
Solidarietà al “Galeone”!
10, 100, 1000 spazi liberati per fermare l’abbandono e la speculazione
Stamattina (30 luglio 2019) dalle 10.30 un ingente spiegamento di forze dell’ordine accompagnato da vigili del fuoco si è presentato davanti allo spazio occupato anarchico “il galeone” di Pisa per attuare uno sgombero. Un’occupante si è asserragliato sul tetto mentre un’altra compagna è stata portata via in manette e rilasciata in seguito. Sul luogo sono accorsi subito tant* solidal* per monitorare e manifestare la loro rabbia contro questo ultimo atto repressivo.
Undici degli occupanti sono indagati per occupazione, allaccio abusivo di corrente, danneggiamento di cabine dell Enel. Il Pm ha inizialmente chiesto l’obbligo di firma e foglio di via per tutt* ma successivamente la richiesta è stata rigettata. Esprimiamo la nostra piena solidarietà al Galeone ed a chi pratica l autogestione e continua ad aprire e difendere spazi di libertà in ogni luogo.
Collettivo Anarchico Libertario
Federazione Anarchica Livornese
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– Agosto 3, 2019
Programmazione di Effetto Refugio 2019
come ogni anno tra i banchetti di Effetto Refugio ci sarà anche un fornitissimo banchetto anarchico con stampa, libri, spille, magliette, fazzoletti etc..

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– Luglio 30, 2019

Pubblichiamo di seguito la traduzione del comunicato del DAF – Devrimci Anarşist Faaliyet (Azione Anarchica Rivoluzionaria) sull’attacco della polizia alle manifestazioni per i 4 anni dalla strage di stato di Suruç
La loro lotta era la nostra lotta, la loro lotta continuerà nella nostra lotta!
Nel luglio 2015, 33 rivoluzionari che erano partiti per ricostruire Kobanê, una città che era stata distrutta e saccheggiata dalle bande dell’ISIS, sono stati massacrati dallo Stato assassino e dalle bande dell’ISIS. Per commemorare i rivoluzionari massacrati e per mantenere vive le loro lotte, si sono tenute nel quarto anniversario del Massacro di Suruç delle commemorazioni nella zona di Kadıköy a Istanbul e di Kızılay ad Ankara. Queste manifestazioni erano state convocate da un appello delle Organizzazioni Giovanili, tra cui la Gioventù Anarchica.
Alla stessa ora del massacro di quattro anni fa, sono state tenute commemorazioni alle tombe dei nostri compagni, che erano stati massacrati dallo Stato assassino e dalle bande dell’ISIS. Con la promessa di portare a compimento i sogni dei 33 giovani, e di chiamare i responsabili del massacro a render conto di quanto hanno fatto loro.
Tutti i rivoluzionari e le famiglie di coloro che hanno perso la loro vita nel Massacro di Suruç si sono incontrati alle 18:00 a Kadıköy, in Halitağa Street per il sit-in di protesta per commemorare 33 rivoluzionari. È stato gridato che le persone che sono state massacrate dallo Stato assassino e dalle bande dell’ISIS, vivono ancora nella lotta. Per tutta la durata del sit-in si sono susseguiti gli interventi delle famiglie dei sopravvissuti e delle famiglie dei nostri compagni uccisi.
L’ingiustizia, l’oppressione e la violenza con cui sono stati massacrati non sono finite, ma proseguono anche oggi, e sono continuate ad Istanbul e ad Ankara contro coloro che si sono riuniti per commemorarli.
Dopo il sit-in a Istanbul, mentre la manifestazione si dirigeva in corteo verso la Süreyya Opera House per l’evento commemorativo nel Mehmet Ayvalıtaş Park, la polizia assassina dello Stato assassino ha iniziato ad attaccare in modo incessante. Allo stesso modo ad Ankara, su convocazione delle Organizzazioni Giovanili, inclusa l’anarchica Karala, tutti coloro che erano convenuti in Sakarya Street per un’azione sono stati soggetti agli attacchi della polizia. 8 rivolizonari sono stati arrestati. Con i continui assembramenti nella zona di Kızılay dopo l’attacco, è stato dimostrato ancora una volta che non ci sarà nessun arretramento di fronte allo Stato assassino. I rivoluzionari che non hanno lasciato le strade hanno mostrato che non è possibile porre fine alla lotta per la giustizia per Suruç con gli attacchi della polizia.
KADIKOY È UNA BARRICATA
Quelli che hanno forzato i rivoluzionari ad arretrare con i loro attacchi, arresti, politiche intimidatorie ancora una volta hanno visto che Kadıköy è la barricata dei rivoluzionari. 33 compagni, nostri amici, lottavano nelle strade di Kadıköy dove lo scontro è stato ancora una volta mostrato in piazza. Alla violenza della polizia e di coloro che provano a sopprimere la rabbia dei rivoluzionari è stato risposto riempendo le strade di Kadıköy. Con slogan e barricate contro gli attacchi della polizia, Kadıköy ha ancora una volta mostrato di essere un campo di lotta e di resistenza. Continuando i loro incessanti attacchi la polizia ha fermato 20 rivoluzionari, inclusi 3 nostri compagni della Gioventù Anarchica. Da Kalkedon a Bahariye Street, sono state tirate su barricate in tutte le strade di Kadıköy.
La lotta dei 33 anarchici e socialisti rivoluzionari massacrati a Suruç è la nostra lotta. Non si può porre fine al loro viaggio e ai loro sogni con le bombe, gli attacchi, gli arresti e le intimidazioni.
La loro lotta è la nostra, la nostra lotta continuerà!
Viva la Rivoluzione!
Viva l’Anarchia!

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– Luglio 23, 2019

In memoria di Filippo Filippetti
anarchico livornese, antifascista, ucciso dai fascisti
Venerdì 2 agosto 2019
ore 19 Commemorazione presso la lapide
Via Provinciale Pisana 354, Livorno
(andando verso Via Firenze, alla ex-scuola di fronte al circolo ARCI “Tamberi”)
Filippo Filipetti, giovane anarchico, viene ucciso il 2 agosto 1922 dai fascisti mentre si oppone, assieme ad altri antifascisti, ad una spedizione punitiva contro Livorno.
Il 2 Agosto 1922 un gruppo di giovani antifascisti, tra i quali alcuni anarchici, ingaggia uno scontro armato nei pressi di Pontarcione con i camion dei fascisti. Muore nella sparatoria Filippo Filippetti, membro degli Arditi del Popolo, sindacalista dell’USI per il settore edile.
Nell’estate del 1922 si giocano le ultime carte per fermare la reazione antiproletaria: il paese è attraversato da un crescendo di aggressioni compiute dai fascisti nei confronti delle organizzazioni del movimento operaio e dei singoli militanti; si contano decine di morti fra gli antifascisti.
Da mesi l’Unione Anarchica Italiana e il giornale “Umanità Nova” si battono a sostegno del movimento degli Arditi del Popolo, per costituire un fronte unico proletario che organizzi la difesa.
Su iniziativa del Sindacato Ferrovieri Italiano è costituita l’Alleanza del Lavoro, a cui partecipano tutti i sindacati, con l’appoggio dell’Unione Anarchica, del Partito Repubblicano, del Partito Comunista e del Partito Socialista.
L’Alleanza del Lavoro indice uno sciopero generale ad oltranza per fermare le violenze fasciste a partire dalla mezzanotte del 31 luglio.
I fascisti finanziati da agrari e industriali, armati da Carabinieri ed Esercito, protetti dalla monarchia e dalla chiesa, aggrediscono le roccaforti operaie.
In molte città, fra cui Piombino, Ancona, Parma, Civitavecchia, Bari i fascisti vengono respinti anche grazie all’azione degli Arditi del Popolo. Nel momento in cui la resistenza operaia cresce, CGL e PSI, sperando in un ennesimo compromesso, si ritireranno dalla lotta, aprendo la strada alla rappresaglia armata del Governo.
Livorno è uno dei centri dello scontro. Tra il 1° e il 2 Agosto 1922 squadre fasciste provenienti da tutta la Toscana lanciano la caccia agli antifascisti livornesi, facendo irruzione nei quartieri popolari che resistono all’invasione.
Molti furono gli assassinati in quei giorni. Popolani, militanti comunisti, anarchici, repubblicani e socialisti, tra i quali Luigi Gemignani, Gilberto Catarsi, Pietro Gigli, Pilade Gigli, Oreste Romanacci, Bruno Giacomini e Genoveffa Pierozzi.
Negli scontri in periferia viene ucciso il giovane anarchico Filippo Filippetti.
Gli anarchici invitano tutti gli antifascisti a partecipare alla commemorazione.
Federazione Anarchica Livornese
cdcfedanarchicalivornese@virgilio.it
Collettivo Anarchico Libertario
collettivoanarchico@hotmail.it
http://collettivoanarchico.noblogs.org/
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– Luglio 18, 2019

CONTRO LA DISCARICA DI LIVORNO AL LIMONCINO
Da lunedì 8 luglio è in corso all’incrocio tra via della Valle Benedetta e via del Limoncino un presidio permanente contro la discarica che la società Livrea sta attivando nella ex cava del monte la Poggia.
La discarica si trova in una zona a rischio idrogeologico che ha subito l’impatto dell’alluvione del settembre 2017. Tra i rifiuti destinati alla discarica ci sono anche fanghi di dragaggio, scorie di fonderie, ceneri dell’inceneritore.
Dal 4 luglio alcuni camion hanno iniziato a conferire rifiuti nel sito e solo la presenza del presidio animato da residenti che da circa dieci anni si oppongono al progetto ha fatto in modo che i trasporti di rifiuti si fermassero per qualche giorno e che due camion tornassero indietro.
Questo dimostra che solo l’azione diretta, in questo caso realizzata attraverso il presidio permanente, può fermare questa ulteriore bomba ecologica su Livorno.
L’azione diretta è stata ed è la pratica più efficace per ostacolare le devastazioni del Tav in Val Susa, del Muos in Sicilia, del Tap e di tante altre “opere”, piccole e grandi ma comunque inutili e nocive.
La discarica del Limoncino, se sarà portata a regime, sarà uno degli impianti più pericolosi in una città in cui sono già presenti molte attività industriali a rischio di incidente, e già colpita dallo sfruttamento dei territori e dalle nocività, con gravi danni sulla salute di tutte e tutti.
Per questo sosteniamo la lotta in corso e siamo solidali con chi venerdì 12 luglio è stato aggredito da uno degli esponenti dell’azienda. Di fronte a questi atti è ancor più evidente la necessità dell’impegno diretto, dal basso, e sopratutto della solidarietà.
Federazione Anarchica Livornese – cdcfedanarchicalivornese@vigilio.it
Collettivo Anarchico Libertario – collettivoanarchico@hotmail.it
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– Luglio 13, 2019

Per la libertà, contro le frontiere!
Giovedì 4 luglio
dalle 21
Nel giardino della Federazione Anarchica Livornese
Via degli Asili 33-35, Livorno
La vicenda della Sea Watch 3 non è che uno degli ultimi e più eclatanti casi che rendono evidenti le politiche repressive e razziste in atto ormai da anni. Confrontiamoci sulle forme di resistenza e azione contro questa stretta autoritaria a partire dal “Decreto sicurezza bis” recentemente approvato dal governo e dalla situazione a Malta nel contesto della guerra ai migranti in atto nel Mediterraneo. Ne parliamo con Giacomo e Francesco, appena tornati da Malta, dove hanno lavorato ad un reportage sulla situazione dei migranti e sulle attività di solidarietà.
Saranno proiettate le foto di Giacomo Sini
Collettivo Anarchico Libertario
Federazione Anarchica Livornese
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– Luglio 2, 2019

nella foto: striscione esposto oggi sulla scalinata del palazzo comunale a Livorno
Solidarietà a* prigionier* in sciopero della fame
Chiudere AS2! Liber* tutt*!
Da un mese due prigioniere anarchiche, Silvia e Anna, sono in sciopero della fame contro le durissime condizioni di detenzione. Chiedono di essere trasferite dalla Sezione AS2 del carcere de L’Aquila in cui si trovano e la chiusura di quella stessa sezione. In queste settimane molte e molti altri prigionieri anarchici si sono uniti a questa lotta, mentre le rivolte e le proteste nelle carceri sono aumentate in questo mese. Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha però deciso come risposta di trasferire nella stessa AS2 de L’Aquila anche un’altra anarchica, Natascia.
È necessario rompere il silenzio e l’isolamento. Solidarietà e libertà per tutte e tutti!
Collettivo Anarchico Libertario
Livorno, 27 giugno 2019
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– Giugno 27, 2019
Ieri (23 giugno) abbiamo salutato Lorenzo Orsetti, Orso, Tekoşer. Molti erano presenti la mattina al trasporto da Careggi alla Società di Mutuo Soccorso di Rifredi, dove sono state presenti ancora più persone nel corso della giornata. Oltre ad amici ed amiche, familiari, fiorentini e abitanti del suo quartiere Rifredi, erano presenti con striscioni molte realtà di movimento da tutta Italia, erano presenti compagne e compagni di lotta di Lorenzo in Rojava, delegazioni da diversi paesi. Presenti compagne e compagni anarchici oltre che da tutta la Toscana anche da Milano, Roma, Reggio Emilia, da Cosenza, e da molte altre località. Tra i molti interventi, un compagno della Federazione Anarchica Livornese ha letto questo messaggio di saluto della FAI – Federazione Anarchica Italiana
“Saluto a Lorenzo Orsetti
L’aspirazione ad un mondo di libertà, uguaglianza e solidarietà hanno mosso le scelte di Lorenzo Orsetti, per questo la Federazione Anarchica Italiana è vicina ai familiari, alle amiche e agli amici, alle compagne e ai compagni.
Salutiamo Lorenzo come un partigiano, un internazionalista, un anarchico.
Nel suo impegno di combattente in Rojava e in Siria a sostegno di un processo rivoluzionario complesso, schiacciato tra le guerre degli stati, Lorenzo ha sempre rivendicato apertamente i propri ideali, fino a scegliere di unirsi negli ultimi mesi alla formazione anarchica Tekoşîna Anarşîst. Anche per questo, come molte e molti altri, Lorenzo non è morto per sostenere una causa lontana, ma per rendere possibile la rivoluzione, perché la vita cambiasse pure qui. Una vita e un mondo liberi dallo sfruttamento, dall’oppressione, dal patriarcato, che costruiremo anche per Lorenzo.
Le compagne e i compagni della Federazione Anarchica Italiana”















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– Giugno 25, 2019
Pubblichiamo il comunicato dell’assemblea fiorentina che ha organizzato le iniziative per i funerali di Lorenzo Orsetti a Firenze
Lorenzo Orso Tekosher, partigiano fiorentino, torna a casa
alle 9.30 APPUNTAMENTO al capolinea della Tramvia davanti all’ingresso di Careggi (fermata “Careggi – Ospedale”) per accompagnare insieme Orso fino al
SMS di Rifredi in Via Vittorio Emanuele 303
dalle 10.00 camera ardente fino alle 20.00 presso SMS di Rifredi
All’interno della giornata tutti coloro che vorranno portare un saluto o un omaggio a Lorenzo potranno farlo, con interventi, letture, riflessioni. Nel corso della giornata saranno proiettati materiali video, fotografie e videomessaggi inviati dai compagni in Rojava.
Sono previsti due momenti più “ufficiali” di interventi, il primo la mattina dalle 11.30 e il secondo il pomeriggio dalle ore 17.00.
alle 10.00 momento di ricordo pubblico di ricordo sul piazzale delle Porte Sante a San Miniato
dalle 17.00 festa aperta a tutti in ricordo di Orso a Villa Ruspoli, in Via di Montughi 61N
Per chi viene in pullman da fuori Firenze, diamo indicazione di uscire dall’autostrada a Villa Costanza e da là prendere la tranvia T1 e scendere al capolinea “Careggi-Ospedale” per arrivare all’appuntamento alle 9.30.
Oppure scendere alla fermata “Sms Rifredi – Teatro”.
INDIRIZZO DI CROWDFUNDING
La famiglia, le amiche e gli amici di Orso hanno attivato una compagna di crowdfunding presso la piattaforma di PRODUZIONI DAL BASSO, sulla quale sarà possibile effettuare donazioni volte a coprire le spese per il funerale e per l’organizzazione di un’associazione culturale che porti avanti, tramite varie iniziative, gli ideali che Lorenzo aveva abbracciato.
https://www.produzionidalbasso.com/project/lorenzo-orso-tekoser-per-continuare-la-lotta/
Il 18 marzo Lorenzo Orsetti, Orso, nome di battaglia “Tekoser”, ha perso la vita in un’imboscata mentre con alcuni compagni era impegnato nella liberazione delle ultime zone rimaste sotto controllo dello Stato Islamico in territorio siriano.
La sua scelta di unirsi alle YPG-YPJ nel Kurdistan, non è stata un caso, dettata da incoscienza o da ricerca di fama o di emozioni forti. Sapeva benissimo di correre dei rischi, ma sentiva forte il bisogno di superare i limiti e le ingiustizie che il sistema capitalista ci impone sia a livello individuale che collettivo. Orso era in Siria perché aveva trovato nella rivoluzione kurda la cosa più vicina ai suoi ideali di libertà, antifascismo, uguaglianza, rispetto, perché credeva che ognuno di noi deve fare la sua parte se vogliamo costruire una società dove questi non siano altro che parole vuote. E lui la sua parte ha avuto il coraggio di farla, sostenendo la rivoluzione nata dal PKK in Turchia ed oggi difesa anche in Rojava da migliaia di compagni/e kurdi, arabi, assiri, ezidi e da centinaia di altri internazionalisti come lui.
La sua morte ci ha colpito e ha lasciato in tutti noi un segno. Ma come lui stesso ha scritto, non possiamo cedere alla tristezza ed alla rassegnazione. Perché è necessario continuare a combattere per ciò che è giusto, per ciò che si ama; la lotta non è finita e non lo è nemmeno la speranza di vittoria. E questa speranza, come faceva Orso, dobbiamo tenercela ben stretta.
Orso adesso torna a casa, e noi, con la famiglia, la cui dignità deve essere di esempio per tutti, gli amici e le amiche, i compagni e le compagne, Domenica 23 giugno a Firenze ci ritroveremo per una giornata dedicata al suo ricordo, prima che lunedì prenda posto accanto ai 5 partigiani già sepolti al cimitero delle Porte Sante di Firenze.
Ricorderemo Orso consapevoli che la sua esperienza, come quella di tutti coloro che sono morti per la libertà, dovrà esserci di esempio per proseguire nella lotta, in Italia come in Kurdistan, continuando a sostenere il movimento kurdo, a denunciare ed attaccare il ruolo dell’Italia e della Ue nelle politiche di guerra e sfruttamento. Per ricordarlo nella maniera migliore, e con lui le altre migliaia di compagni/e che hanno trovato la morte combattendo per i propri ideali rivoluzionari, continueremo a lottare e a tenere alti i valori dell’antifascismo e della libertà!
Per fare in modo che tutto questo non venga dimenticato, ma diventi stimolo per tutti noi a rinnovare l’impegno personale e collettivo nella nostra lotta comune.
Perché chi ha compagni non muore mai!
Serkeftin! Fino alla vittoria!
Assemblea Cittadina di Firenze per Orso Tekoser, Familiari, amiche/i di Lorenzo
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By collettivo
– Giugno 22, 2019

Ballottaggio? Non ci stiamo.
La recente tornata elettorale ha dimostrato una volta di più quanto il meccanismo delle elezioni sia di per sé inutile e dannoso. Attraverso il meccanismo elettorale non solo si consegna a qualcuno il potere di decidere al nostro posto, ma si consente ai padroni, alla chiesa, ai militari, alla mafia di attivare i loro canali di consenso e orientare voti. In occasione delle elezioni i capitali si muovono, ma non certo a vantaggio dei lavoratori e della gran parte della popolazione, che vive di sfruttamento e oppressione. È attraverso le elezioni che la miseria dei fascisti trova una rappresentazione numerica, anche se modesta, e può essere spacciata per consenso, narrata come avanzata delle destre.
In uno scenario post elettorale in cui tutti si dichiarano vincitori è bene uscire dalla follia creata dai media ufficiali. Considerando l’elevato dato di astensione, la Lega alle europee in Italia non ha raggiunto che il 17% dei consensi degli elettori. A livello locale, a Livorno, con le amministrative comunali, la destra non ha raggiunto risultati eccezionali: pur recuperando i voti persi nelle elezioni del 2014, si è mantenuta sul bacino di consensi che ha avuto negli ultimi 20 anni (20000/25000 voti), senza sfondare nelle periferie in cui aveva pur visto una crescita nelle politiche dello scorso anno.
Se le elezioni sono un gioco inutile e dannoso, il ballottaggio lo è ancora di più. La polarizzazione dello schieramento pretende di annullare qualsiasi analisi politica, qualsiasi valutazione critica, qualsiasi esperienza e pratica alternativa per collocarsi a difesa di una fortezza. Cinque anni fa lo scontro era tra un PD che aveva fatto scempio della città e un M5S che si presentava come il cambiamento, ma che era sostenuto da tutta la destra. Ora è la destra a giocare il ballottaggio con il PD, che per l’occasione si scopre antifascista e cerca di usare un richiamo irresistibile nella nostra città.
È curioso che lo spettro del pericolo fascista sia agitato in vista delle elezioni da una sinistra istituzionale che ha sdoganato il revisionismo storico, che ha invocato il manganello contro i partigiani no tav, che ha voluto nel 2017 l’invio di truppe di occupazione in Libia e Niger e ha votato assieme ad altre spedizioni di guerra, anche leggi razziste e repressive su sicurezza e immigrazione che hanno aperto la strada alle destre. Una sinistra istituzionale che è responsabile della riduzione dei diritti dei lavoratori, che ha modellato l’accordo sulla rappresentanza sindacale sul patto fascista di Palazzo Vidoni del 1925, e che ha messo sotto repressione giudiziaria decine di giovani livornesi colpevoli di essersi opposti al degrado politico imposto alla città.
L’inganno delle elezioni è evidente poi se si guarda alla vicenda della destra cittadina. Dopo oltre un anno di attività, la Lega locale, considerando i mezzi di cui può disporre essendo un partito di governo, non aveva raccolto che pochissimi attivisti e seguaci, in buona parte volti noti della destra cittadina, fondamentalisti cattolici, transfughi da vari partiti, ex MSI, poliziotti e militari. L’incapacità di creare un gruppo dirigente e il compimento del processo che ha portato la Lega da partito delle autonomie a polo della destra nazionale ha determinato a Livorno come in molte altre zone prive di una “tradizionale” presenza leghista, la scelta, imposta a livello nazionale, di puntare su candidati di Fratelli d’Italia o comunque espressione di una destra locale già in vari modi parte integrante dei poteri locali, utilizzando come volano di consensi il brand della Lega, che assicura fortune elettorali. Così anche chi ha sostenuto la riforma Fornero, anche chi ha contribuito con la Legge Biagi a portare le condizioni di vita e di lavoro di milioni di persone indietro di mezzo secolo, anche chi si presenta con l’odiato simbolo della fiamma tricolore, chi deve andare al mercato scortato da centinaia di guardie, anche chi non raccoglie neanche il 4% dei consensi tra i votanti può partecipare al più grande ballottaggio di tutti i tempi sperando di vincere.
La legittimazione della destra e l’avanzata autoritaria ci sono, sono processi reali in corso da decenni a cui dobbiamo opporci quotidianamente, non sono spettri che compaiono solo con le votazioni. Lottiamo contro i fascisti da quasi un secolo, e la storia ha insegnato che non sono state le urne a debellarli ma la pratica della lotta antifascista.
I partiti della sinistra istituzionale usano toni forti per attaccare la destra, ma sono subito pronti a condannare chi fa opposizione reale, che, immediatamente accusato di essere violento, viene isolato e denunciato. Basta uno striscione esposto su un muro della Venezia a far saltare i nervi a tanti sedicenti antifascisti.
Le elezioni vorrebbero imporre una scelta: destra erede dei fascisti del MSI, accozzaglia di soggetti riciclati e impresentabili; PD e sinistra istituzionale che nonostante il tentativo di riverniciarsi con l’antifascismo, resta quella che ha in mano il potere della città, che ha portato avanti per decenni politiche di sfruttamento e repressione, anche a livello locale. Una scelta che assomiglia molto a un ricatto.
E siamo sicuri che come noi non ci stanno coloro che sanno che la politica è altra cosa dalle elezioni. Qualunque scenario ci doni il ballottaggio, ci troveremo di fronte il panorama desolato che già oggi domina la città. Sarà necessario riorganizzare un’opposizione sociale, di fronte alle prepotenze e alle violenze di nuovi padroni o all’arroganza dei padroni di un tempo, tornati alla ribalta con la faccia pulita. In ogni caso ci sarà da lottare per ogni centimetro di libertà contro manganelli e licenziamenti, cemento e veleni, ricatti e razzismo.
Se vogliamo cambiare davvero, la società e non il Sindaco, dobbiamo mettere da parte la prospettiva elettorale. Per questo non votiamo. Non dobbiamo convincere nessuno, noi non contiamo i punti alla fine della partita, perché non abbiamo squadre da tifare. Non facciamoci illudere da chi vuole ridurre la politica ad una gara in cui ci si confronta sportivamente con l’avversario. Dobbiamo avere il coraggio di immaginare un orizzonte politico più largo del conto dei seggi. Gli anarchici e le anarchiche, come tanti, lottano giorno per giorno, in qualsiasi contesto di aggregazione sociale e lavorativa, per contrastare l’autoritarismo, la repressione, la negazione degli spazi di libertà, per affermare i legami di solidarietà e spezzare la rassegnazione. Questa è l’opposizione sociale che può veramente incidere.
Federazione Anarchica Livornese – F.A.I.
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– Giugno 5, 2019