglio: sciopero generale e manifestazione

La Federazione Anarchica Livornese sostiene la lotta dei lavoratori ALP, invita ad aderire allo sciopero e a partecipare alla manifestazione di venerdì 6 luglio, con partenza da Piazza Cavour alle ore 9.

Il licenziamento di cinque lavoratori da parte della dirigenza ALP, che ha agito forse di impulso e in modo sconnesso, ha avuto un’immediata risposta: i licenziati hanno avuto la solidarietà dei lavoratori degli altri porti e dei settori più combattivi del movimento dei lavoratori livornese.

Quello che i lavoratori chiedono è la revoca dei licenziamenti e l’immediato reintegro nel posto di lavoro. La solidarietà è la nostra arma contro i soprusi dei padroni, usiamola!

Se colpiscono uno colpiscono tutti. Se colpiscono cinque colpiscono cinque volte tutti.

Tutte e tutti in piazza venerdì 6!

Commissione di Corrispondenza
Federazione Anarchica Livornese

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Livorno 6 luglio: le ragioni di uno sciopero – Reintegro immediato per i cinque lavoratori licenziati in porto!

Livorno 6 luglio: le ragioni di uno sciopero

Reintegro immediato per i cinque lavoratori licenziati in porto!

Cinque lavoratori portuali sono stati licenziati da ALP (Agenzia per il lavoro portuale) la ditta presso la quale lavoravano. Le lettere di licenziamento sono arrivate venerdì 22 giugno al termine di un periodo di sospensione dal lavoro per motivi disciplinari.

Per comprendere quello che è successo bisogna considerare quella che, a grandi linee, è l’organizzazione del lavoro in porto, dove sono operativi lavoratori a chiamata (ex articolo 17) per rispondere a particolari esigenze dovute a picchi di lavoro, e ditte che lavorano in appalto (ex articolo 16), tenute ad operare con mezzi propri. Gli articoli richiamati fanno riferimento alla legge 84/94, quella che ha portato alla nascita delle Autorità Portuali e allo scioglimento delle Compagnie Portuali. Questa legge ha portato ad una frantumazione dove hanno buon gioco lo sfruttamento, la precarietà, il ricatto, la continua violazione di normative che dovrebbero regolamentare l’impiego del lavoro, nonché la violazione dei requisiti per operare in sicurezza, elemento importantissimo in un settore, quello della movimentazione merci, caratterizzato da frequenti infortuni, talora anche mortali. Padroni di questo Far West sono i grandi armatori e i proprietari delle banchine, nomi importanti, che ritornano nelle miriadi di speculazioni dell’affarismo capitalista, nelle lottizzazioni, nei profitti da capogiro legati alla rendita. Loro sceriffo sono organismi politico-economici come l’Autorità portuale. L’Autorità Portuale è un ente pubblico dipendente dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti che, fra le altre cose, ha anche il compito di controllare le operazioni e i servizi portuali. Di queste attività l’avviamento al lavoro è funzione propedeutica e basilare, e spetta all’Autorità Portuale concedere le eventuali deroghe alla normativa vigente. La prima Autorità Portuale fu costituita a Livorno nel 1995.

La storia delle Autorità Portuali rappresenta un’utile lezione per chi è convinto che la pubblica autorità sia tutela degli interessi collettivi, in primis quelli dei lavoratori, e argine alle soperchierie dei privati, dei capitalisti rappresentati dagli armatori e dalle imprese portuali.

Una situazione difficilissima e cristallizzata, tradizionalmente sindacalizzata, ma dove si sono giocate politiche di svendita dei diritti e dell’occupazione.

In questo Far West tuttavia, a Livorno, come a Trieste, come a Genova, i lavoratori hanno provato ad organizzare esperienze sindacali alternative, sviluppando sul posto di lavoro lotte e vertenze significative.

Lo scorso 19 maggio, all’interno del porto, una ditta art. 16 operava contro normativa, utilizzando mezzi non propri e lavorando su un turno a chiamata. Alcuni lavoratori art. 17 hanno rilevato l’irregolarità e chiesto spiegazioni; hanno avuto come risposta che l’Autorità Portuale aveva concesso una “deroga”, ma nessun documento ufficiale è stato esibito. Il lavoro interrotto è stato ripreso in modo conforme, autorizzando i lavoratori articolo 17 a svolgerlo.

Una situazione che sembrava chiarita ma che invece è stata utilizzata strumentalmente, ribaltando l’evidenza dei fatti: cinque lavoratori articolo 17 che erano intervenuti sono stati sospesi per “insubordinazione” e dopo 15 giorni hanno ricevuto la lettera di licenziamento. Ad oggi sono state ignorate le memorie difensive, le testimonianze e i tentativi di conciliazione.

La maggior parte dei cinque licenziati sono lavoratori sindacalizzati che aderiscono alla C.I.B. Unicobas, uno di essi svolge l’incarico di RSU Unicobas. Il Sindacato di base ha immediatamente indetto lo stato di agitazione e al termine di una affollatissima conferenza stampa ha proclamato uno sciopero generale cittadino che si terrà venerdì 6 luglio, con corteo che partirà da Piazza Cavour per concludersi sotto il palazzo dell’Autorità portuale. Quello che i lavoratori chiedono è la revoca dei licenziamenti e l’immediato reintegro nel posto di lavoro. Solo se ci saranno garanzie certe in questo senso lo sciopero potrà essere revocato.

Allo sciopero ha dato adesione anche il sindacato USB di Livorno e la CUB trasporti locale ha emesso un comunicato di pieno sostegno alla lotta dei lavoratori. Numerosi gli attestati di solidarietà giunti da vari soggetti politici e sindacali. Particolarmente significativo il sostegno attivo manifestato dai portuali USB di Trieste, che hanno annunciato che sciopereranno, e del Coordinamento autonomo lavoratori portuali di Genova, che hanno invitato i lavoratori livornesi licenziati ad intervenire dal palco durante la manifestazione che si è tenuta a Genova in memoria dei fatti del 30 luglio 1960.

Intanto, in vista dello sciopero, Unicobas ha dato vita nel centro cittadino ad un presidio permanente che è diventato un punto di riferimento importante nella città, mentre prosegue la diffusione capillare della controinformazione e della propaganda dello sciopero tramite volantinaggi ed iniziative varie.

La Federazione Anarchica e il Collettivo Anarchico Libertario hanno seguito la vicenda fino dall’inizio assicurando piena solidarietà ai lavoratori e chiedendo il loro immediato reintegro.

Come abbiamo scritto nel nostro comunicato, noi abbiamo visto crescere a Livorno l’esperienza di Unicobas in un settore difficile come quello del lavoro portuale, monopolizzato da politiche monolitiche e settarie, ed abbiamo chiaro che con questo provvedimento si vuole colpire un’esperienza di sindacalismo di base realmente alternativa alle politiche di sfruttamento che nel settore trasporti sono particolarmente aspre. Con questo provvedimento si vanno a colpire lavoratori sindacalmente attivi che sul posto di lavoro si sono sempre battuti con decisione e tenacia per l’estensione dell’occupazione, per la pratica della solidarietà, per il rispetto delle norme di sicurezza. Il licenziamento è un’arma di repressione e di intimidazione nelle mani dei padroni, tanto più inaccettabile se rivolta contro chi si batte per la tutela dei lavoratori. Non lo accettiamo e sosterremo con forza tutte le iniziative volte al ritiro dei licenziamenti e al reintegro dei lavoratori. Se colpiscono uno colpiscono tutti. Se colpiscono cinque colpiscono cinque volte tutti.

Saremo presenti alla manifestazione prevista per la giornata di sciopero del 6 luglio e invitiamo tutte le compagne e i compagni che ne hanno la possibilità ad essere presenti.

Tiziano Antonelli

 

Questio articolo uscirà sul prossimo numero del settimanale anarchico Umanità Nova

Umanità nova si può trovare a Livorno:

Edicola P.zza Grande (angolo via Pieroni)
Edicola Via Garibaldi 7
Edicola P.zza Damiano Chiesa
Edicola Porto (Piazza Micheli lato Quattro Mori)
Edicola viale Carducci angolo Viale del Risorgimento
Edicola Dharma – viale di Antignano
Bar Dolcenera via della Madonna 38
Pub “Birra Amiata House” – via della Madonna, 51
Federazione Anarchica Livornese – via degli Asili 33

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Licenziamenti ALP: 6 luglio sciopero generale e manifestazione

Sosteniamo le iniziative di lotta dei lavoratori, che da mercoledì 27 sono in presidio fisso in Piazza Grande tutti i giorni.

Per Venerdì 6 luglio è stato convocato da Unicobas uno sciopero generale cittadino con manifestazione.

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Solidarietà ai 5 lavoratori portuali ALP licenziati!

Solidarietà ai 5 lavoratori portuali ALP licenziati!

A Livorno cinque lavoratori portuali di ALP (Agenzia per il Lavoro in Porto) nella giornata di venerdì 22 giugno hanno ricevuto lettera di licenziamento. Lo ha reso noto Unicobas porto in un comunicato. Il provvedimento, precisa il sindacato, ha motivazioni del tutto inammissibili e pretestuose, è stato dunque proclamato lo stato di agitazione e sono state annunciate iniziative di lotta per ottenere il reintegro dei lavoratori. Il sindacato di base ha convocato una conferenza stampa prevista per martedì 26 giugno, durante la quale verranno esplicitate le motivazioni del provvedimento e le azioni di lotta che verranno intraprese, azioni a cui tutte e tutti, lavoratori, studenti, disoccupati, sono chiamati a partecipare per dare solidarietà e sostegno.

Noi che viviamo in questa città, che conosciamo questi lavoratori, che abbiamo visto crescere l’esperienza di Unicobas in un settore difficile come quello del lavoro portuale, monopolizzato da politiche monolitiche e settarie, possiamo dire già da ora che con questo provvedimento si vuole colpire un’esperienza di sindacalismo di base realmente alternativa alle politiche di sfruttamento che nel settore trasporti sono particolarmente aspre. Con questo provvedimento si vanno a colpire lavoratori sindacalmente attivi che sul posto di lavoro si sono sempre battuti con decisione e tenacia per l’estensione dell’occupazione, per la pratica della solidarietà, per il rispetto delle norme di sicurezza; quella sicurezza che viene quotidianamente messa da parte e sacrificata in nome del profitto. Il settore della movimentazione merci e del trasporto marittimo ha un conto costantemente aperto con le vittime della mancata sicurezza, anche nel porto di Livorno. Il licenziamento è un’arma di repressione e di intimidazione nelle mani dei padroni, tanto più inaccettabile se rivolta contro chi si batte per la tutela dei lavoratori. Non lo accettiamo e sosterremo con forza tutte le iniziative volte al ritiro del provvedimento. Se colpiscono uno colpiscono tutti. Se colpiscono cinque colpiscono cinque volte tutti.

Federazione Anarchica Livornese

Collettivo Anarchico Libertario

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Licenziati 5 portuali ALP a Livorno

Stato di agitazione nel porto di Livorno da venerdì 22 giugno quando sono stati licenziati 5 lavoratori portuali della ALP (Art. 17). In un breve comunicato Unicobas riporta: “Oggi sono pervenute a 5 lavoratori di ALP lettere di licenziamento con motivazioni pretestuose e inammissibili. L’Unicobas proclama subito lo stato di agitazione e percorrerà tutte le strade possibili perché i lavoratori licenziati vengano reintegrati nel loro posto di lavoro”

Di seguito il comunicato del sindacato Unicobas e l’articolo del quotidiano locale Il Tirreno del 24 giugno

 

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Rafforziamo la solidarietà! Rovesciamo il razzismo e lo sfruttamento!

volantino distribuito alla manifestazione del 20 giugno a Livorno organizzata dal Coord. Fight/Right

Rafforziamo la solidarietà

Rovesciamo il razzismo e lo sfruttamento

La propaganda contro l’immigrazione usata da chi governa è fatta di frasi semplici e violente, sono i vecchi modelli propagandistici fondati sull’idea che le masse sono ignoranti e controllabili. Ma sappiamo bene che chi impone la disoccupazione, lo sfruttamento e la miseria è chi ha governato e chi governa oggi il paese.

Con la strada spianata dal PD di Renzi e di Minniti infatti il nuovo governo Lega – Movimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte difenderà gli interessi dei potenti, degli industriali, dei capitalisti, dei finanzieri, dei militari. Per questo l’Italia è in guerra in Africa, per questo il governo vuole chiudere i porti a naufraghi e profughi. Perché ci vuole divisi, tra “italiani” e “stranieri” per poterci sfruttare meglio.

Con le dichiarazioni arroganti e aggressive di queste settimane contro Rom, profughi e migranti, il governo Lega-Movimento5Stelle sta preparando le condizioni per imporre nuovi provvedimenti autoritari e razzisti. Una situazione simile fu creata per permettere la stretta autoritaria di Maroni tra 2008 e 2009 che impose i militari nelle strade, i CIE, il reato di clandestinità, e altre misure repressive volte a criminalizzare il dissenso e a spezzare la solidarietà tra gli sfruttati. Questo venne fatto anche attraverso l’imposizione di speciali e specifiche forme di oppressione e sfruttamento per gli “stranieri”. Dopo questi provvedimenti, nel 2011, lo stato italiano bombardò la Libia, dando inizio ad una nuova fase della sua politica coloniale in Africa. Una linea che il PD stando al governo ha proseguito, imponendo i provvedimenti Minniti-Orlando e avviando le nuove missioni militari in Libia, Niger e Tunisia.

Oggi la vicenda Aquarius è emblematica. Come i governi precedenti in altre occasioni, ad esempio con le navi Cap Anamur (2004) e Pinar (2009), oggi il governo con la Aquarius ha giocato con la vita delle persone per gestire le trattative con altri stati, e per dimostrare a livello nazionale e internazionale l’approccio militare e autoritario con cui intendono condurre l’attività di governo. Proprio a partire dalla chiusura del governo italiano sulle navi delle ONG si torna a parlare a livello europeo di aprire in Africa centri di identificazione profughi, ciò significherebbe nuovi campi di segregazione ma anche nuove guerre, perché la “lotta ai trafficanti di uomini” non è che un modo per legittimare gli interventi militari degli stati europei in Africa.

Per respingere il razzismo del governo, per la libertà di movimento, chiudiamo i CPR e tutti i nuovi campi di concentramento e segregazione! per la solidarietà tra gli sfruttati, prendiamo in mano le nostre vite, lottiamo fianco a fianco per la liberazione sociale.

Collettivo Anarchico Libertario

Federazione Anarchica Livornese

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Apriamo i porti, abbattiamo le frontiere!

Apriamo i porti,

abbattiamo le frontiere!

 
I ministri Salvini e Toninelli hanno deciso di chiudere i porti alla nave Aquarius che voleva trovare in sicilia un porto sicuro per completare il salvataggio di 629 naufraghi. Hanno deciso di fare, sulla pelle di 629 persone, una prova di forza per dimostrare a livello nazionale e internazionale, l’approccio militare e autoritario con cui intendono condurre l’attività di governo. Come i governi precedenti in altre occasioni, come con le navi Cap Anamur e Pinar, oggi questo governo con la Aquarius gioca con la vita delle persone per gestire le trattative con altri stati e per creare le condizioni per imporre nuovi provvedimenti autoritari e razzisti.
 
La propaganda contro l’immigrazione usata da chi governa è fatta dai frasi semplici e violente, sono i vecchi modelli propagandistici fondati sull’idea che le masse sono ignoranti e controllabili. Ma sappiamo bene che chi impone la disoccupazione, lo sfruttamento e la miseria è chi ha governato e chi governa oggi il paese.
 
Con la strada spianata dal PD di Minniti infatti il nuovo governo Lega – Movimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte difenderà gli interessi dei potenti, degli industriali, dei capitalisti, dei finanzieri, dei militari. Per questo l’Italia è in guerra in Africa, per questo il governo vuole chiudere i porti a naufraghi e profughi. Perché ci vuole divisi, tra “italiani” e “stranieri” per poterci sfruttare meglio.
 
Per respingere il razzismo del governo, per la libertà di movimento, per la solidarietà tra gli sfruttati.
 
Federazione Anarchica Livornese – federazioneanarchica.org
Collettivo Anarchico Libertario – collettivoanarchico.noblogs.org

 

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Contro tutti gli eserciti, contro tutti i governi: azione diretta!

Alcune foto del presidio di venerdì 1 giugno

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