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Sulla deportazione dai centri di accoglienza a Livorno, una testimonianza

Circa un mese fa ha preso il via in molte città l’operazione di chiusura di centri di accoglienza con conseguente deportazione delle persone che vi vivevano. Quella che segue è la testimonianza di Franco, coordinatore dell’associazione Africa Academy Calcio, che da alcuni anni lavora con giovani stranieri nel campo dello sport e del sociale, riguardo a quello che è avvenuto a Livorno il 29 aprile.

 

Livorno ha dimenticato la sua storia fatta di accoglienza e solidarietà 

Dopo che molti Centri di accoglienza per richiedenti asilo gestiti da associazioni hanno chiuso i battenti per il Decreto Salvini, anche a Livorno, da lunedi 29 aprile, nell’indifferenza di tutte le forze politiche che in questo tempo di elezioni sbandierano il loro antifascismo, molti giovani migranti sono stati caricati su un pullman e deportati nella Val di Cornia.

Io ero presente in quell’occasione e ho visto scene che mai avrei pensato di vedere nel corso della mia vita. La sofferenza dei ragazzi con i loro bagagli e le loro poche cose mentre salire su un pullman con destinazione il niente per una vita d’inferno. Siamo tornati a quelle notti in cui gli ebrei venivano caricati sui camion tedeschi e deportati nei campi di concentramento e intorno, come ha detto sempre Primo Levi, non c’era nessuno a protestare. La polizia, come al solito, presenziava con aria minacciosa impedendo ai giovani migranti qualsiasi contatto con l’esterno.

Anche i militari tedeschi facevano così, tenevano a distanza gli “estranei” con metodi violenti. Dopo gli abbracci ai ragazzi, di cui due appartenevano ad Africa Academy Calcio, il pullman è partito. Non mi aspetto niente dalle forze politiche né dall’Amministrazione locale ma è stata una vergogna per una Livorno che si è sempre contraddistinta per il suo antifascismo non vedere nessuno a portare un po’ di solidarietà a quei ragazzi, un abbraccio, fargli vedere che comprendevamo il loro star male. La Livorno delle Livornine non esiste più,  è stata abolita dall’indifferenza!!

Dal 29 aprile il disinteresse e la mancanza di umanità hanno trionfato per la gioia di leghisti e fascisti. Sarebbe stata anche una testimonianza per coloro che vedono nella migrazione il problema dei problemi ben sapendo di fingere alla grande, perché sanno benissimo quale sarà il destino di questi di questi giovani.

Infatti molti di loro sono stati deportati alla Franciana, vecchia scuola adibita a Centro di Prima Accoglienza per rifugiati politici situata tra Piombino e Venturina.

Sono stato alla Franciana in quanto ho portato documenti sanitari ai ragazzi della Africa Academy Calcio e vestiti a tutti quanti. La cosa incredibile è che questa scuola è situata in mezzo alla campagna, isolata da tutto e da tutti.

Le aule sono state trasformate in camere dove sono stati sistemati 10 letti in cui i ragazzi dormono e mettono le loro cose in armadietti fatiscenti. La noia e la malinconia sono le condizioni con cui hanno a che fare. Privacy zero quando sono tutti in camerata. Leggere, meditare, pregare diventa veramente difficile causa il sovraffollamento.

Quando escono lo possono fare solo nelle vicinanze, non perché non possono uscire ma perché non sanno dove andare. Piombino dista 17 km e Venturina 6. Gli addetti della Croce Rossa che hanno la gestione della struttura vanno a pulire le stanze ciclicamente e il mangiare viene portato da una cooperativa di Piombino.

Il responsabile è talmente ligio al diktat della Prefettura che non lascia entrare nessuno nemmeno per una parola di conforto o la distribuzione di indumenti. Perché la paura della perdita del posto di lavoro è più forte dell’umanità che si può provare per questi ragazzi.

Davanti al cancello scorre un fosso colmo di acqua putrida e puzzolente piena anche di plastica e scartoffie. Non mi meraviglierebbe che prossimamente venisse bonificato dai ragazzi a costo zero.

D’estate le zanzare abbonderanno e saranno fastidiose. Quale speranza dunque per questi ragazzi?

Le associazioni livornesi che li ospitavano hanno detto che sono state scelte le migliori soluzioni per la loro vita.

La Franciana è una struttura deficitaria sia dal punto di vista strutturale sia perché non offre niente ai ragazzi, solo noia e abbattimento morale. I ragazzi della Africa Academy infatti dopo una settimana di permanenza in questa struttura hanno palesato problemi psicologici notevoli, perché passare da una vita fatta d’impegni ad una vita fatta di niente è drammatico.

La legge Salvini ha vanificato anche tutti gli sforzi che sono stati fatti per ricreare una armonia nella psiche di questi ragazzi che presentavano segni di problematiche dovute ai bombardamenti visti e vissuti nei luoghi di provenienza, agli stupri, agli annegamenti, alle percosse in Libia e sul nostro territorio. Riportarli in una condizione di smarrimento totale in un ambiente come la Franciana, con l’ombra minacciosa del caporalato, può portarli a peggiorare di nuovo, ben sapendo che l’abbattimento ha portato in altre realtà anche al suicidio.

Quando sono andato alla Franciana sono stato inizialmente scambiato per un caporale da alcuni che vivono là da diverso tempo, e ho pensato a quanti caporali si presenteranno o si sono già presentati in questa struttura per portare i ragazzi a lavorare nella Val di Cornia.

Il territorio agro alimentare della zona è vastissimo e penso che l’intento della Prefettura di Livorno sia stato proprio quello di mandare questi ragazzi ad alimentare la forza lavoro degli imprenditori locali che pur di realizzare il loro profitto pagheranno pochi spiccioli ai ragazzi.

È la manodopera di riserva, quella che serve ai padroni per realizzare una rete capillare di profitto di cui anche il caporalato fa parte.

La pace per questi ragazzi è davvero dura !!

Franco Marrucci

(questo articolo sarà pubblicato su Umanità Nova)

 

 

 

Posted in Antirazzismo, Generale, Lavoro.

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