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No all’intervento militare in Siria!

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No all’intervento militare in Siria!

Da oltre un mese Stati Uniti, Francia e Turchia si sono dichiarati pronti ad attaccare la Siria, ma nonostante le minacce, tra ultimatum e passi indietro, l’intervento militare non è ancora partito.

Le trattative diplomatiche di queste settimane hanno lo scopo di spartirsi ciò che resta di un paese ormai distrutto, divenuto negli ultimi anni terreno di scontro tra quelle stesse potenze imperialiste che adesso ne decidono le sorti a tavolino.

 

In Siria infatti da due anni si combatte una guerra civile alimentata, con l’invio di armi, mercenari, agenti dei servizi segreti e dei corpi speciali, principalmente da Stati Uniti, Turchia, Arabia Saudita, Russia, Francia, Iran.

Agli stati imperialisti non interessano i diritti umani e neppure la lotta all’uso delle armi chimiche che loro stessi hanno ampiamente usato nelle guerre degli ultimi anni.

Dopo oltre centomila morti e oltre cinque milioni di rifugiati, si prepara un nuovo massacro che non porterà alla pace ma che verrà pagato dalle popolazioni, così come dimostrano le guerre contro Libia, Iraq, Afghanistan, Kosovo, Somalia….

Come anarchici non possiamo che stare dalla parte della popolazione oppressa che in Siria ha reclamato libertà e giustizia sociale, e che dopo l’intervento delle potenze straniere si trova presa fra due fuochi: la dittatura di Assad da una parte, i mercenari e i fanatici religiosi dall’altra.

 

Il governo Letta sembra essere prudente, ma è perfettamente in linea con la politica guerrafondaia dei suoi alleati.

Il governo infatti ha inviato la nave da guerra Andrea Doria a largo del Libano dove sono già presenti 1800 militari italiani per la missione Unifil. L’Italia inoltre è già disseminata di basi USA, da sempre strategiche per gli interventi nell’area mediterranea. L’ultimo chiaro esempio ci viene dall’aggressione NATO alla Libia del 2011, quando una semplice messa a disposizione delle basi, si è trasformato uno dei più importanti interventi dell’aeronautica militare italiana.

 

In ogni caso una nuova guerra significherà anche in Italia nuove politiche di austerità e di sacrifici sulla pelle degli sfruttati per pagare nuove spese militari. Ma anche più repressione, maggiore militarizzazione dei territori e aumento della presenza militare statunitense con nuove basi di guerra.

 

Sabotiamo la guerra! Fermiamo i macellai!

Basta basi militari! Basta produzioni di morte!

Sosteniamo la lotta NO MUOS, contro la nuova grande base americana a Niscemi in Sicilia!

 

 

Federazione Anarchica Livornese

Collettivo Anarchico Libertario

Posted in Anarchismo, Antimilitarismo, Generale, Internazionale.

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