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PRESIDIO CONTRO LA GUERRA IN LIBIA

VENERDI’ 25 MARZO

ORE 17 PIAZZA CAVOUR

LIVORNO


Ancora una volta, dopo le tragedie in Iraq e Afghanistan, con tragica ipocrisia, la retorica umanitaria viene usata per coprire una nuova guerra imposta dall’occidente contro la popolazione di un paese arabo, la Libia. Da settimane il governo di Gheddafi risponde alla rivolta dilagante con bombardamenti e stragi. La risoluzione delle Nazioni Unite, con la scusa del cessate il fuoco e della difesa della popolazione civile, sotto la pressione dei vari governi ha aperto la strada all’intervento militare.

I caccia francesi sorvolano i cieli della Libia, dopo che il governo Sarkozy ha fornito costosissimi aerei da guerra al colonnello Gheddafi; analogamente fa il governo italiano, maggior fornitore di armi alla Libia, sostenitore e collaboratore di Gheddafi nella repressione dei migranti, che ora rulla i tamburi di guerra, appellandosi agli “interessi nazionali”.

L’obiettivo reale delle potenze occidentali che hanno scelto di intervenire militarmente è chiaro: riconquistare margini di controllo geopolitico e sulle risorse energetiche in un’area strategica, dopo l’abbattimento delle dittature in Egitto e Tunisia; cercare di bloccare e stroncare sanguinosamente le rivolte popolari che si stanno allargando nei paesi nordafricani e mediorientali.

La risoluzione delle Nazioni unite ha dato in realtà il via libera a un attacco indiscriminato con la possibilità di intervento di ogni paese con mire imperialiste interessato ad avviare una guerra .

Che in questo dramma la popolazione civile non interessi a nessuno dei paesi belligeranti è provato dalle tensioni all’interno della coalizione degli interventisti sul comando militare delle operazioni.

Nessuno d’altra parte crede alla motivazione umanitaria di governi che restano indifferenti nei confronti di altri popoli e altre repressioni: in Arabia Saudita, in Bahrein, in Siria, nello Yemen o nella stessa Palestina.

Il governo italiano si lancia in una avventura bellica sostenuto da quelle forze dell’opposizione (PD, IDV etc) che continuamente invocano le dimissioni di Berlusconi, ma che non esitano a sostenerlo in una guerra.
Tutto questo con la copertura del presidente Napolitano, che ancora una volta nega che l’intervento sia un atto di guerra, dando una copertura patriottarda e mistificante del ruolo dell’Italia.

Parlare di difesa dei diritti umani dei libici, attraverso interventi militari che inevitabilmente, data la natura del conflitto armato in corso, supereranno la sola interdizione dello spazio aereo, mentre i diritti umani di migliaia di migranti sono da giorni calpestati nell’isola di Lampedusa, è grottesco e offensivo.

La guerra che il governo italiano vuole intraprendere si riverserà anche sul nostro paese, con l’esposizione diretta delle popolazioni di Sicilia e con le ripercussioni generali che si avranno a livello economico e sociale: il restringimento degli spazi di democrazia e di diritti civili, che lo stato di guerra impone di fatto al “fronte interno”; costi economici e sociali di un’ economia di guerra che saranno scaricati sulle spalle dei lavoratori, dei giovani e dei precari, già colpiti da una crisi economica prodotta dagli stessi che avranno i vantaggi economici di questa avventura imperialista.

Le lotte che hanno caratterizzato l’attuale fase di mobilitazione dei lavoratori hanno sempre ribadito con forza l’opposizione alle spese militari e all’economia di guerra.

Oggi più che mai, chi ha sostenuto le lotte dei lavoratori, chi ha voluto combattere una crisi imposta anche per sostenere le spese militari, chi ha sempre denunciato la natura bellica delle missioni umanitarie dice risolutamente

NO a qualsiasi intervento militare in Libia
perchè non esiste guerra umanitaria

perchè nessun intervento militare può sostenere la lotta di liberazione, ma anzi, può solo reprimere il diritto di autodeterminazione dei popoli.

Mobilitiamoci in massa, schierandoci senza esitazioni per la cacciata di Gheddafi e contro i tentativi imperialisti di mettere le mani sulla Libia

Per questo Venerdi 25 ore 17 saremo in piazza con un presidio–manifestazione, primo momento di mobilitazione anche a Livorno :

Per dire No all’intervento militare! No alla concessione delle basi italiane per l’intervento imperialista


Non un uomo, non un soldo per la guerra.

 

Aderiscono all’appello le seguenti organizzazioni politiche, sindacali e realtà presenti sul territorio:

Sinistra Critica, Collettivo Anarchico Libertario, Federazione Anarchica Livornese, Unicobas, Unione Sindacale di Base, C.S.A. Godzilla, Coordinamento Studentesco Livornese

Posted in Antimilitarismo, Generale, Iniziative, Internazionale.

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