Skip to content


Fini a Pisa: il Presidente della Camera ha fatto il suo show in un’università blindata

Pisa – Il Presidente della Camera ha
fatto il suo spot. Lo ha fatto in una città blindata, presidiata da
centinaia di forze dell’ordine. Un centinaio di persone ha comunque
voluto contestarne la presenza per ribadire l’ipocrisia dell’iniziativa
dell’università
.

L’iniziativa è stata spostata presso il
polo didattico Carmignani, in piazza dei Cavalieri, a causa delle
elezioni universitarie. E forse anche perchè un centinaio di
antirazzisti e miltanti di collettivi universitari si era dato
appuntamento in Piazza Dante, a ridosso di Giurispudenza.

L’obiettivo era quello di contestare,
per ribadire il no a quelle leggi di cui Fini è il primo firmatario e
che sono l’emblema delle politiche repressive e deliranti dell’Italia
di Berlusconi. Parliamo della Bossi-Fini
(come si fa a parlare di cittadinanza breve e diritto al voto senza
mettere in discussione i principi illiberali della legge
sull’immigrazione?), e della Giovannardi-Fini.
Il presidio ha ricordato più volte Marcello Lonzi,
barbaramente ucciso in carcere a Livorno e Carlo Giuliani (Fini era
vice-presidente del consiglio nel 2001 ed era presente in Prefettura a
Genova).

Il presidio faticosamente si è spostato
da Piazza Dante verso le 11 del mattino. Dopo eser passato dal centro
cittadino si è spostato verso piazza dei cavalieri, dove ha trovato lo
schieramento delle forze dell’ordine…. e della stampa. E’ stato
chiesto di entrare per fare un intervento. Dopo un interminabile
trattativa con gli organizzatori dell’evento (un professore di Scienze
per la Pace) alla fine le autorità hanno "concesso" solo una delegazione
di due persone. Ma chi ha pagato l’iniziativa del Presidente
nell’università? E soprattutto, non era pubblica?

Quando il presidio si stava ormai
sciogliendo un gruppo di contestatori si è spostato verso mensa, e
prendendo di sorpresa le forze dell’ordine è arrivato dinnanzi ai
cancelli, e lì è stato bloccato dai Carabinieri. Il tutto è avvenuto in
modo pacifico.

Sicuramente l’onorevole Fini, per quel
che rappresenta, poteva avere un’accoglienza migliore e più
partecipata. Già nelle assemblee dei giorni precedenti erano emerse
difficoltà organizzative e mancanza di condivisione tra le varie
proposte, e la piazza l’ha pagato caro.

Va ribadita comunque la tenacia di quel
centinaio di persone che hanno voluto contestare Fini nonostante tutto.
Nella giornata di ieri non bisognava tirarsi indietro dinnanzi ad una
provocazione (politica e soprattutto culturale) dell’Università che pur
di accaparrarsi un figura istituzionale di alto livello, è andata ad
invitare uno dei maggiori responsabili delle politiche repressive e
liberticide di questo governo, facendolo parlare di "diritti e
immigrazione". Senza invitare controparte. Senza permettere ai
contestatori di intervenire nella sala. Qualcuno dirà: si poteva
entrare. Ebbene, fino ad una certa ora le forze dell’ordine hanno
permesso di entrare singolarmente. Ma il diritto al dissenso,
specialmente nell’università, passa anche dal fatto, che un centinaio di
contestatori hanno lo stesso diritto di intervenire di quelle persone
che sono entrate singolarmente due ore prima. Ed i contestatori sono
stati bloccati dalla celere. Anche quando hanno chiesto di fare un
intervento ed andar via.

Dopo una riflessione più organica della
mattinata di mobilitazione (con annesse contraddizioni da sciogliere
all’interno del movimento), rimane il fatto che è stato giusto scendere
in piazza e fare da bilancia con un’iniziativa che ha permesso all’on.
Fini di parlare di temi, sfortunatamente, a lui cari.

Ora apriranno i circolini di Fini anche
a Pisa….

tratto da www.autautpisa.it

13 maggio 2010

Posted in Antifascismo, Antirazzismo, Generale, Scuola/Università.