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Romanzo Famigliare: Mamma che fiction!

articolo pubblicato su Umanità Nova n. 3 del 2018

Romanzo Famigliare: Mamma che fiction!

Lo scatolone televisivo ce l’ha mostrata in tutta la salsamelassa-fiction che era possibile, da cui abbiamo ricavato delle grandi verità.

Livorno dunque è solo Accademia navale e lungomare. Non esistono quartieri popolari, case normali, periferie etc., per non parlare di tutte le altre e più pesanti problematiche. Solo un bel salotto con un mastodontico soprammobile che è l’Accademia navale.

Personaggio chiave della storia un ufficiale della marina militare strafigo, alto-bello-sicuro di sé. È un po’ rigido sì, perché un militare deve esserlo, disciplina e serietà lo impongono, però sa gestire le donne, perché la caserma è una grande scuola di vita. Riesce a reggere, con alti e bassi, una moglie un po’ idiota e una figliola un po’ scemina anche lei. È in grado di riportare ordine nelle attività riproduttive delle donne che lo circondano: si fa il test di paternità e riafferma il proprio ruolo di pater familias, perché la moglie non si ricordava con chi a suo tempo aveva concepito cotanta prole. Non batte ciglio davanti alla gravidanza della figlia sedicenne perché rimanere incinte è quello che le donne sanno fare, bisogna compatirle. Riuscirà anche ad ammorbidire la cadetta accademista fanatica-fascista-razzista (una caricatura ovviamente! i militari non sono mica così!), richiamandola al suo dovere di fare figli.Patrizia N.

Quando proprio non ce la fa, ricorre alla forza, che, è bene ricordarlo, non è solo morale, ma anche fisica, e qualche volta vediamo che alza le mani sulla moglie intemperante e scema, fermato dalla figlia che ha i superpoteri dati dalla gravidanza; però, insomma, si capisce che qualche volta può scappare la pazienza e può succedere di picchiare la moglie, ma questo niente toglie al fatto di essere strafigo, anzi. In una rocambolesca complicazione dell’intreccio che si fa arzigogolato per dissimulare l’inconsistenza della trama, incontra un trans, ma riafferma con forza il suo ruolo di maschio italico con stellette (c’è anche il collega ufficiale gay, ma non a caso ha una moglie con l’alopecia e una figlia anoressico bulimica, mica come lui che ce l’ha feconda e fattrice!).

Altre verità che ci vengono snocciolate: la maternità di una adolescente non comporta nessun problema perché può essere gestita in famiglia e la ragazzina non si deve porre nessun interrogativo sul suo futuro (l’autodeterminazione? che roba è?); l’aborto va fatto solo se c’è un rischio di malattia per il feto, sennò nisba; si dice che ci sono medici obiettori che nelle cliniche private poi praticano aborti e che sono pochi i veri medici obiettori, cioè quegli obiettori di coscienza che “hanno una coscienza” (citazione testuale dalla puntata numero2).

E il mondo esterno? La famiglia popolare rappresentata con sovrabbondanza di livornesità (gli altri sono livornesi, ma straricchi ed ebrei) sembra ripresa dai bruttisporchiecattivi di Scola: sono spacciatori, avidi e delinquenti, lasciano persino nei guai il figlio adolescente, che hanno fatto anche diventare sordo da piccino perché non lo hanno curato (sarà poi curato dalla mamma della ragazza incinta, più umanitaria della Boldrini…).

C’è anche il cattivo, un ucraino che fu adottato come bimbo di Chernobyl dalla famiglia straricca e che ora, adulto, trama nell’ombra per rovinare i suoi benefattori e impossessarsi del patrimonio (vai a fare del bene agli stranieri!).

E, in cotanto degrado, menomale che c’è lei, l’Accademia, coi cadetti veri che recitano sé stessi, l’Ammiraglio che interpreta la parte dell’Ammiraglio e addirittura la Pinotti che fa la comparsa e appare in visita ufficiale: un mondo lindo in bianco e blu, impeccabile nei gesti senza senso, salire e scendere dalle funi a che pro? andare avanti e indietro in fila a che pro? D’altra parte sono questi i mestieri utili, perché danno “un senso d’ordine e di pulizia”, un mondo pieno di certezze. qualcosa che se non ci fosse andrebbe inventato.

Pochissime le interruzioni pubblicitarie: ma c’è forse bisogno di sponsor oltre alla Marina militare? Chissà quali sorprese ci riserveranno le prossime puntate… chissà se ci faranno finalmente vedere la misteriosa grata sotterranea che ostruirebbe il Rio Maggiore tombato… Aspettiamo fiduciosi, quello che vedremo sarà tutta verità!

Patrizia N.

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Edicola P.zza Grande (angolo via Pieroni)
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Edicola Dharma – viale di Antignano
Libreria Belforte – via Roma 59
Caffè-Libreria Le cicale operose – Corso Amedeo 101
Bar Dolcenera via della Madonna 38
Pub “Birra Amiata House” – via della Madonna, 51
Federazione Anarchica Livornese – via degli Asili 33

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