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LIVORNO NON SI PIEGA! I COMUNICATI IN ORDINE CRONOLOGICO PER RICOSTRUIRE GLI ULTIMI GIORNI

LIVORNO NON SI PIEGA!

I COMUNICATI IN ORDINE CRONOLOGICO PER RICOSTRUIRE GLI ULTIMI GIORNI

 

 

La Polizia carica chi contesta Bersani (fatti avvenuti venerdì 30/11)

 

Il Collettivo Anarchico Libertario e la Federazione Anarchica Livornese denunciano la violenza usata da polizia e carabinieri contro studenti e lavoratori che venerdì (30 novembre) sera hanno contestato il segretario del PD Pierluigi Bersani.

 

Carabinieri e polizia hanno caricato più volte una manifestazione pacifica, organizzata dalla Ex-Caserma Occupata in solidarietà con il movimento NO TAV, alla quale hanno preso parte decine di persone, tra cui una delegazione di lavoratrici della Sodexo che da oltre un mese lottano contro i licenziamenti nei servizi di pulizia all’ospedale di Cisanello a Pisa.

Alcuni ragazzi che tenevano lo striscione sono stati colpiti alla testa dalle manganellate.

Da anni a Livorno non venivano manganellati i manifestanti.

L’ultima volta accadde il 12 febbraio del 2007 quando a Livorno venne proprio Bersani!

Allora, in una serata simile a quella di venerdì, fredda e piovosa, i carabinieri sgomberarono con la violenza i due sit-in dei contestatori che protestavano contro il rigassificatore.

Le “forze dell’ordine” proteggono sempre il più forte. Venerdì sera hanno difeso il potere locale del PD, che sfrutta, saccheggia e inquina sulla pelle dei lavoratori e delle lavoratrici. Hanno difeso chi sostiene il governo Monti nei tagli e nelle politiche di macelleria sociale.

Basta repressione! Basta sacrifici!

 

Federazione Anarchica Livornese

Collettivo Anarchico Libertario

 

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LIVORNO MANGANELLI SUI MANIFESTANTI

 

Sabato 1 dicembre a Livorno viene convocato, da parte della Ex Caserma Occupata, un presidio a cui partecipano anche la Federazione Anarchica Livornese e il Collettivo Anarchico Libertario per denunciare le cariche della polizia avvenute la sera precedente durante una contestazione a Pierluigi Bersani.

 

Fino da subito è evidente una presenza importante di celere e carabinieri determinati ad impedire la manifestazione. Il presidio diventa itinerante e si sposta del tutto pacificamente in alcuni punti della città fino ad approdare, dopo un brevissimo corteo, in piazza Cavour, zona pedonale, dove il presidio viene mantenuto attorno alla statua e sul marciapiede, senza intralci per il traffico. Immediatamente celere e carabinieri fronteggiano i manifestanti e, in assetto antisommossa, intimano di sciogliere il presidio.

 

Quindi, senza intervalli di tempo e senza interventi di mediazione, senza che ci siano state nel frattempo azioni da parte dei manifestanti, parte, in modo del tutto immotivato, una carica in cui vengono manganellati alla rinfusa manifestanti e passanti. Due persone finiscono all’ospedale.

 

Di fronte alla brutalità della polizia, molte sono le persone che ingrossano il presidio solidarizzando con i manifestanti e chiedendo a gran voce l’allontanamento della polizia. Finita la carica, per tre quarti d’ora manifestanti e polizia rimangono a fronteggiarsi: da una parte c’è chi afferma la libertà di riunirsi e manifestare, dall’altra ci sono i manganelli e gli scudi. Appena la situazione si fa meno tesa e la polizia arretra, il presidio si scioglie e viene riconvocato per il giorno successivo, domenica alle ore 17, sempre in piazza Cavour, per affermare la libertà di di manifestazione e per protestare contro la repressione e la violenza poliziesca.

 

I fatti accaduti nel pomeriggio di sabato, sono di una gravità estrema :quella a cui abbiamo assistito è stata una vera e propria aggressione a freddo da parte di polizia e carabinieri, qualcosa a cui la città di Livorno non è certo abituata: una netta tradizione di sinistra, una storica radicata e nutrita presenza anarchica, una forte componente antagonista e antiistituzionale hanno sempre di fatto garantito una notevole agibilità politica. Ma forse è proprio l’anomalia Livorno che va normalizzata in un momento in cui le direttive governative sono chiaramente indirizzate in senso repressivo verso qualsiasi tipo di manifestazione di dissenso, dagli studenti, agli ambientalisti, agli operai, in un momento in cui va avanti la fascistizzazione dello stato e sotto la maschera della legalità si porta avanti la brutalità della repressione e del soffocamento dei diritti più elementari.

 

Per questo motivo, rispondendo all’appello dell’Ex Caserma Occupata, gli anarchici domani saranno ancora in piazza, per difendere la libertà di manifestare, nostra e di tutti coloro che si oppongono alla violenza dello stato e dei suoi apparati, a Livorno come altrove.

 

Facciamo appello ai compagni delle località più vicine ad essere presenti domenica 2 dicembre alle ore 17 in piazza Cavour

 

Federazione Anarchica Livornese

Collettivo Anarchico Libertario

 

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A Livorno è stata riaffermata la libertà di manifestare

 

Dopo due giorni di violenza poliziesca caratterizzata da cariche e manganellate, finalmente nella giornata di domenica (2 dicembre) a Livorno è stato riaffermata la libertà di espressione e manifestazione. Il presidio raccoltosi in piazza Cavour, scenario delle cariche del sabato pomeriggio, ha dato vita ad un corteo partecipatissimo dalla cittadinanza, che si è andato ingrossando man mano che sfilava per le vie del centro.

 

Un migliaio di persone hanno sfilato per le strade di Livorno, solidarizzando senza preclusioni con chi era stato oggetto di repressione, riprendendosi con la pratica la libertà di manifestazione e l’agibilità politica. Polizia e carabinieri con l’atteggiamento repressivo e provocatorio adottato nelle giornate di venerdì e sabato hanno dato prova di saper solo alimentare il disordine e la tensione sociale.

 

Livorno è tra le città che registrano i più alti tassi di povertà, disoccupazione, inquinamento. Hanno tentato di togliere anche il diritto di manifestare: la risposta era prevedibile.

 

Partiti e istituzioni si appellano alla legalità contro le manifestazioni di questi giorni, ma quel che si vede è un Governo che ogni giorno torce e viola le sue stesse regole, la legalità, la Costituzione a cui ha giurato fedeltà, per il vantaggio dei pochi privilegiati, illudendosi di gestire le ricadute sociali sulla grande massa degli sfruttati con la celere e il manganello

 

La città ha reagito dimostrando vivacità politica e grande determinazione, mostrando di saper dare rappresentazione concreta ad un malcontento diffuso e all’insofferenza verso qualsiasi sopraffazione e limitazione delle libertà.

 

Federazione Anarchica Livornese
Collettivo Anarchico Libertario

Posted in Anarchismo, Antifascismo, Antimilitarismo, Generale, Repressione.

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One Response

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  1. saidayevema says

    Hello. And Bye.



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