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Stato Brado in concerto – serata benefit contro la repressione

STATO BRADO IN CONCERTO

La solidarietà è un’arma

serata benefit contro la repressione

 

Sabato 12 aprile

presso la Federazione Anarchica Livornese, Via degli Asili 33

 

ore 20

aperitivo

ore 22

Stato Brado in concerto

 

Federazione Anarchica Livornese

Collettivo Anarchico Libertario

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Contro la repressione

CONTRO LA REPRESSIONE
Come Collettivo Anarchico Libertario esprimiamo solidarietà alla Ex Caserma Occupata e sosteniamo la manifestazione di sabato 29 marzo.
Le lotte sociali condotte da lavoratori, disoccupati, senza casa e l’azione di chi vuole un radicale cambiamento sociale sono, sempre più negli ultimi anni, sotto l’attacco della repressione dello Stato.
Anche a Livorno questo si traduce nelle innumerevoli denunce per manifestazioni ed occupazioni, nei processi ai danni di numerosi compagni, nelle perquisizioni e nella restrizione della libertà personale. Un esempio tra tutti è il “processone” in cui sono imputati 21 compagni di varie realtà cittadine per i fatti del 30 novembre, 1 e 2 dicembre 2012. In questo caso le due giornate di violenza poliziesca in piazza ed il grande corteo che riaffermò la libertà di manifestazione in città, sono presentate come una pianificata azione eversiva, in un processo che di fatto è un processo politico al movimento in città.
A Livorno tutte le realtà di movimento sono colpite più o meno direttamente dalla repressione, compreso il nostro Collettivo, e siamo solidali con tutti coloro che subiscono questo attacco. Per questo rispondiamo all’appello della Ex Caserma Occupata, tra le realtà più colpite in città a causa della propria attività quotidiana.
Livorno non è certo un caso isolato. In tutta Italia infatti assistiamo ad un inasprimento della repressione politica e sociale.
L’esempio più evidente è quello del movimento NO TAV. Sono circa 600 gli imputati in processi legati alle iniziative di lotta del movimento, circa un migliaio gli indagati e decine sono le persone sottoposte a forme di restrizione della libertà. A questa durissima repressione si è aggiunto un nuovo capitolo: lo scorso 9 dicembre tre compagni ed una compagna ritenuti responsabili del danneggiamento ad alcune attrezzature del cantiere vengono arrestati con l’accusa di terrorismo.
Il teorema accusatorio della Procura di Torino è basato sull’articolo 270 sexies del codice penale, che prevede l’accusa di terrorismo per chiunque rechi “grave danno ad un Paese o ad un’organizzazione internazionale” o tenti di “costringere i poteri pubblici o un’organizzazione internazionale a compiere o astenersi dal compiere un qualsiasi atto”. Il 14 maggio a Torino si terrà la prima udienza del processo a carico di questi compagni. Per questo,  sabato 10 maggio a Torino ci sarà una grande manifestazione popolare di solidarietà organizzata dal movimento NO TAV. Se passasse questo teorema accusatorio, qualsiasi azione di lotta in opposizione alle decisioni del governo (per esempio anche un blocco stradale dei lavoratori o un’occupazione di una scuola da parte degli studenti) potrebbe essere perseguita come atto terroristico.
In ragione di questo contesto nazionale è a nostro avviso ancora più importante scendere in piazza sabato 29 a Livorno. Di fronte alla repressione è infatti fondamentale rilanciare le lotte sociali e dare una risposta unitaria, estendendo la solidarietà.
ESTENDERE LA SOLIDARIETA’
RILANCIARE LA LOTTA
Collettivo Anarchico Libertario

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Serata Solidale – Marco del Giudice in concerto

Sabato 5 aprile

presso la Federazione Anarchica Livornese, v.degli Asili 33

SERATA SOLIDALE

Marco Del Giudice

in concerto

CI PIACE RIFARLE COSI’

Canzoni d’autore riviste e scorrette: un piccolo itinerario nelle canzoni d’autore – originale e non

Brani di Marco del Giudice, Fabrizio De Andrè, Enzo Jannacci, Ivano Fossati, Vinicio Capossela, Chico Barque de Hollanda, Trilussa, Boris Vian, Piazzolla, Paolo Conte, Edoardo Bennato…

ore 20: cena sociale (prenotazioni 3339861219 – 3331091165)

ore 22: serata musicale con il gruppo “Las Barricadas” – Marco Del Giudice chitarra e voce,

Davide Loi chitarra e voce, Simone Loi basso, Dario Del Giudice batteria.

Federazione Anarchica Livornese

Collettivo Anarchico Libertario

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Colpevoli di resistere – Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò liberi!

 

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Colpevoli di resistere
Il 14 maggio a Torino si aprirà il processo a carico di Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò accusati di terrorismo per il sabotaggio di un compressore.
Attraverso l’accusa di terrorismo contro alcuni NO TAV si vogliono colpire tutte le lotte.
Sabato 10 maggio ore 14 (ritrovo in Piazza Adriano)
Manifestazione popolare a Torino
perché Chi attacca alcuni di noi, attacca tutte e tutti
perché Le loro bugie, i loro manganelli, le loro inchieste non ci fermano
Resistiamo allo spreco delle risorse, alla  devastazione del territorio, alla rapina su i  salari, le  pensioni e la sanità.
Chiara, Claudio, Niccolò, Mattia liberi subito.
Movimento No Tav

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“Livorno non si piega!” Firma l’appello del comitato

Firma l’appello del Comitato di Solidarietà “Livorno non si piega!” in solidarietà con gli imputati per i fatti del dicembre 2012 a Livorno.
http://firmiamo.it/appello-livorno-non-si-piega#signatures

Per firmare è sufficiente riempire gli spazi nella colonna a destra sotto a “Firma compilando il modulo” e poi cliccare su “Firma la petizione”.

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L’APPELLO DEL COMITATO:

Il Comitato “LIVORNO NON SI PIEGA!” sostiene gli indagati per i presidi e le manifestazioni convocati dalla Ex-Caserma Occupata nei giorni del 30 novembre, 1 e 2 dicembre 2012 a Livorno.
Nella serata di venerdì 30 novembre 2012, alcuni manifestanti che volevano contestare Bersani, come qualche settimana prima era avvenuto senza problemi per Renzi, sono stati repressi duramente, con pugni e manganellate.

Il giorno successivo il presidio di protesta è stato caricato da uno spropositato dispiegamento delle forze dell’ordine con violenza inaudita, cosa da molti criticata. Proprio questa violenza gratuita determinò la legittima risposta della città: un migliaio di livornesi scesero in piazza domenica 2, decisi a non rimanere in silenzio di fronte all’ennesimo attentato alla libertà di espressione e manifestazione e a sostenere, insieme all’agibilità politica di tutti, le legittime istanze di cambiamento radicale di cui i movimenti sociali sono portatori e protagonisti.

Sono 34 gli indagati, di cui 22 rinviati a giudizio, tre di loro ancora oggi sottoposti alla misura cautelare dell’obbligo di firma tre volte a settimana.

La pubblica accusa ha costruito un teorema accusatorio molto preciso, secondo cui ci sarebbe un gruppo criminale dedito alla violenza che avrebbe organizzato in maniera premeditata il cosiddetto “assalto alla Prefettura” e gli incidenti dei giorni precedenti.

Il Comitato fa appello a tutti i cittadini, alle organizzazioni e le strutture politiche, sindacali, culturali, sociali, a chi ha a cuore la libertà e la tutela dei diritti di espressione delle idee e manifestazione e l’agibilità politica, ad esprimere la propria solidarietà agli indagati FIRMANDO QUESTO APPELLO.

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Assemblea-dibattito: Anarchismo e lotte sociali in Grecia

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Anarchismo e lotte sociali in Grecia
Resistenza e autogestione nella crisi greca, il ruolo del movimento anarchico tra lotta e organizzazione
Venerdì 21 marzo
presso la sede della Federazione Anarchica Livornese
Via degli Asili 33, Livorno
ore 20
aperitivo e buffet
ore 21
Assemblea – dibattito
con video, foto e materiale vario
ne parleremo con Dario Antonelli della Commissione di relazioni internazionali della F.A.I.
Collettivo Anarchico Libertario
Federazione Anarchica Livornese

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Mio il corpo, mia la scelta – tre giorni di iniziative

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Dichiarazione degli Internazionalisti contro la guerra in Ucraina

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Dichiarazione degli Internazionalisti contro la guerra in Ucraina
GUERRA ALLA GUERRA!

NON UNA SOLA GOCCIA DI SANGUE PER LA NAZIONE!

La lotta per il potere tra clan oligarchici in Ucraina minaccia di inasprirsi ed evolvere in un conflitto armato internazionale. Il capitalismo russo intende usare la redistribuzione del potere dello Stato ucraino al fine di mettere in atto le proprie aspirazioni imperiali e espansionistiche di vecchia data nei confronti della Crimea e dell’Ucraina orientale, dove ha forti interessi economici, finanziari e politici.

Nel contesto della prossima fase dell’incombente crisi economica in Russia, il regime sta cercando di alimentare il nazionalismo russo per distrarre l’attenzione dai crescenti problemi socio-economici dei lavoratori: salari e pensioni miseri, smantellamento della assistenza sanitaria disponibile, come dell’educazione e di atri servizi sociali. Nel tuonare della retorica nazionalista militante è facile completare la formazione di uno stato corporativo e autoritario, basato su valori reazionari e conservatori e politiche repressive.

In Ucraina, l’acuta crisi politica ed economica ha portato ad un confronto più duro tra i “vecchi” ed i “nuovi” clan oligarchici, ed i primi si sono uniti a formazioni dell’ultra-destra ed ultra-nazionaliste per fare un colpo di stato a Kiev. L’elite politica della Crimea e dell’Ucraina orientale non intende condividere il proprio potere e le proprie proprietà con i governanti di turno a Kiev e prova a fare affidamento sull’aiuto del governo russo. Ci sono scontri armati, spargimenti di sangue. Le potenze occidentali hanno i propri interessi e le proprie aspirazioni, ed il loro intervento nel conflitto potrebbe portare alla III Guerra Mondiale.

Le élites padronali in guerra tra loro, come sempre, forzano a combattere per i propri interessi noi, gente comune: lavoratori salariati, disoccupati, studenti, pensionati… Rendendoci degli alcolizzati della droga nazionalista, essi ci pongono gli uni contro gli altri, facendoci dimentcare i nostri reali bisogni ed interessi: noi non ci preoccupiamo, non possiamo preoccuparci delle loro “nazioni” dove noi siamo preoccupati di problemi più vitali e pressanti – come arrivare alla fine del mese nel sistema che hanno trovato per schiavizzarci ed opprimerci.

Non cederemo di fronte all’intossicazione nazionalista. Al diavolo i loro stati e “nazioni”, le loro bandiere ed i loro uffici! Questa non è la nostra guerra, e non dobbiamo andarci, pagando con il nostro sangue i loro palazzi, i loro conti in banca ed il loro piacere di sedere sulle soffici poltrone delle autorità. E se i padroni a Mosca, Kiev, Lviv, Kharkiv, Donetsk e Simferopol iniziano questa guerra, il nostro dovere è resistere ad essa con ogni mezzo possibile!

NESSUNA GUERRA TRA LE “NAZIONI” – NESSUNA PACE TRA LE CLASSI!
KRAS, Sezione Russa dell’Associazione Internazionale dei Lavoratori

Internazionalisti di Ucraina, Russia, Moldavia, Israele, Lituania, Romania, Polonia

Federazione Anarchica della Moldavia

Frazione dei Socialisti Rivoluzionari (Ucraina)

Workers Solidarity Alliance (North America)
Il comunicato è aperto alla firma delle organizzazioni che lo condividono

 

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Ucraina. Una posizione chiara.

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Una posizione chiara

Comprendere i fatti degli ultimi mesi in Ucraina non sembra facile. Soffermarsi sugli eventi in un momento come questo, in cui la situazione evolve di ora in ora, non servirebbe a chiarire il quadro.

Inoltre senza una chiave generale di lettura, senza un chiarimento politico e teorico, ogni tentativo di interpretazione dei fatti rischia di finire sommerso dalla confusione mediatica, perdendo così l’orientamento, finendo per approdare alle posizioni più disparate.

Allo stesso tempo va respinto ogni approccio che rappresenti la realtà come comprensibile solo a pochi eletti. Una visione settaria che impiega vecchi dogmi e schemi identitari totalmente inadeguati e devianti.

Tutto questo vale ovviamente non solo per quanto sta avvenendo in Ucraina, ma più in generale per ogni tentativo di leggere la realtà che ci circonda.

 

Lo specifico caso dell’Ucraina è molto utile però per capire dove può portare un approccio inadeguato alla realtà. Da una parte c’è una vera e propria propaganda portata avanti dai media ufficiali, che è molto forte anche in Italia. Questa propaganda rappresenta come liberatori quei gruppi nazisti e fascisti che hanno costituito la base militante della mobilitazione antigovernativa dei mesi scorsi, portando al potere il partito di Yulia Timoshenko, “Batkivshchyna” (Patria), perfetto esempio di corruzione, sostenuto da Unione Europea e Stati Uniti. Dall’altra c’è anche chi in Italia esalta il sedicente “antifascismo” interclassista di chi sfila con gli ultra ortodossi russi in Crimea, dimenticandosi che anche la nostalgia per il passato sovietico fa parte della nuova identità russa su cui si regge il potere di Putin. In entrambe i casi si finisce per sostenere semplicemente una delle potenze imperialiste in gioco.

 

In Ucraina la natura del conflitto in atto è giunta ad un’evidenza quasi estrema, probabilmente per la portata degli interessi che vi si scontrano, per la sovrapposizione delle tensioni locali con quelle internazionali, e per lo scontro ormai quasi diretto tra le grandi potenze in campo.

 

È evidente che questa situazione è solo l’ultima manifestazione dell’inasprimento di tensioni internazionali che negli ultimi anni sono emerse sempre più violentemente, dalla Georgia alla Siria.

Bisogna però evitare di focalizzarsi solo sul piano macroscopico. È importante infatti comprendere la complessità degli eventi anche sul piano locale, riconoscendone le contraddizioni e individuando gli spazi di autonomia in cui è possibile intervenire.

Tuttavia c’è una questione che non può essere elusa: la questione di classe. In tutti questi conflitti i lavoratori appaiono come dei grandi assenti. In realtà ci sono, ma sono divisi e schiacciati dall’oppressione, costretti a combattere gli uni contro gli altri, per una guerra che non è certo loro.

 

Questo breve testo intende dare solo alcuni spunti per favorire lo sviluppo di un dibattito reale sulla situazione internazionale, che possa servire a sviluppare un intervento concreto e a definire meglio le nostre posizioni. Il movimento anarchico ha sempre mantenuto una posizione coerente e chiara, con una prospettiva rivoluzionaria e di classe, in senso internazionalista ed antistatalista in base alla quale organizza la propria azione politica. Questo deve essere il punto di riferimento da cui partire, cercando di estendere il più possibile queste posizioni anche ben al di là del movimento anarchico.

 

È importante sostenere i compagni che in Ucraina lottano con coerenza. Infatti per quanto ci possa sembrare distante, l’Ucraina non è lontana. Quanto accade oggi in quel paese ci mostra chiaramente cosa può accadere in un paese in cui i lavoratori sono divisi e ridotti in ginocchio, in questo caso da decenni di capitalismo di stato e da venti anni di capitalismo post-sovietico. Quanto accade oggi in Ucraina ci dà ulteriore conferma del ruolo dei fascisti, da sempre al servizio della borghesia e delle classi dirigenti. Quanto accade oggi in Ucraina ci ricorda, se ancora ce ne fosse bisogno, il ruolo dello Stato e dei suoi apparati, pronti alla più sanguinosa repressione pur di mantenere i propri privilegi. Quanto accade oggi in Ucraina ci mette in guardia sul livello di scontro tra le potenze imperialiste raggiunto sul piano internazionale. Comunque si sviluppi la situazione in Ucraina, l’invasione della Crimea da parte della Russia è un primo atto di guerra che non resterà senza conseguenze. Bisogna aver chiaro che qualcosa è cambiato sul piano dei rapporti tra le potenze, e che, se anche in Ucraina non si arrivasse ad un conflitto di portata regionale, sarà necessario rilanciare un forte intervento antimilitarista, preparandosi a contrastare la partecipazione della NATO e dell’Italia a qualsiasi guerra futura. La prima guerra mondiale di cui i governanti macellai dei giorni nostri celebrano il centenario proprio quest’anno, non è che uno degli esempi del baratro che ci attende se non sapremo opporgli l’unione dei proletari, dei lavoratori, dall’Ucraina alla Russia, fino ai paesi occidentali.

 

Dario Antonelli

Questo articolo sarà pubblicato sul prossimo numero di Umanità Nova

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Comunicato della AWU ucraina sull’intervento russo

Comunicato della AWU ucraina sull’intervento russo

Il 27 Febbraio 2014, gli sciovinisti pro-Russi di Crimea, supportati dalla polizia antisommossa Berkut e dalla Flotta Russa del Mar Nero, hanno messo a segno un colpo di stato militare in Crimea. Fin da ora è ovvio che il governo del movimento “Unità Russa” guidato da Aksionov non è niente di più che una marionetta del regime del Cremlino.

Non ci riguarda l’integrità territoriale dell’Ucraina e l’inviolabilità dei suoi confini come valore, noi siamo contro la violenta “pacificazione” della Crimea, ma pensiamo che lo status della Crimea debba essere definito tenendo conto dell’opinione della minoranza tatara di Crimea.

Gli ultimi eventi mostrano che Putin non si limiterà all’annessione della Crimea. L’obiettivo del regime imperialista del Cremlino è estendere le pratiche russe a tutto il territorio dell’Ucraina.

In questo modo il regime russo dà prova di essere la principale minaccia agli interessi del proletariato nell’area post-sovietica.

Noi siamo oppositori della guerra e del militarismo. Ma pensiamo che in questa situazione i proletari coscienti non possono contare su nessuno, se non su loro stessi.

Non è neanche in discussione apettare il “soccorso” della NATO. I politici nazionalisti ucraini possono solo organizzare la difesa di una parte di territorio al massimo. La guerra potrà essere evitata solo se i proletari di tutti i paesi, primi e innanzitutto ucraini e russi, insieme fanno fronte contro il regime criminale di Putin.

L’azione unita del proletariato ucraino e russo e di tutte le forze democratiche che metteranno fine al regime di Putin, significherà anche la fine delll’attuale regime neoliberista e nazionalista in Ucraina.

Mentre per la sinistra e gli anarchici occidentali è venuto davvero il momento di tagliare i legami con il cosiddetto “anti-imperialismo” che arriva a supportare il regime di Putin contro gli Stati Uniti.

Nesuna guerra tra le nazioni, nessuna pace tra le classi!

Autonomous Workers Union

02.03.2014

AWU Statement On Russian Intervention/Über die russische Intervention – Erklärung der Autonomen Union der ArbeiterInnen Kiev

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