
RICORDANDO CLAUDIO STRAMBI
Con profonda tristezza abbiamo appreso la notizia della scomparsa improvvisa di Claudio Strambi. Claudio per noi ha rappresentato molto, è stato un compagno con cui si poteva discutere di tutto in libertà, certi di trovare possibilità di scambio e di confronto aperto. Faceva parte della FAI seguendone convintamente l’attività complessiva. A livello territoriale si era adoperato nel coordinamento degli Anarchici Toscani, che lo aveva visto tra i promotori, mettendo a frutto i legami politici maturati nel periodo in cui aveva vissuto a Firenze. A Pisa, sua città, dove era molto conosciuto, è sempre stato politicamente attivo, rappresentando, insieme ad altri compagni, un punto di riferimento locale per la FAI e garantendo sempre la continuità di presenza dell’organizzazione. Altrettanto forte e significativo anche il suo impegno sindacale nell’USI, come lavoratore e sindacalista del settore sanità.
Il forte attaccamento alla dimensione organizzativa che lo caratterizzava, insieme alle doti umane e comunicative, lo rendeva capace di attraversare in modo politicamente riconoscibile e limpido le varie situazioni di lotta in cui si proiettava, sollecitato da un interesse costante che non era semplice curiosità politica, tantomeno intellettuale, ancor meno sterile presenzialismo. Ad animarlo era la viva convinzione che il metodo e la prospettiva anarchica abbiano la reale possibilità di imprimere radicalità alle lotte. Una convinzione che condividevamo e che ci ha visti a fianco in molte occasioni e mobilitazioni, grazie anche alla vicinanza territoriale, ma non solo. Con lui abbiamo condiviso la ferma fiducia in una nuova società, mai schiacciata dalla miseria dell’esistente e dall’inevitabile disincanto prodotto dall’esperienza, una fiducia sempre palpitante e ravvivata dall’amore per l’umanità. Amava citare questo passaggio di Malatesta: “L’anarchia è l’ideale che potrebbe anche non realizzarsi mai, così come non si raggiunge mai la linea dell’orizzonte, l’anarchismo è il metodo di vita e di lotta e deve essere dagli anarchici praticato oggi e sempre, nei limiti delle possibilità, variabili secondo i tempi e le circostanze”.
Con Claudio c’era un confronto costante su come coordinare le lotte della sanità con quelle della scuola o della casa, su come caratterizzare il nostro antimilitarismo, su come fronteggiare la repressione, su come far crescere l’anarchia. Andava fiero di Umanità Nova, orgoglioso che ci fosse un settimanale, e collaborava con disponibilità e competenza al giornale. E poi c’era la sua passione per la storia della Spagna, lo studio approfondito della figura di Berneri, la sua capacità intellettuale, su cui spesso ironizzava compiaciuto, sottolineando di essere un infermiere che scriveva anche dei libri.
Claudio amava il mare, gli piaceva la musica, amava suo figlio, amava la socialità. Gli piaceva ridere e stare insieme alle compagne e ai compagni. Il suo corpo era una bandiera, inconfondibile, che sventolava ovunque. Rosso nera.
Federazione Anarchica Livornese – F.A.I.
No Responses (yet)
Stay in touch with the conversation, subscribe to the RSS feed for comments on this post.