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Resoconto corteo regionale antifascista a Pistoia

da: http://anarchicipistoiesi.noblogs.org/

 

Dopo i fatti di Domenica 11 oggi a Pistoia è stata una bella giornata,
una bella giornata di manifestazione; per le vie della città un
migliaio di solidali hanno sfilato per pretendere la liberazione dei
compagni in carcere e la cancellazione delle  denunce a carico di altri
8.

Il corteo, partito poco prima delle 17 dalla
stazione di Pistoia ha sfilato scandendo slogan a favore dei compagni
sequestrati dallo stato e contro la repressione. Al microfono si sono
alternati molti compagni che hanno ribadito l’importanza di essere a
Pistoia, per dire no alla montatura giudiziaria imbastita a carico dei
compagni e per denunciare sia la collusione dei partiti "democratici"
(uno dei fascisti che si trovavano all’interno della sede neofascista
devastata è consigliere comunale del PDL), sia il crescente clima
repressivo che sta attraversando la Toscana e l’Italia. Stridente
l’assenza non tanto dei partiti della sinistra che si autodefinisce
"radicale"…che rifognazione, comunisti italiani, ecc…navighino nel
loro brodo, ma quanto delle "realtà" di movimento pistoiesi, che oltre
a prendere le distanze dal fatto in sé, e dare una fredda e sfumata
solidarietà ai compagni sequestrati dallo stato, non hanno saputo far
altro che affacciarsi da qualche vicolo a "spiare" il corteo, cosa che
da un angoleto di via della Madonna ha voluto fare anche il sindaco,
che ha avuto una "degna" accoglienza…abbiamo tra l’altro saputo che
un rappresentante dello spazio liberato ex Breda est si sarebbe recato
in questura per prendere in maniera ancor più minuziosa la distanza dal
corteo…bravo "compagno"…Il coteo ha sfilato senza problemi fino a
Piazza San Francesco, dove un fascistello ha pensato bene di bruciare
un volantino che gli era stato dato. Solo la protezione dei servi in
divisa (sempre A.C.A.B) ha fatto sì che qualche compagno non si
portasse in souvenir da Pistoia lo scalpo di un fascistello. Bella
scena all’uscita dalla piazza, dove alcuni solidali, dalle finestre di
casa, hanno salutato il corteo a pugno chiuso.

La manifestazione si è poi diretta verso il carcere
dov’è rinchiuso uno dei compagni (gli altri due arrestati sono ai
domiciliari a Livorno), e li tutto il corteo, tra un intervento al
microfono e l’altro, ha fatto sentire la propria voce non solo ad
Alessandro, ma a tutti i sequestrati fra quelle mura, gridando forte
che non ci sono gabbie tollerabili, che il carcere è sempre stato, ed è
tutt’ora un’arma del potere contro le classi disagiate, contro i
migranti, contro chi non accetta di essere schiavo o chi non si piega
ai dettami di chi comanda…insomma arma di disciplinamento sociale che
-ne siamo sicuri- sarà utilizzato sempre di più contro ribelli,
studenti e lavoratori in lotta.

Il corteo si è poi concluso quasi due ore dopo da
dov’era partito, la stazione di Pistoia, non prima di aver subito
un’ultima provocazione poliziesca, infatti lo sbirrame si è prodigato
nel consigliare ai commercianti di chiudere i loro bandoni al passaggio
del corteo, invito da alcuni raccolto, da altri solidalmente ignorato.


Vogliamo ringraziare tutti i compagni pistoiesi che hanno contribuito
alla riuscita della manifestazione, tutti i pistoiesi -e ce n’erano-
che nonostante il clima di paura fomentato da tv e giornali hanno
deciso di scendere in piazza. Un caloroso abbraccio a tutti coloro che
sia dalla Toscana che da fuori hanno deciso di dare un segnale, e di
farlo da pistoia.


L’ultimo abbraccio, il più caloroso, va ai compagni sequestrati dallo stato ed a quelli denunciati. E’ solo l’inizio…

SOLIDARIETA’ COMPLICE AGLI ANTIFASCISTI TORINESI
CHE, SEMPRE OGGI, HANNO RISPEDITO NELLE FOGNE I FASCIOPOUNDISTI ED I
LEGHISTI DELLA LORO CITTA’…E SOLIDARIETA’ ANCHE AI TOPI CHE -PER
RIPRENDERSI LA PROPRIA DIGNITA’- SCACCERANNO QUESTI GUITTI ANCHE DA LI.


Nelle prossime ore pubblicheremo anche un report fotografico.

Posted in Antifascismo.


Repressione e lotta: cominicato del coordinamento studentesco livornese

Si è svolta ieri una assemblea del Coordinamento Studentesco Livornese
che ha visto la partcipazione di circa 60 studenti da tutte le scuole
della città. Durante l’assemblea è stata ribadita l’importanza del
corteo studentesco di lunedì 26, con concentramento in P.Cavour alle
ore 9. I Collettivi degli istituti ed i singoli studenti hanno deciso
di organizzare cortei dalle singole scuole per raggiungere il
concentramento. Il corteo di lunedì sarà importante per riportare la
lotta nelle strade, per portare di nuovo i contenuti della nostra lotta
all’attenzione della popolazione.
Negli interventi è anche stato
fatto un bilancio su questi giorni di assemblee, presidii ed iniziative
nelle scuole, che hanno seguito il corteo studentesco del 7 ottobre. Il
bilancio è certamente positivo dal punto di vista delle iniziative
svolte, dell’organizzazione, dei risultati che hanno suscitato tra gli
studenti e in generale nelle scuole. E’ stato però chiaro a tutti che
dirigenze scolastiche e forze dell’ordine stanno facendo di tutto per
ostacolare e reprimere le proteste studentesche. All’istituto Nautico
lunedì mattina gli studenti, soprattutto minorenni, sono stati
minacciati ed intimiditi dalla dirigenza che ha minacciato bocciature,
provvedimenti disciplinari ed esclusione dai servizi per gli studenti
che si mobilitano. Nella stessa mattina oltre 60 studenti, soprattutto
minorenni, sono stati identificati dalla DIGOS, che ha anche cercato di
provocare ed intimidire gli studenti con spintoni e minacce di
denuncia. Tutto questo perché gli studenti intendevano far salire il
livello della protesta occupando la loro scuola, una forma di lotta
legittima, diffusa e riconosciutadi riappropriazione . E’ un
comportamento inaccettabile, che riscontriamo anche in altri istituti,
anche se in modo meno eclatante. In quasi tutte le scuole infatti le
dirigenze scolastiche minacciano gli studenti, facendo leva sul fatto
che studenti e famiglie sono tenuti all’oscuro dei propri diritti
sanciti dalla legge e dai regolamenti d’istituto. In molte scuole sono
state minacciate ripercussioni sui voti, bocciature, cinque in
condotta, altri provvedimenti disciplinari. Oltre ad essere un
gravissimo attentato alla libertà di manifestare, ed un metodo
autoritario e paternalistico di concepire una protesta studentesca che
invece porta avanti contenuti seri e strutturati, ci troviamo davanti a
minacce a vuoto. Infatti le dirigenze scolastiche non hanno potere di
bocciare od incidere sul profitto scolastico degli studenti, esistono
organi di garanzia e procedure che non permettono ancora, per fortuna,
all’autorità scolastica di poter prendere unilateralmente tali
decisioni. Ancora più grave è quindi il comportamento delle dirigenze
scolastiche che, oltre a minacciare gli studenti lo fanno anche
scavalcando le norme e scavalcando gli organi preposti, in particolare
i consigli di classe. E’ chiaro che ci troviamo di fronte non ad
episodi isolati, ma a un’azione congiunta di tutte le dirigenze
orientata da linee di condotta date direttamente dalla Questura. E’
infatti la Questura ed in particolare la DIGOS ad indirizzare, anche
nella minima situazione di agitazione, la dirigenza scolastica di una
scuola. Il movimento studentesco è quindi trattato come un problema di
ordine pubblico, non come un fenomeno sociale, un movimento di massa
radicato e diffuso che porta avanti da oltre un anno una lotta dalle
rivendicazioni e dai contenuti ben precisi. Le dirigenze scolastiche
non possono parlare di dialogo, sono esse le prime a negarlo agli
studenti. Il dialogo non si fa con le minacce, le provocazioni, la
polizia.
Non si può accusare chi si mobilita di voler saltare le
lezioni, di ostacolare il servizio scolastico, di impedire lo
svolgimento delle lezioni quando è proprio il Governo che con tagli
mostruosi ai fondi, alle ore di lezione, ai posti di lavoro e con altri
provvedimenti impedisce di fatto alle scuole di svolgere la propria
funzione.
La stampa locale, ha spesso lasciato spazio a questa linea
repressiva. E’ chiara infatti una linea editoriale volta a banalizzare
la protesta, a creare "casi scandalo" su situazioni marginali
tralasciando i veri contenuti della mobilitazione e le suo espressioni,
lasciando largo spazio alle dichiarazioni delle dirigenze scolastiche.
Una nuova assemblea si svolgerà nei prossimi giorni, per definire l’organizzazione del corteo di lunedì 26.
Facciamo appello a tutti gli studenti a partecipare alla manifestazione!

Coordinamento Studentesco Livornese

Posted in Scuola/Università.


Comunicato di solidarietà al movimento studentesco

Il Collettivo Anarchico Libertario
esprime solidarietà a tutti gli studenti che da oltre un mese stanno
lottando contro una scuola sempre più autoritaria e classista. E’
chiaro che quanto è avvenuto lunedi’ mattina all’Istituto Nautico,
non è che la manifestazione più evidente del clima repressivo,
diffuso in tutte le scuole della città, che stanno montando Questura
e dirigenze scolastiche. Abbiamo infatti avuto notizia dagli studenti
stessi, di minacce ed intimidazioni portate avanti dalle stesse
autorità scolastiche in quasi tutte le scuole. Queste sperano,
minacciando bocciature, provvedimenti disciplinari, esclusioni da
alcuni servizi, di soffocare la protesta e spaccare il movimento
studentesco.

Il nostro appoggio agli studenti è totale, soprattutto in vista del corteo studentesco di lunedì 26.


Collettivo Anarchico Libertario

 

Posted in Scuola/Università.


MANIFESTO CORTEO ANTIFASCISTA REGIONALE A PISTOIA SABATO 24

manifesto corteo antifa pistoia

Posted in Antifascismo.


Appello per uno spezzone Anarchico alla manifestazione di Pistoia di Sabato 24

pubblichiamo questo appello presente su: http://anarchicipistoiesi.noblogs.org

 

A seguito dei fatti di Domenica
11 Ottobre
, per chi non lo sapesse devastazione del circolo di Casapound
Pistoia, la Polizia decideva prima di identificare, poi di deportare in
questura ed infine di arrestare tre compagni e denunciarne 8 con l’accusa di…essere
stati presenti ad un assemblea a 150 metri dal covo fascista. Tra gli otto
denunciati c’è anche un nostro compagno (l’unico pistoiese).


Considerato che molti compagni
hanno dato la loro disponibilità a partecipare sarebbe una buona idea
raggrupparci tutti in un nostro spezzone.


I motivi per farlo sono vari:
Viste le adesioni regionali la presenza di area comunista (in tutte le sue
declinazioni) sarà preponderante, ma a Pistoia il gruppo più numeroso e quello
più attivo (collaborando assieme a compagni d’altra area) è proprio il nostro,
quindi vorremmo che il corteo di Sabato, oltre naturalmente a portare
solidarietà attiva ai tre arrestati ed agli otto denunciati, riuscisse a
rimarcare anche la presenza Anarchica/Libertaria in città, che dopo anni di
lavoro sta nuovamente tornando a rivestire un ruolo importante nelle realtà di
base pistoiese. Oltretutto pensiamo che sia anche un buon modo per dare un
segnale a livello regionale, che dica a gran voce che in questo momento in cui
il capitalismo neoliberista si sta riassettando creando quello che tutti
vediamo, in questo momento in cui il giro di vite autoritario si sta facendo
sempre più stretto, nel momento in cui il mondo del lavoro e la società civile
sono sotto violento attacco, ora che la fascistizzazione della società sta
diventando sempre più preoccupante…noi ci siamo!


Certo, non è con un corteo, ma
con il lavoro che ogni gruppo ed ogni compagno svolgono giornalmente che le
nostre idee ed il nostro orizzonte riusciranno a pervadere questo presente
illibertario ma…ma la risposta che riusciremo a dare Sabato potrebbe essere un
ulteriore passo.


 

 ALESSANDRO, ELISABETTA ED ALESSANDRO LIBERI!


 


Anarchici Pistoiesi.

Posted in Antifascismo.


Pistoia-Corteo regionale antifascista per la liberazione dei compagni e contro la repressione

In seguito ai fatti di Domenica
11 Ottobre
, facciamo appello a tutte le realtà antifasciste toscane a
partecipare al corteo che si terrà a Pistoia, Sabato 24, per chiedere
l’immediata liberazione dei tre compagni sequestrati dall’autorità giudiziaria
pistoiese ed il ritiro delle denunce a carico degli altri otto.


Denunciamo il comportamento
ignobile della DIGOS di Pistoia che, senza alcuna giustificazione, ha da prima
perquisito i locali dell’ex Circolo Primo Maggio -non trovando alcuna prova-
dove stava svolgendosi un assemblea del nascente coordinamento toscano contro
le ronde. In seguito ed in maniera ancora più arbitraria ha deciso di deportare
tutti i partecipanti all’incontro in questura, per procedere ad una seconda
identificazione (la prima era già avvenuta sul posto). Dopo 12 ore di sequestro
tre compagni sono stati arrestati, ed altri 8 denunciati a piede libero.


E’ palese l’accanimento della
questura pistoiese contro persone totalmente ed evidentemente estranee ai
fatti, accanimento che sembra voler servire da monito a tutti coloro che
decidono di auto-­organizzarsi per far fronte a delle emergenze sociali -in
questo caso le ronde- alla repressione e alla fascistizzazione della società,
che molti sembrano o vogliono non vedere.


Impossibile non notare poi, di
come il concetto dei due pesi e due misure si sia palesato in questa vicenda:
salta infatti subito all’occhio la mole di attestati di solidarietà giunti ai “fascisti
del terzo millennio” ed al consigliere comunale del pdl che queste sedi
frequenta, da parte di tutte lerealtà “democratiche” cittadine, da destra e da
sinistra, che a suo tempo tacquero o si dimostrarono “timide” nel portare
solidarietà al compagno ferito in un aggressione di stampo fascista il 13
Dicembre 2008.

Alessandro, Elisabetta ed
Alessandro LIBERI SUBITO!


Per la loro immediata
liberazione, per la cancellazione delle denunce, per ribadire che la
repressione non fermerà tutti coloro che non accettano di subire passivamente
la violenza del sistema,in solidarietà ai compagni massesi sotto processo per
la vicenda delle ronde popolari antifasciste ed antirazziste, per la chiusura
dei covi nazifascisti, contro la criminalizzazione dell’antifascismo militante.


 


Sabato 24 Ottobre 2009 Corteo
regionale antifascista per la liberazione dei compagni e contro la  repressione.


 


Concentramento ore 16:00 presso
la Stazione di Pistoia.


 


Info ed adesioni:
raf-pt@canaglie.org

Posted in Antifascismo.


Sulla mobilitazione antifascista regionale

 

PER IL RILANCIO DELLE LOTTE SOCIALI CONTRO FASCISMO E REPRESSIONE


Tre persone in questo momento sono
private della loro libertà, tre compagni che nei loro territori sono
impegnati in percorsi di lotta sono stati colpiti dalla repressione.
La Questura di Pistoia, senza alcuna prova, ha voluto, con i tre
arresti e le otto denunce per la devastazione della sede fascista di
Casa Pound, criminalizzare i partecipanti all’assemblea contro le
ronde.

Questo attacco deve fermarsi ed i
compagni devono essere liberati.


Alla solidarietà si rende ovviamente
necessario affiancare l’antifascismo, come è avvenuto nelle
immediate mobilitazioni a sostegno dei compagni arrestati. La lotta
antifascista, per essere efficace, ossia per togliere effettivamente
ogni spazio politico a tali organizzazioni, non può essere separata
da un rilancio delle lotte e del conflitto sociale. L’antifascismo
non può avere basi legalitarie o costituzionaliste, questo non per
motivi ideologici o di principio, ma per motivi estremamente pratici:
leggi e costituzioni sono valide fino a quando chi governa lo ritiene
opportuno. L’antifascismo è nato per difendere i lavoratori e la
popolazione, per garantire uno spazio alle loro lotte, come
autodifesa di massa. Mentre la costituzione, non arrivò che molto
dopo.

L’antifascismo deve essere praticato
dagli organismi di base, dai collettivi delle scuole, dai comitati di
quartiere, dai lavoratori, non può divenire una semplice pratica di
controllo del territorio.

Deve essere una pratica diffusa di
autodifesa. Solo così, affiancato alle lotte in ogni ambito, può
efficacemente isolare i fascisti e chiudere loro ogni spazio. Là
dove si è lasciato spazio vuoto, abbandonando le lotte e il
conflitto sociale, i fascisti hanno avuto modo di stabilirsi. Là
dove ci si è ridotti ad una semplice pratica antifascista, più o
meno legalitaria, ma a senso unico, senza che serva a supportare
ulteriori lotte in altri campi, vi è stata maggiore difficoltà a
contrastare questi personaggi. Rilanciamo quindi percorsi di lotta
dal basso. Da questi, da una pratica diffusa ed antiautoritaria può
partire una posizione efficace contro il fascismo e contro la
repressione.


Apprendiamo dal recente documento
pubblicato in rete dal Movimento Antagonista Livornese, che la
mobilitazione antifascista regionale del 24 ottobre a Pistoia, decisa
in una assemblea alla quale hanno partecipato moltissime realtà e
singoli compagni da tutta la regione, sarebbe stata spostata a
Livorno per la stessa data. Dato che tale documento non sembra avere
la forma di una proposta, ma quella di una decisione già presa,
scavalcando di fatto quella che era stata l’assemblea di mercoledì
scorso, riteniamo che la convocazione del corteo a Livorno sia
avvenuta con dei metodi che non condividiamo.

Al di là dei motivi che hanno portato
a ritenere più adatto un corteo a Livorno, non è condivisibile che
una singola organizzazione politica decida di rovesciare la decisione
di una assemblea tanto ampia e varia senza convocare una nuova
assemblea per discutere la questione o senza quantomeno consultare
tutti coloro che avevano partecipato alla precedente decisione. Ferma
restando la nostra solidarietà e il nostro sostegno alle
mobilitazioni, riteniamo che, se si sceglie un percorso assembleare
ed unitario, i passaggi debbano essere rispondenti a tale scelta.



Collettivo Anarchico Libertario – Livorno
Federazione Anarchica Livornese (F.A.I.)

Posted in Antifascismo.


Comunicato del Collettivo Anarchico Libertario sui fatti di Pistoia

Il Collettivo Anarchico Libertario esprime la propria solidarietà ai
compagni arrestati in seguito ai fatti di domenica scorsa a Pistoia.
Una persona infatti è in carcere a Pistoia e due persone sono ai
domiciliari, mentre altre sono denunciate per la sola colpa di aver
partecipato ad una assemblea contro le ronde in un circolo ARCI.
Infatti domenica 11 ottobre a Pistoia la polizia ha fatto irruzione
senza mandato in una assemblea alla quale stavano partecipando realtà
da tutta la toscana. Questo è stato fatto con il pretesto di cercare
prove per collegare i partecipanti all’assemblea all’aggressione a
danno di una sede fascista, avvenuta poche ore prima nella stessa
città. Nonostante nessuna prova sia stata trovata, nonostante i
compagni siano completamente estranei  ai fatti, i partecipanti
all’assemblea sono stati portati in Questura dove hanno trascorso
l’intera notte. La mattina tre compagni sono stati trattenuti agli
arresti. Già dalla sera di domenica è partita una forte mobilitazione
di solidarietà attiva con un presidio sotto la Questura di Pistoia che
è durato l’intera notte. Quanto è successo è gravissimo, è chiaro che
si è voluto colpire chi cerca di costruire percorsi di lotta, che si è
voluto colpire il movimento antifascista pistoiese e toscano. I
compagni devono essere subito liberati. Il Collettivo Anarchico
Libertario appoggia le mobilitazione che a Livorno come in altre città
si stanno svolgendo per ottenere la libertà dei compagni arrestati.

LIBERI TUTTI LIBERI SUBITO!

Collettivo Anarchico Libertario

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Comunicato della Federazione Anarchica Livornese sui fatti di Pistoia

Livorno 12/10/2009


Federazione Anarchica Livornese – FAI

Commissione di Corrispondenza

Via degli Asili, 33

57126 Livorno


La Commissione di Corrispondenza della
Federazione Anarchica Livornese (FAI) esprime la propria solidarietà
nei confronti degli antifascisti arrestati a Pistoia dopo i fatti di
domenica 11 ottobre.


Domenica pomeriggio un consigliere del
Popolo della Libertà e un aderente ad un’organizzazione neofascista
chiamano la polizia per un’aggressione che si sarebbe verificata
all’interno della sede neofascista e che avrebbe portato alla
devastazione dei locali.

La
polizia arriva e non trova nessuno. Per non andarsene a mani vuote,
si è diretta a poche centinaia di metri al Circolo Arci Primo Maggio
dove era in corso un’assemblea. La polizia
ha perquisito il
circolo non trovando niente di ciò che cercava (spranghe o bastoni
secondo il verbale di perquisizione) allora ha deciso di portare
tutti partecipanti dell’assemblea (una ventina in tutto, provenienti
da varie città della Toscana) in questura. Secondo la teoria della
polizia queste persone, fra cui molte donne e molti over40, avrebbero
fatto irruzione nella sede di neofascist e devastato i locali,
dopodichè si sarebbero diretti a poche centinaia di metri al circolo
e avrebbero fatto tranquillamente la loro assemblea. Una teoria
assurda che infatti non ha trovato alcuna prova concreta ma che non
ha impedito alla polizia di fare tre arresti (due ragazzi e una
ragazza, questa con gravi problemi di salute agli occhi, uno di Massa
e due di Livorno). Al momento non si conoscono ancora le motivazioni.
Nel mentre un centinaio di persone si sono riunite fuori
della
questura di Pistoia per protestare contro i tempi lunghissimi di
riconoscimento (12 ore) in cui sono stati trattenuti in questura
senza motivo. All’uscita molti dei fermati si dichiaravano
completamente allibiti dal comportamento della questura che ha
prelevato venti persone a caso da un circolo lasciandole 12 ore in
una stanza per un’identificazione che invece avevano già fatto sul
luogo quando tutti avevano consegnato le loro carte d’identità.


Chiede
l’immediato rilascio degli arrestati;


aderisce
al presidio indetto dal Movimento Antagonista Livornese di fronte
alla prefettura di Livorno per oggi 12 ottobre alle ore 18.00;


invita
i cittadini, gli antifascisti, i lavoratori, le organizzazioni
antifasciste e del movimento operaio ad aderire e a partecipare alla
manifestazione di oggi e alle successive che saranno concordate.


Libertà
per gli antifascisti.


Per
la Commissione di Corrispondenza

della
Federazione Anarchica Livornese – FAI

Tiziano
Antonelli

Posted in Repressione.


TRE ANTIFASCISTI ARRESTATI A PISTOIA

Lunedì 12 alle ore 18 si è svolto a Livorno sotto la Prefettura un
presidio per la scarcerazione di due militanti  del Movimento
Antagonista Livornese attualmente detenuti a Sollicciano, in fermo
giudiziario dalla mattina del 12/10.
I due compagni, che domenica 11
si trovavano a Pistoia ad una assemblea per la costituzione di un
coordinamento contro le ronde presso un circolo ARCI, sono stati
portati insieme a tutti gli altri presenti nella Questura di Pistoia
con il pretesto di procedere ad identificazioni. La polizia infatti
aveva fatto irruzione nell’assemblea all’interno del circolo per
effettuare una perquisizione in merito ad una aggressione ai danni dei
fascisti di Casa Pound avvenuta qualche ora prima. Nella notte si è
formato un presidio di fronte alla questura per chiedere la liberazione
dei fermati. Quasi tutti sono stati lentamente rilasciati nel corso
della notte, solo per tre persone, tra cui i due livornesi Alessandro
ed Elisabetta, è stato confermato il fermo.
Al presidio di oggi a
Livorno hanno partecipato oltre 250 manifestanti tra organizzazioni
politiche partitiche e di movimento, studenti, singole persone. Dopo
alcuni interventi di solidarietà dal microfono sotto la Prefettura che
hanno ribadito l’estraneità degli arrestati ai fatti per cui sarebbero
stati incarcerati, il presidio si è trasformato in un corteo non
autorizzato che ha attraversato il centro per raccontare quanto era
successo.
Il corteo è terminato intorno alle 19:30 presso il
Municipio, in P.zza Civica, è stato appeso sulle scale monumentali del
comune uno striscione che chiedeva la libertà per tutti e con decisione
i manifestanti sono entrati nella sala consiliare del Comune dove si
stava svolgendo un consiglio comunale. Il consiglio è stato sospeso
fino alle 21 e una delegazione ha incontrato il sindaco affinché sia
presa una posizione in merito alla questione. Per tutta la serata un
gruppo di manifestanti ha presidiato l’ingresso del Municipio. Sono
state annunciate nuove iniziative di solidarietà.

Il 14 ottobre il GIP ha convalidato gli arresti, attualmente 2 compagni di livorno sono ai domiciliari e un compagno di massa è in carcere a Pistoia. A Livorno ed in altre località della toscana continuano quotidianamente mobilitazioni di solidarietà

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