Tribunale del riesame per 4 No Tav: carcere per Luca e Giorgio, ai
domiciliari Zeno e Federico
Oltre a Tobia Imperato trasferito nel carcere di Cuneo, anche Luca
Cientanni è stato spostato per punizione nel carcere di Ivrea.
Questa mattina, lo riferisce l’avvocato Lamacchia, il tribunale del
riesame si è pronunciato sulle richieste di scarcerazione dei quattro No
Tav per i quali c’è stata l’udienza il 6 febbraio.
Luca Cientanni e Giorgio Rossetto restano in carcere, a Federico Guido e
Zeno Rocca sono stati concessi i domiciliari. L’udienza del riesame per
gli altri No Tav è stata fissata il 13 febbraio: l’esito si saprà il
prossimo fine settimana.
Giungono notizie dal carcere da Gabriela Avossa, le cui condizioni di
detenzione sono particolarmente dure: è rinchiusa in una cella senza
finestre e dorme in un letto pieno di pulci.
Un motivo in più per essere in tanti alla manifestazione del 25 febbraio
da Bussoleno a Susa.
Per informazioni e approfondimenti: http://anarresinfo.noblogs.org
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By collettivo
– Febbraio 11, 2012
Il 16 gennaio 2010 si tenne a Livorno il corteo nazionale contro gli omicidi di Stato organizzato per iniziativa di Maria Ciuffi, madre di Marcello Lonzi, ucciso nel carcere Le Sughere di Livorno l’11 luglio 2003. Oltre mille persone scesero in piazza quel giorno con un corteo comunicativo che attraversò il centro della città, una importante manifestazione alla quale parteciparono anche i familiari di altre vittime.
In quell’occasione la città fu di fatto militarizzata con una massiccia e provocatoria presenza di decine di mezzi blindati e centinaia di agenti in assetto antisommossa. Quel 16 gennaio il centro venne stretto d’assedio dalle forze dell’ordine, rimosse auto e cassonetti, fatti chiudere i negozi ed addirittura le farmacie. Un tentativo di isolare la manifestazione che non riuscì a intimidire chi quel giorno era in piazza. In quell’occasione venne da più parti denunciata la volontà delle autorità di provocare e criminalizzare il corteo.
Tre compagni che il 16 gennaio di due anni fa parteciparono a quella manifestazione sono in questi giorni sotto processo a Livorno, accusati di aver cercato di allontanare dal corteo alcuni agenti della Digos che stavano schedando e riprendendo alcuni manifestanti.
A questi, due compagni ed una compagna, va la nostra solidarietà ed il nostro sostegno.
Contro ogni repressione
Per una società libera dalla violenza e dall’oppressione dello Stato
Collettivo Anarchico Libertario
collettivoanarchico-at-hotmail.it
http//collettivoanarchico.noblogs.org
Federazione Anarchica Livornese – F.A.I.
cdcfedanarchicalivornese-at-virgilio.it

una foto del corteo contro gli omicidi di Stato, lo striscione di apertura tenuto dai familiari delle vittime.
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By collettivo
– Febbraio 5, 2012
Il presidio organizzato da Vertenza Livorno per il ripescaggio dei bidoni tossici, che si sarebbe dovuto tenere domani giovedì 2 febbraio è stato annullato a causa delle condizioni meteorologiche.
http://www.senzasoste.it/livorno/rimandato-il-presidio-di-protesta-per-il-ripescaggio-dei-bidoni-tossi
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By collettivo
– Febbraio 1, 2012
da:senzasoste.it
A quasi due mesi di distanza dall’incidente del cargo “Venezia” della compagnia Grimaldi, che ha scaricato nel nostro mare quasi 200 bidoni contenenti sostanze tossiche, la vicenda sembra finita nel dimenticatoio.
Nonostante la gravità del fatto (il contenuto dei bidoni può contaminare le acque marine e il pesce e incendiarsi al contatto con l’aria) sulla vicenda è calato il silenzio: la stampa locale ha messo la sordina, niente è dato di sapere del piano di recupero dei bidoni che la Grimaldi avrebbe presentato alle autorità e niente è trapelato dell’inchiesta che avrebbe aperto la magistratura.
Le forze politiche cittadine, sempre pronte a polemizzare tra loro sul nulla, non ritengono di dover approfondire le pesanti responsabilità di chi ha omesso di avvisare tempestivamente dell’incidente la popolazione.
Primo fra tutti il sindaco Cosimi, che ha addirittura mentito dichiarando che il Comune non era stato informato subito dell’incidente dalla Capitaneria di Porto.
L’assoluta indifferenza delle autorità dimostra ancora una volta che per loro l’ambiente e la salute di tutti non contano nulla di fronte al profitto di pochi.
Del resto non si contano più i progetti devastanti che Regione, Provincia e Comune vogliono imporre al nostro territorio: rigassificatore offshore, inceneritore di area vasta, centrali a biomasse, megadiscariche, impianti il più delle volte autorizzati con procedure di dubbia regolarità e senza nessun riguardo per la sicurezza dei livornesi e il rispetto dell’ambiente.
Noi non accettiamo che anche questa vicenda finisca a tarallucci e vino: vogliamo che venga fatta chiarezza su quanto è accaduto -manca ancora una ricostruzione ufficiale del disastro- ma soprattutto pretendiamo che i bidoni vengano recuperati al più presto a spese della Grimaldi. I politici e i funzionari irresponsabili (sindaco in testa) che non hanno tempestivamente informato la popolazione dell’incidente devono dimettersi.
Inoltre è assolutamente necessario e urgente accertare la verità sui traffici di rifiuti tossici nel nostro mare, sull’inquinamento che ne deriva e sulle conseguenze di tale inquinamento sulla salute dei cittadini. Per questi motivi convochiamo un
PRESIDIO DI PROTESTA
GIOVEDI 2 FEBBRAIO 2012 ALLE ORE 16,00
IN PIAZZA DEL MUNICIPIO
Rete Vertenza Livorno per la difesa della salute pubblica e dell’ambiente
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By collettivo
– Gennaio 31, 2012
Oltre un centinaio i partecipanti al presidio in solidarietà con il movimento NO TAV, che si è svolto nel pomeriggio di sabato 28 Gennaio alla Stazione Centrale di Livorno.
Dietro lo striscione “Solidali e Complici con gli/le arrestati/e della Val di Susa” è stato improvvisato un corteo all’interno della stazione, con slogan, interventi e volantinaggi. Nonostante la massiccia presenza di polizia e carabinieri, che hanno di fatto militarizzato la zona, l’iniziativa di solidarietà è stata comunicativa e vi hanno preso parte anche i locali comitati ambientalisti.
Il piccolo corteo ha poi percorso il primo binario per andare ad attaccare uno striscione di fronte agli uffici del personale, mentre un gruppo di compagni è riuscito a calare un altro striscione sulla facciata principale della stazione.
Da tutte le realtà presenti è stato sottolineato il carattere politico di questa operazione repressiva, con gli arresti del 26 gennaio si è voluto colpire l’intero movimento NO TAV.
La Federazione Anarchica Livornese ed il Collettivo Anarchico Libertario erano presenti ed il Collettivo ha distribuito un proprio volantino.
Prima che si sciogliesse la manifestazione è stato fatto appello a partecipare il più possibile alle prossime iniziative di solidarietà.

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By collettivo
– Gennaio 30, 2012
All’alba del 26 Gennaio è scattata, in seguito ad un’inchiesta della digos e della Procura di Torino, un’operazione di polizia che ha visto perquisizioni di vari spazi sociali della città ed arresti nei confronti di abitanti della valle, che da anni lottano contro la realizzazione della linea ad alta velocità Torino – Lione.
Il Collettivo Anarchico Libertario di Livorno esprime la sua piena solidarietà nei confronti dei compagni e delle compagne arrestati all’alba del 26 Gennaio ed a tutti coloro colpiti da perquisizioni o da altri provvedimenti repressivi. Un’operazione repressiva che tenta di colpire al cuore il movimento NO TAV, per quanto il democratico PM Caselli sostenga di non aver portato avanti una inchiesta contro il movimento, ma “un’operazione di cesello” contro gli autori delle violenze.
La dura repressione, ha colpito anche compagni e compagne di tutta la penisola, con arresti e perquisizioni a Milano, Bergamo, Belluno, Foggia, Sassuolo, Genova, Roma, Parma, Macerata, Cremona, Cosenza e Pistoia .
Ancora una volta la macchina repressiva dello Stato colpisce un movimento, che da oltre venti anni, attraverso con la lotta dal basso e le pratiche assembleari, continua a resistere alla decisione dei vari governi di centro sinistra e di centro destra, di realizzare con la violenza una “grande opera” inutile e dannosa, il TAV.
Ancora una volta si tenta da parte delle autorità di dividere il movimento tra “buoni” e “cattivi”, giustificando le azioni repressive in termini di “lotta alla violenza”.
Ma tutti sanno da che parte sta la violenza. Basti pensare alla militarizzazione continua della valle, con l’utilizzo di reparti militari specializzati atti a reprimere qualsiasi protesta o resistenza, con l’utilizzo di blindati per intimidire la popolazione e l’impiego di ruspe contro i manifestanti. Come avvenuto durante la grande manifestazione del 3 Luglio, nella quale molte persone hanno riportato ferite gravi ed ustioni dovute al lancio ad altezza uomo di lacrimogeni tossici CS.
Il movimento NO TAV, ad oggi rappresenta una sempre più forte minaccia per i potenti, proprio per la sua caratteristica fondamentale di ferma opposizione alle logiche autoritarie. Opposizione portata avanti con metodi autogestionari da gran parte delle soggettività della valle, un’esperienza che è stata esempio per tutta la penisola.
Proprio per questo la resistenza della Val di Susa ha sputo dimostrare fin da subito di non aver paura, la sera stessa del 26 gennaio, a poche ore dagli arresti, 8000 NO TAV hanno manifestato a Bussoleno contro la repressione ed oggi, sabato 28 un’altra grande manifestazione si sta svolgendo a Torino. La repressione non fermerà il movimento NO TAV, perché non si lascia dividere e perché non ha capi o vertici da eliminare.
La verità è quindi solo una: in un contesto generale di malcontento e di conflittualità sempre più diffusa, ecco che si utilizzano manganelli, blindati, ruspe, arresti, perquisizioni e manovre antipopolari; in un contesto che vede crescere sempre di più la mobilitazione dal basso , si effettuano tentativi di distruzione del dissenso attraverso metodi di soffocamento delle lotte , tentando di tagliare le varie reti di sostegno e resistenza che si creano giorno per giorno tra la popolazione.
Adesso più che mai, è urgente stringere ancor di più i nodi che tengono salde queste reti, utilizzando l’arma potente della solidarietà tra gli oppressi, distruggendo i continui attacchi dello Stato oppressore
.
Con i compagni arresati, con la Val di Susa che resiste !
Per l’autorganizzazione delle lotte, contro ogni repressione !
Collettivo Anarchico Libertario
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By collettivo
– Gennaio 28, 2012
riceviamo e pubblichiamo
No Tav. Quelli che si mettono di mezzo
Arresti, perquisizioni, obblighi di dimora. Questa la ricetta della
Procura di Torino, che da lunghi mesi si è assunta l’incarico di regolare
i conti con il movimento No Tav. Sin dal giugno scorso si sono
moltiplicati avvisi di garanzia, arresti, denunce, fogli di via nei
confronti degli attivisti No Tav. Tutti firmati da Giancarlo Caselli,
l’eroe della sinistra giustizialista, che vuole farla finita con un
movimento cui si sono ispirati i tanti che si battono contro lo
devastazione del territorio, contro un’idea di sviluppo folle e
distruttiva, contrastando discariche, centrali, fabbriche inquinanti e
installazioni militari. Giancarlo Caselli, il procuratore antimafia, che
si schiera con la mafia del Tav.
La strategia della lobby Si Tav è molto chiara: trasformare la protesta
nei confronti di un’opera inutile, dannosa, follemente costosa in una
questione di ordine pubblico.
La scelta di occupare militarmente il territorio, di invadere l’area
archeologica, trasformandola in un bivacco per le truppe di occupazione,
culminata a gennaio nella trasformazione della zona in area di interesse
strategico, la dice lunga sulla volontà di imporre con la forza la nuova
linea ad alta velocità tra Torino e Lyon.
Le ragioni della forza contro la forza delle ragioni.
In tanti anni i sostenitori dell’alta velocità saputo articolare solo
discorsi densi di vuota retorica. La retorica della piccola Italia
schiacciata dietro le Alpi, isolata dall’Europa, condannata al declino. Un
retorica falsa che nasconde dietro una foglia di fico un sistema di
drenaggio di denaro pubblico a fini privatissimi, sostenuto in maniera
bipartisan dalla destra come dalla sinistra, pronte a spartirsi la torta.
I No Tav sono colpevoli.
Sono colpevoli di aver mostrato la trama sottile che sostiene la tela
delle grandi opere. Sono colpevoli di essersi schierati dalla parte dei
tanti che non ce la fanno ad arrivare a fine mese. Sono colpevoli di stare
con chi vorrebbe che i 22 miliardi della Torino Lyon fossero usati
migliorare la vita di noi tutti, garantendo ospedali, pensioni, trasporti
pubblici, scuole a tutti in modo eguale.
Sono colpevoli di aver pensato che un altro mondo è possibile. Sono
colpevoli di aver cominciato a vivere frammenti di relazioni politiche e
sociali che vivono già oggi l’utopia concreta della partecipazione diretta
alle scelte, della solidarietà, del mutuo appoggio.
Sono colpevoli di sapere che la testimonianza non basta, che occorre
mettersi in mezzo, anche a rischio della propria libertà, per offrire uno
scampolo di libertà a tutti.
Sono colpevoli di pensare che l’ordine ingiusto e predatorio in cui siamo
forzati a vivere possa e debba essere spezzato, sono colpevoli di sapere
che il futuro non è già segnato, che la precarietà, lo sfruttamento, la
fame dei poveri, le guerre debbano divenire retaggio di un passato da
dimenticare.
Sono colpevoli di non essersi mai tirati indietro, di aver resistito per
oltre vent’anni.
Dopo la rivolta popolare del 2005, sindaci ed amministratori locali
sedotti dalle sirene del denaro e del potere, hanno fatto il salto della
quaglia, ma non sono riusciti a spezzare il movimento.
Lo scorso maggio, il governo, smessa la finzione della mediazione
politica, ha deciso di passare nuovamente alle maniere forti. Manganelli,
lacrimogeni, botte, denunce e carcere. Gran parte degli organi di
informazione si sono messi al servizio per diffamare e falsificare,
sperando in una divisione tra “buoni” e “cattivi”. Hanno fallito.
Un movimento popolare, un movimento tanto radicato quanto radicale, sa che
di fronte alla violenza di carabinieri, poliziotti, militari reduci dalla
guerra in Afganistan, di fronte all’occupazione militare, di fronte alla
violenza legale ma non legittima dello Stato, ribellarsi è giusto.
Mettersi in mezzo è un impegno morale.
I No Tav arrestati il 26 giugno sono colpevoli. Colpevoli di aver tenuto
fede all’impegno che tutti ci siamo presi. Colpevoli di resistere.
Partigiani della libertà di tutti.
Li vogliamo liberi. Liberi subito.
Torino
Sabato 28 gennaio
Manifestazione No Tav
Ore 14,30 piazza Carlo Felice – di fronte alla stazione FS
Federazione Anarchica Torino
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By collettivo
– Gennaio 27, 2012
da: senzasoste.it

Giovedì 26 gennaio una vasta operazione repressiva ,che ha interessato diverse città Italiane, ha portato all’arresto di decine di compagni e compagne, attivisti e attiviste del movimento No Tav.
Ancora una volta il governo di turno, invece di ascoltare le ragioni di chi lotta da oltre 20 anni contro un progetto devastante, inutile e costosissimo, usa la repressione, cercando di mettere a tacere le ragioni di una lotta sacrosanta e popolare.
Il 3 luglio in quei boschi , dietro a quelle barricate c’eravamo tutte e tutti. Sarebbe dovuto essere un assedio pacifico e di massa ma la risposta delle forze dell’ordine fu di inaudita violenza. Decine di feriti , lacrimogeni sparati ad altezza d’uomo , cariche e pestaggi indiscriminati.
Come occupanti dell’ex caserma Del Fante esprimiamo la nostra solidarietà e complicità con i
compagni e le compagne arrestati\e e invitiamo tutti\e a partecipare al presidio di solidarietà
Sabato 28 Gennaio alle ore 17 di fonte alla stazione centrale.
Qui la paura non è di casa!
Solidarietà al movimento no Tav!
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By collettivo
– Gennaio 27, 2012
da: http://anarresinfo.noblogs.org/2012/01/26/arresti-no-tav/

È scattata all’alba di stamane un’operazione di polizia nei confronti del movimento No Tav. Arresti e perquisizioni in varie parti della penisola.
Un motivo in più per partecipare alla manifestazione di sabato 28 a Torino
La Questura di Torino ha emesso venticinque ordinanze di custodia cautelare in carcere, quindici con obbligo di dimora, un compagno è agli arresti domiciliari.
Perquisiti a lungo il Mezcal di Collegno e il Barocchio di Grugliasco e il Paso di Torino, dove hanno arrestato Gabriela. Un arresto anche alla casa occupata di via Muriaglio a Torino, dove hanno portato via Mambo.
Tra gli arrestati c’è anche Tobia Imperato, l’autore de “le scarpe dei suicidi”, Guido Fissore del Comitato No Tav di Fillarfocchiardo, tre esponenti del centro sociale Askatasuna.
A Torino è ancora trattenuta in questura Maja di Macerie, nei cui confronti l’ordine di arresto potrebbe non essere eseguito, perché è incinta.
A Milano hanno arrestato tre compagni, ne stanno ricercando altri tre. Ad Asti è stato arrestato Samuele, un compagno del movimento per la casa. A Robassomero hanno perquisito e arrestato Federico, a Rovereto Juan. Due arresti a Roma e uno a Genova.
I vari provvedimenti sono relativi allo sgombero – il 27 giugno – della Libera Repubblica della Maddalena e alla manifestazione del 3 luglio a Chiomonte.
La regia dell’operazione è di Giancarlo Caselli, che da maggio sta coordinando le numerose operazioni repressive che hanno colpito i No Tav.
I PM sono Giuseppe Ferrando e Manuela Pedrotta.
Di seguito una prima rassegna stampa:
Il Corriere della sera
La Stampa
Repubblica
Prime iniziative di lotta:
Giovedì 26 gennaio:
– Torino ore 17 appuntamento in piazza Castello
– Bussoleno ore 20,30 fiaccolata
Sabato 28 gennaio
Torino. Manifestazione No Tav – ore 14,30 piazza Carlo Felice
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By collettivo
– Gennaio 26, 2012
riceviamo e pubblichiamo:
L’USB e l’UNICOBAS, insieme a Orsa – SlaiCobas – Snater – SiCobas – Usi, hanno indetto lo sciopero generale per l’intera giornata del 27 gennaio con grande manifestazione nazionale a Roma (concentramento piazza della Repubblica ore 9,30).
Uno sciopero che si rivolge a tutti i lavoratori del pubblico e del privato e che intende coinvolgere in una manifestazione nazionale che si svolgerà a Roma nella stessa giornata anche i pensionati, i disoccupati, i migranti e tutti coloro che intendono protestare contro le politiche del governo Monti.
Questo governo falsamente definito “tecnico” è in realtà un “governo politico” che rappresenta gli interessi delle banche, della finanza internazionale e dei padroncini nostrani e che, nell’ottica neoliberista, vuole eliminare tutte le conquiste ottenute dai lavoratori e riportarci ai tempi del padrone delle ferriere.
Infatti questo governo non solo ha confermato tutti i provvedimenti del suo predecessore Berlusconi ma ha continuato l’assalto intervenendo disastrosamente su pensioni, IVA, casa, servizi, welfare e potere d’acquisto dei salari. Neanche l’ombra di una patrimoniale che toccasse i grandi capitali e patrimoni, mentre viene riconfermata la spesa per l’acquisto di 29 miliardi di cacciabombardieri F 35 ed elicotteri da combattimento (un importo equivalente a quello della manovra montiana).
Il primo stadio della manovra del governo Monti è compiuto, è stata approvata con il consenso di un’ampia e articolata maggioranza parlamentare, favorevole a far pagare a chi ha sempre pagato il costo di una crisi che ha prodotto e continua a produrre profitti a padroni, banche, speculatori e finanza internazionale.
A questa prima manovra che recepisce in pieno le direttive della BCE e dell’Unione Europea seguirà nei prossimi giorni la seconda fase, centrata sul mercato del lavoro e sulle nuove misure in tema di flessibilità in uscita; si tratta insomma della modifica dell’art.18 e della libertà di licenziare, richiesta a gran voce dalla Confindustria con il consenso non solo della destra, più o meno moderata, ma perfino da settori non marginali del centro sinistra.
È ora di dire NO e di ribellarsi
− Ti riducono il potere d’acquisto
− Ti fanno pagare le tasse sulla prima casa
− Ti aumentano l’IVA, l’Irpef locale, i ticket sanitari e le accise sulla benzina
− Ti allungano l’età pensionabile
− Il nuovo Governo non farà nulla per modificare le controriforme della Scuola e dell’Università.
− Ti prendono in giro dicendoti che sei un privilegiato perché ti è rimasto ancora un salario e qualche diritto sul posto di lavoro, perché non possono licenziarti senza un valido motivo e ti promettono con feroce e inaudita strumentalità che tuo figlio troverà sicuramente un lavoro se permetterai al tuo padrone di poterti licenziare con più facilità.
− Ti raccontano che Cgil, Cisl e Uil stanno opponendosi alle manovre del governo Monti e vogliono farti dimenticare che il 28 giugno 2011 hanno sottoscritto un accordo con Confindustria che ha “autorizzato” il governo Berlusconi ad approvare il famigerato art. 8 che distrugge diritti e contratto nazionale.
− Ti vogliono convincere che questo è un governo tecnico, serio, che è nato per “salvare l’Italia” mentre le misure adottate da Monti sono in perfetta continuità con quelle di Berlusconi e ci porteranno alle stesse condizioni della Grecia.
IL 27 GENNAIO SCIOPERIAMO e MANIFESTIAMO CONTRO TUTTO QUESTO !
Prenotazione pulman – partenza per Roma da piazza Stazione FS di Livorno ore 3,15
rientro ore 19,30 – costo biglietto € 10,00 A/R. tel. 0586 210116 oppure 3356825103
CIB UNICOBAS LIVORNO USB LIVORNO
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By collettivo
– Gennaio 24, 2012