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Sul corteo del 14 novembre a Livorno

Mercoledì 14 novembre oltre mille tra studenti e lavoratori sono scesi in piazza a Livorno per la giornata di sciopero generale internazionale. Il corteo, costituito in gran parte da studenti, ha avuto una partecipazione composita: dopo lo striscione d’apertura “Pensa, agisci, lotta!” del Coordinamento Studentesco Livornese e gli spezzoni delle scuole, hanno sfilato il comitato per il diritto all’abitare e il comitato precari e disoccupati dell’Ex Caserma Occupata, decine di lavoratori della scuola in sciopero con le bandiere dell’Unicobas, ed infine assieme ad altri lavoratori le delegazioni dell’USB e dell’Unione Inquilini. La manifestazione ha attraversato con vivacità e decisione le vie del centro compiendo lungo il percorso varie azioni simboliche, soprattutto contro gli edifici delle banche.
In Piazza del Municipio gli studenti sono entrati in massa nella sede del Comune, ponendo sulla facciata storica dell’edificio lo striscione “Comune occupato” e provando ad entrare nella Sala consiliare per tenere una assemblea. All’ingresso della Sala un folto gruppo di vigili urbani e di agenti della digos hanno di fatto impedito che gli studenti entrassero e quindi che potessero svolgere l’assemblea. I manifestanti sono allora ripartiti in corteo, raggiungendo il Porto e superando la barriera doganale, dove hanno bloccato per oltre un ora il Varco Valessini.
Dopo una assemblea svolta durante il blocco dell’area portuale, i manifestanti rimasti sono tornati in corteo verso il centro cittadino dove la manifestazione si è sciolta.
Nel pomeriggio del 14 si è tenuta una partecipata assemblea del Coordinamento Studentesco Livornese che ha deciso di impegnarsi per diffondere la protesta in tutte le scuole e per garantire una continuità delle lotte.
Si può dire che a Livorno la giornata del 14 novembre è stata una intensa giornata di lotta, che ha saputo comporre anche situazioni molto diverse, superando di gran lunga i limiti di una scadenza difficile. Infatti alle differenti posizioni sullo sciopero prese all’interno del sindacalismo di base va aggiunta la ridicola piattaforma di indizione della CES, a cui ha aderito la CGIL, che a livello provinciale aveva oltretutto revocato lo sciopero per una inesistente alluvione, probabilmente per timore che qualche “loro” lavoratore partecipasse al corteo del Coordinamento Studentesco.
I compagni anarchici erano presenti al corteo con le proprie bandiere ed il Collettivo Anarchico Libertario ha diffuso il volantino di cui riportiamo il testo di seguito:
ORGANIZZARSI
PER LOTTARE
Non è più possibile aspettare. La “macelleria sociale” del governo Monti, l’austerità ed i sacrifici, si concretizzano giorno dopo giorno nella disoccupazione, nei licenziamenti, negli sfratti, nell’attacco alla libertà ed alle condizioni di vita e di lavoro. Il governo continua a imporre le proprie scelte servendosi della violenza e della paura, cercando di farle accettare come “sacrifici” inevitabili.
Paura come arma usata da chi ci vuole sempre più sfruttati e ricattabili. La paura dei manganelli della polizia, la paura di lottare invano, la paura di perdere anche quel poco che ci rimane, la paura di essere da soli e impotenti di fronte a chi decide delle nostre vite.
C’è chi dice che in Italia non si sta muovendo niente mentre in Grecia, in Spagna e in Portogallo si è sviluppata una forte opposizione di piazza. C’è chi spera che tutto si risolva con una bella campagna elettorale. C’è chi non si accorge delle tante lotte che in realtà si stanno sviluppando.
In molte città ci si organizza per resistere agli sfratti, ai licenziamenti, alla disoccupazione. Sono presenti diverse situazioni in cui lavoratori lottano anche duramente e senza delegare ai partiti o ai sindacati. Ci sono molte lotte locali contro le nocività, per la salute e contro le grandi opere, come ad esempio la lotta contro la TAV o contro le discariche e gli inceneritori. Negli ultimi mesi ci sono state numerose manifestazioni contro la guerra, le spese militari ed il militarismo. Intanto gli studenti continuano a mobilitarsi.
È evidente che c’è un malcontento diffuso che si sta trasformando in voglia di lottare. Questo però non basta, c’è bisogno di unire le varie forme di opposizione, c’è bisogno di costruire la solidarietà tra le lotte e di svilupparle anche in una prospettiva internazionale.
Le direttive di “macelleria sociale” sono infatti le stesse in Italia come negli altri paesi europei, perché sono decise dalla Commissione Europea, nominata dagli stessi governi.
Quindi il ruolo dei governi, dello Stato, per difendere gli interessi di pochi capitalisti e banchieri è quello di mettere in campo tutta la propria struttura di potere, controllo e violenza per attuare queste politiche.
Di fronte alla necessità di respingere questi attacchi, diventa importante organizzarsi, dal basso, con un metodo orizzontale e rilanciare dei percorsi di lotta che vadano al di là delle singole scadenze acquisendo una prospettiva più ampia.
Sono i lavoratori, gli studenti, i precari, i disoccupati, i pensionati e i migranti che possono farlo, riprendendo nelle proprie mani la lotta, preparandosi a prendere nelle proprie mani l’organizzazione di una società libera dallo sfruttamento e dall’oppressione.
Collettivo Anarchico Libertario

Posted in Generale, Internazionale, Lavoro, Scuola/Università.

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