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Per un 8 marzo di lotta – presidio a Livorno

PER UN 8 MARZO DI LOTTA

Il 13 febbraio migliaia e migliaia di donne sono scese in piazza, spinte dal bisogno di riprendere parola e visibilità. Le donne da sempre lottano contro gli incessanti attacchi all’autodeterminazione e alla libertà di scelta sui propri corpi e sulle vite.
L’appello nazionale conteneva dei limiti, evidentissimi e rilevati da più parti: una identificazione della donna nei ruoli familistici e patriarcali di …madre, sposa etc, assunti come modello di dignità; un incitamento al moralismo legato alla valorizzazione delle donne perbene, alla negazione del corpo e della sessualità.
A Livorno è andato in scena il peggio del peggio. La liturgia della manifestazione del 13 febbraio è stata quella della recita scolastica: poesiole, intervento delle autorità, canzoncine e lancio di palloncini. La giornata è stata costruita evitando accuratamente di attivare un percorso che avrebbe potuto portare ad una partecipazione di massa, ma che avrebbe potuto anche dare spazio a voci critiche come invece è accaduto in altre città.
In queste settimane un’assemblea di donne autoconvocata sta costruendo una presenza di piazza per il prossimo 8 marzo. L’obiettivo è quello di evidenziare quali siano le reali istanze delle donne ma anche degli uomini (almeno di tutti coloro che non si identificano con lo stereotipo di maschio italiano). La questione del lavoro come nodo centrale per avanzare nella lotta di liberazione e autonomia. La questione delle donne migranti, sfruttate sia perchè donne e sia perchè prive di identità vedendo legata la propria posizione giuridica ad un permesso di soggiorno. La questione della violenza vera e propria. In Italia la prima causa di morte per le donne tra i 15 e i 30 anni è l’omicidio da parte di fidanzati e/o mariti. Infine la questione, in generale, della mercificazione dei nostri corpi, trattati come tranci di manzo dalla pubblicità, vessati dalle potiche omofobe e sessite in tema di diritto all’aborto e alla maternità consapevole.
Dedichiamo idealmente l’8 marzo alle lavoratrici della Omsa dello stabilimento di Faenza che oggi si vedono portare via reddito e quindi la possibilità di autonomia per colpa di politiche scellerate e capitaliste che trasferiscono la loro azienda – in attivo – a produrre e sottopagare altre donne in Serbia.

Invitiamo tutti e tutte a partecipare e portare il proprio contributo
martedì 8 marzo dalle ore 17 in piazza Attias.

Assemblea 8 marzo 2011 Livorno

Posted in Antimilitarismo, Antirazzismo, Antisessismo, Femminismo e Genere, Generale, Iniziative, Internazionale, Lavoro, Repressione.

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