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Appello per l’8 marzo

APPELLO PER L’8 MARZO

La recente giornata di mobilitazione delle donne del 13 febbraio ha dimostrato limiti e potenzialità. I limiti, evidentissimi e rilevati da più parti, erano palesi nei contenuti dell’appello nazionale: una identificazione della donna nei ruoli familistici e patriarcali di madre, sposa etc, assunti come modello di dignità; un incitamento al moralismo legato alla valorizzazione delle donne perbene, alla negazione del corpo e della sessualità . Questi gli stereotipi, da sempre proposti dalla cultura patriarcale- religiosa e fortemente combattuti dal femminismo, su cui si è costruito l’appello a manifestare per la dignità delle donne. Accanto a questi, “nuovi” stereotipi, legati ad una società sempre più violenta e maschilista, alla logica di uno stato razzista e in guerra: la valorizzazione delle donne di successo, delle donne in divisa, delle donne che esprimono l’identità nazionale e religiosa, delle donne che si identificano con le istituzioni patrie.

Un appello che ha generato però anche critiche e dibattito. Una giornata rigidamente pianificata all’interno della campagna antiberlusconiana, che però, in molte città, ha dovuto fare i conti con presenze vivaci, critiche e demistificatorie. Quindi il 13 febbraio ha espresso anche delle potenzialità, o almeno una voglia di essere in piazza anche con contenuti diversi da quelli

canonicamente determinati

A Livorno la liturgia della manifestazione del 13 febbraio è stata quella della recita scolastica: poesiole, intervento delle autorità, canzoncine e lancio di palloncini. La giornata è stata costruita evitando accuratamente di attivare un percorso che avrebbe potuto portare ad una partecipazione di massa, ma che avrebbe potuto anche dare spazio a voci critiche.

Consapevoli della necessità di intervenire su un terreno irrinunciabile come quello della autodeterminazione delle donne, di dare voce ad un lavoro e ad un’elaborazione che che tante e tanti di noi non hanno mai trascurato, di denunciare le politiche sessiste che la chiesa e i vari governi hanno attuato negli anni, lanciamo un appello per costruire , a livello locale, una iniziativa nella giornata dell’otto marzo. Ci rivolgiamo a collettivi, gruppi, associazioni, organizzazioni politiche e sindacali, singole e singoli che condividano le seguenti tematiche e che le vogliano arricchire con ulteriori contributi:

– contro la riproposizione moralistica dei ruoli patriarcali e del familismo

– contro la mortificazione del corpo femminile, per la libertà sessuale e per il diritto all’autodeterminazione

– per denunciare le politiche sessiste dello stato, della chiesa, di questo e di altri governi

– per denunciare la cultura della gerarchia, della violenza,del dominio maschile sul corpo femminile

– per denunciare qualsiasi strumentalizzazione politica delle donne (vedi attuale campagna antiberlusconi, ma anche recente campagna razzista sugli stupri commessi da stranieri precedente all’approvazione del pacchetto sicurezza)

– contro la politica di tagli sulle spese sociali che lega sempre più le donne ai ruoli tradizionali

– contro l’imposizione della crisi e della precarietà che si scaricano sui settori sociali più deboli, limitando ulteriormente la loro autonomia

per altro ancora

proponiamo di incontrarci per avviare la discussione e la costruzione di un’iniziativa a Livorno l’8 marzo

giovedì alle ore 9.30 presso la saletta riunioni dell’Unicobas via Pieroni 27, terzo piano.

FEDERAZIONE ANARCHICA LIVORNESE

Posted in Antisessismo, Generale, Iniziative.

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