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NO TAV: Presidio/dibattito QUELLE NOTTI E QUEI GIORNI C’ERAVAMO TUTT*

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QUEI GIORNI E QUELLE NOTTI C’ERAVAMO TUTTI
TUTTI LIBERI!

Presidio e Dibattito pubblico

ore 17:30 in Piazza Cavour

sabato 22 novembre


Per quattro NO TAV, Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò, l’accusa ha chiesto nell’udienza del 14 novembre una pesantissima condanna a 9 anni e 6 mesi ciascuno.Gli altri tre, Graziano, Lucio e Francesco, sono ormai da mesi incarcerati e non sanno ancora quando inizierà il processo.
L’opposizione alla devastante ed inutile linea ferroviaria ad alta velocità in Val di Susa ha saputo diventare negli anni un forte movimento popolare, per questo il movimento NO TAV deve confrontarsi con una durissima repressione statale.

Centinaia di imputati, oltre mille indagati, decine di persone sottoposte a varie restrizioni della libertà (obbligo o divieto di dimora, foglio di via), multe da centinaia di migliaia di euro, diversi compagni da mesi agli arresti domiciliari, un processo contro 53 no tav condotto in un’aula bunker, per i quali l’accusa ha chiesto quasi 200 anni complessivi di pena. A questi si aggiungono i sette attivist* attualmente imputati in due diversi processi per aver danneggiato un compressore. Ma il danneggiamento di alcune attrezzature del cantiere, come talvolta è avvenuto in questa lotta ventennale di resistenza, condotta da un movimento popolare che riconosce come propria la pratica del sabotaggio, viene considerata dall’accusa un atto di terrorismo. Secondo il teorema della procura di Torino, un’ opposizione concreta a decisioni prese in sede istituzionale implica una finalità di terrorismo. In questo modo, qualsiasi lotta sociale che si ponga in contrasto con decisioni assunte in sede politica o economica può essere non solo criminalizzata mediaticamente, ma anche incriminata con imputazioni gravissime.
A gennaio verrà emessa la sentenza del Maxiprocesso ai 53 NOTAV per i fatti del 27 giugno e 3 luglio 2011, in cui sono stati richieste condanne per un totale di quasi 200 anni di reclusione e più di due milione di euro per danni a persone, cose e d’immagine.
La Procura di Torino con questi processi è in prima fila per creare un grave precedente in modo che tutte le lotte sociali vengano indagate come ipotesi criminali e diventi legale schiacciare le popolazioni.

– Chi dissente e si oppone verrà accusato di “ricattare” amministrazioni ed istituzioni
– Un danno alla proprietà privata sarà equiparato a ledere la salute e l’incolumità delle popolazioni.
– Resistere all’ingiustizia di fronte ai gravissimi costi della crisi comporterà il venire fermati, perseguitati,indagati ,condannati.

Attaccare alcuni di noi vuol dire attaccare tutti! Nessuno dovrà essere lasciato solo davanti alla repressione!

Prossima udienza il 26 novembre, parola alle difese. E poi il 17, per le sentenze.uol dire attaccare tutti! Nessuno dovrà essere lasciato solo davanti alla repressione!
Si parte,si torna PER FORZA insieme….
No Tav Livorno

Posted in Antimilitarismo, Generale, Iniziative, Repressione.

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